L’Alto Adriatico o Adriatico settentrionale è delimitato dalle coste italiane sul versante orientale della penisola, caratterizzate prevalentemente da fondi mobili. Le comunità bentoniche di questi ambienti sono composte da circa 2300 specie di macroinvertebrati che rivestono un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi costieri. Organismi filtratori come poriferi, bivalvi e ascidie sostengono i flussi di ossigeno e nutrienti tra ambiente pelagico e bentonico ed espellono prodotti metabolici finali che, integrandosi nei cicli biogeochimici, sostengono la vita in mare; in questo modo contribuiscono al controllo della produzione primaria pelagica e dell’abbondanza delle popolazioni batteriche. Studi sulla distribuzione di questi organismi sospensivori e filtratori sono stati condotti a partire dagli anni ’30 rivelando che, a partire dagli anni ’90, questa biodiversità ha subito una drastica riduzione in termini di eterogeneità spaziale, probabilmente a seguito dei sistemi di pesca non-selettiva come la pesca a strascico. I numerosi eventi di mortalità di massa hanno portato ad una drastica riduzione dell’efficienza di filtrazione dell’ambiente bentonico locale, provocando quindi un evidente declino ecologico. Obiettivo della tesi è comparare i tassi di filtrazione delle principali specie bentoniche dell’Adriatico settentrionale attraverso lo studio di articoli scientifici. Ad esempio, Geodia barretti, variante atlantica della specie adriatica Geodia cydonium, filtra in media 600 L kg-1 DW day-1; l’ascidia Halocynthia papillosa riesce a filtrare fino a 200 L g-1 DWwt-1 day-1 circa, mentre Ostrea edulis filtra mediamente 70 L g-1 day-1.
REVISIONE DEI TASSI DI FILTRAZIONE DELLE PRINCIPALI SPECIE BENTONICHE DELL' ADRIATICO SETTENTRIONALE
CERRI, SARA
2023/2024
Abstract
L’Alto Adriatico o Adriatico settentrionale è delimitato dalle coste italiane sul versante orientale della penisola, caratterizzate prevalentemente da fondi mobili. Le comunità bentoniche di questi ambienti sono composte da circa 2300 specie di macroinvertebrati che rivestono un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi costieri. Organismi filtratori come poriferi, bivalvi e ascidie sostengono i flussi di ossigeno e nutrienti tra ambiente pelagico e bentonico ed espellono prodotti metabolici finali che, integrandosi nei cicli biogeochimici, sostengono la vita in mare; in questo modo contribuiscono al controllo della produzione primaria pelagica e dell’abbondanza delle popolazioni batteriche. Studi sulla distribuzione di questi organismi sospensivori e filtratori sono stati condotti a partire dagli anni ’30 rivelando che, a partire dagli anni ’90, questa biodiversità ha subito una drastica riduzione in termini di eterogeneità spaziale, probabilmente a seguito dei sistemi di pesca non-selettiva come la pesca a strascico. I numerosi eventi di mortalità di massa hanno portato ad una drastica riduzione dell’efficienza di filtrazione dell’ambiente bentonico locale, provocando quindi un evidente declino ecologico. Obiettivo della tesi è comparare i tassi di filtrazione delle principali specie bentoniche dell’Adriatico settentrionale attraverso lo studio di articoli scientifici. Ad esempio, Geodia barretti, variante atlantica della specie adriatica Geodia cydonium, filtra in media 600 L kg-1 DW day-1; l’ascidia Halocynthia papillosa riesce a filtrare fino a 200 L g-1 DWwt-1 day-1 circa, mentre Ostrea edulis filtra mediamente 70 L g-1 day-1.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/20761