Negli ultimi anni il percorso della Smart City in Europa ha posto la persona e i suoi bisogni al centro dello studio, subordinando ad essa le pesanti macchine della burocrazia, dei lenti regimi di avviamento di cantieri, della scarsa comunicazione fra amministrazione e cittadini (Cf. Ratti, 2013). Londra, Amburgo, Berlino, Monaco sono solo alcune delle grandi metropoli europee che stanno affrontando con abilità le sfide che tutte le moderne città del mondo, ancora ancorate a vecchi schemi del passato, prima o poi dovranno affrontare. L’obiettivo che questa Tesi di Laurea si è prefissata è di capire se e come sia possibile ragionare sulla smart city in piccole e medie città italiane e, in caso positivo, sviluppare delle linee guida e dei meccanismi operativi che sviluppino scenari in questa direzione, individuando elementi migrabili dai quartieri di grandi metropoli a sistemi di piccole e medie città italiane, con particolare attenzione ai sistemi fragili, come le zone colpite dai recenti sismi o, più in generale, situazioni di marginalità urbana e ancor più sociale. Ne conseguirà la necessità di definire una roadmap per la costruzione di aggregati della Smart City (Smart Land) tramite in primo luogo la selezione critica degli elementi di eccellenza e pratiche innovative presenti, a diverso livello, nei centri urbani capoluogo di un ambito regionale campione (la regione Marche) e valutando e codificando operativamente, in secondo luogo, gli step da seguire, nei medio-piccoli centri capoluogo per strutturarli in una rete solidale. Una rete, fortemente interconnessa, in grado di proporsi, in qualche misura, come sistema Smart Land Marchigiano, capace di rispondere alle nuove esigenze del Paese e configurare soprattutto più efficienti scenari urbani. Il risultato operativo è costituito da una roadmap di guida dei centri urbani capoluogo delle Marche e delle rete che li interconnette verso graduali traguardi strategico-funzionali. Un ulteriore approfondimento a scala urbana affronta la situazione di due piccoli centri urbani fortemente colpiti dal sisma, Visso e Ussita, che può rappresentare un esempio di smart grid per tutta la regione Marche. Vedremo come il “piano green city” messo in atto possa rimodellare l’articolazione delle componenti del Piano urbanistico e le scelte insediative,utilizzando strumenti di Re-Cycle Urbanism. A fianco del piano green city, per rendere il paradigma operativo, si inserisce la creative city, ovvero il piano operativo: si è passati, in ultima analisi, da un modello regolativo chiuso come il Piano urbanistico italiano ad un modello aperto come il city protocol. La ridefinizione delle aree di intervento del Piano Urbanistico ha permesso di ottenere un concept plan Urbanistico strategico-progettuale, come avremo modo di osservare sul caso di Pesaro.

Un paradigma di sviluppo per piccole e medie città italiane: dalla Smart City alla Smart Land

ROSSI, FRANCESCO
2019/2020

Abstract

Negli ultimi anni il percorso della Smart City in Europa ha posto la persona e i suoi bisogni al centro dello studio, subordinando ad essa le pesanti macchine della burocrazia, dei lenti regimi di avviamento di cantieri, della scarsa comunicazione fra amministrazione e cittadini (Cf. Ratti, 2013). Londra, Amburgo, Berlino, Monaco sono solo alcune delle grandi metropoli europee che stanno affrontando con abilità le sfide che tutte le moderne città del mondo, ancora ancorate a vecchi schemi del passato, prima o poi dovranno affrontare. L’obiettivo che questa Tesi di Laurea si è prefissata è di capire se e come sia possibile ragionare sulla smart city in piccole e medie città italiane e, in caso positivo, sviluppare delle linee guida e dei meccanismi operativi che sviluppino scenari in questa direzione, individuando elementi migrabili dai quartieri di grandi metropoli a sistemi di piccole e medie città italiane, con particolare attenzione ai sistemi fragili, come le zone colpite dai recenti sismi o, più in generale, situazioni di marginalità urbana e ancor più sociale. Ne conseguirà la necessità di definire una roadmap per la costruzione di aggregati della Smart City (Smart Land) tramite in primo luogo la selezione critica degli elementi di eccellenza e pratiche innovative presenti, a diverso livello, nei centri urbani capoluogo di un ambito regionale campione (la regione Marche) e valutando e codificando operativamente, in secondo luogo, gli step da seguire, nei medio-piccoli centri capoluogo per strutturarli in una rete solidale. Una rete, fortemente interconnessa, in grado di proporsi, in qualche misura, come sistema Smart Land Marchigiano, capace di rispondere alle nuove esigenze del Paese e configurare soprattutto più efficienti scenari urbani. Il risultato operativo è costituito da una roadmap di guida dei centri urbani capoluogo delle Marche e delle rete che li interconnette verso graduali traguardi strategico-funzionali. Un ulteriore approfondimento a scala urbana affronta la situazione di due piccoli centri urbani fortemente colpiti dal sisma, Visso e Ussita, che può rappresentare un esempio di smart grid per tutta la regione Marche. Vedremo come il “piano green city” messo in atto possa rimodellare l’articolazione delle componenti del Piano urbanistico e le scelte insediative,utilizzando strumenti di Re-Cycle Urbanism. A fianco del piano green city, per rendere il paradigma operativo, si inserisce la creative city, ovvero il piano operativo: si è passati, in ultima analisi, da un modello regolativo chiuso come il Piano urbanistico italiano ad un modello aperto come il city protocol. La ridefinizione delle aree di intervento del Piano Urbanistico ha permesso di ottenere un concept plan Urbanistico strategico-progettuale, come avremo modo di osservare sul caso di Pesaro.
2019
2020-07-16
A paradigm of development for small and medium Italian cities: from the Smart City to the Smart Land
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Descrizione: Un paradigma di sviluppo per piccole e medie città italiane: dalla Smart City alla Smart Land.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/1842