Mediante una ricerca sul database Web of Science, sono state riportate tutte le pubblicazioni più rilevanti, dagli inizi del novecento ad oggi, che trattano sia l’apprendimento associativo che l’apprendimento non associativo in Cnidaria. Questo phylum comprende tutti quelli animali che vengono comunemente chiamati coralli, meduse, anemoni e idra. Sono considerati uno dei quattro phyla basali e sister group dei Bilateri, ossia tutti quegli animali che presentano simmetria bilaterale e un cervello centralizzato più o meno sviluppato. Al contrario gli Cnidari possiedono una rete nervosa diffusa, chiamata rete neurale, alla base dell’epiderma e del gastroderma. Phyla basali sono stati poco studiati in questo campo e ricerche in questa direzione posso darci informazioni per quanto riguarda l’evoluzione del sistema nervoso dei Bilateri e rispondere alla domanda: quali sono i meccanismi neurobiologici alla base dell’apprendimento? La letteratura non ha dato risultati per quanto riguarda coralli e cubomeduse. Al contrario, ben studiati sono stati anemoni di mare ed idra, soprattutto per quanto riguarda la parte dell’apprendimento non associativo, svolto in gran parte attraverso l’uso di cibo e shock elettrico. L’abituazione è stata ampiamente dimostrata in idre, meduse e anemoni. In particolare negli anemoni è stata osservata abituazione anche nel comportamento aggressivo, specifico a volte solo per un tipo di individuo familiare e con una certa forma di memorizzazione dell’apprendimento. La sensibilizzazione è stata ben studiata negli anemoni, facendo anche uso di nuove tecnologie in grado di misurare la risposta acroragica, basate sul rilascio di nematocisti. Applicando queste nuove tecnologie assieme all’uso di elettrodi si sono compresi alcuni aspetti neurobiologici della sensibilizzazione. Per quanto riguarda l’apprendimento associativo, compaiono solamente tre studi di cui solo uno presenta anche gruppi di controllo, anch’esso basato sul condizionamento classico ed ancora una volta usando anemoni. Questo ha spinto alcuni autori ad avere dei dubbi sull’apprendimento e a riportare che l’apprendimento associativo sia minimo negli Cnidaria. L’apprendimento associativo porta a discutere sulla embodied cognition e alla sua rappresentazione in animali privi di cervello o in generale in tutti tipi di organismi, anche quelli che non presentano affatto un sistema nervoso, come per esempio organismi unicellulari, piante e funghi. Da tutto ciò possiamo dire che gli Cnidari sono in grado di apprendere. Tuttavia ci sono ancora tante indagini da compiere in materia e tanti temi che ancora non sono stati studiati e testati correttamente o che non sono ancora studiati affatto.

Cnidaria: Apprendimento in assenza di cervello

PAGNONI, DAVIDE
2021/2022

Abstract

Mediante una ricerca sul database Web of Science, sono state riportate tutte le pubblicazioni più rilevanti, dagli inizi del novecento ad oggi, che trattano sia l’apprendimento associativo che l’apprendimento non associativo in Cnidaria. Questo phylum comprende tutti quelli animali che vengono comunemente chiamati coralli, meduse, anemoni e idra. Sono considerati uno dei quattro phyla basali e sister group dei Bilateri, ossia tutti quegli animali che presentano simmetria bilaterale e un cervello centralizzato più o meno sviluppato. Al contrario gli Cnidari possiedono una rete nervosa diffusa, chiamata rete neurale, alla base dell’epiderma e del gastroderma. Phyla basali sono stati poco studiati in questo campo e ricerche in questa direzione posso darci informazioni per quanto riguarda l’evoluzione del sistema nervoso dei Bilateri e rispondere alla domanda: quali sono i meccanismi neurobiologici alla base dell’apprendimento? La letteratura non ha dato risultati per quanto riguarda coralli e cubomeduse. Al contrario, ben studiati sono stati anemoni di mare ed idra, soprattutto per quanto riguarda la parte dell’apprendimento non associativo, svolto in gran parte attraverso l’uso di cibo e shock elettrico. L’abituazione è stata ampiamente dimostrata in idre, meduse e anemoni. In particolare negli anemoni è stata osservata abituazione anche nel comportamento aggressivo, specifico a volte solo per un tipo di individuo familiare e con una certa forma di memorizzazione dell’apprendimento. La sensibilizzazione è stata ben studiata negli anemoni, facendo anche uso di nuove tecnologie in grado di misurare la risposta acroragica, basate sul rilascio di nematocisti. Applicando queste nuove tecnologie assieme all’uso di elettrodi si sono compresi alcuni aspetti neurobiologici della sensibilizzazione. Per quanto riguarda l’apprendimento associativo, compaiono solamente tre studi di cui solo uno presenta anche gruppi di controllo, anch’esso basato sul condizionamento classico ed ancora una volta usando anemoni. Questo ha spinto alcuni autori ad avere dei dubbi sull’apprendimento e a riportare che l’apprendimento associativo sia minimo negli Cnidaria. L’apprendimento associativo porta a discutere sulla embodied cognition e alla sua rappresentazione in animali privi di cervello o in generale in tutti tipi di organismi, anche quelli che non presentano affatto un sistema nervoso, come per esempio organismi unicellulari, piante e funghi. Da tutto ciò possiamo dire che gli Cnidari sono in grado di apprendere. Tuttavia ci sono ancora tante indagini da compiere in materia e tanti temi che ancora non sono stati studiati e testati correttamente o che non sono ancora studiati affatto.
2021
2023-02-21
Cnidaria: Learning without a central brain
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/12422