L’attività sportiva rappresenta un potente stimolo per il sistema nervoso autonomo, che regola in modo dinamico le risposte fisiologiche legate allo sforzo e allo stress. In questo contesto, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) emerge come uno strumento efficace per valutare la qualità dell’adattamento autonomico dell’atleta, riflettendo il bilancio tra attivazione simpatica e parasimpatica. Analizzare queste variazioni permette di esplorare come il corpo reagisce a diversi carichi psicofisici, che possono variare sensibilmente tra diverse tipologie di disciplina sportiva. Partendo da questa premessa, l’obiettivo di questo lavoro è indagare le differenze in termini di variabilità del ritmo cardiaco tra atleti praticanti sport individuali e sport di squadra. Dopo una panoramica sull’anatomia e sulla fisiologia del cuore, con particolare attenzione alla regolazione dell’attività cardiaca da parte del sistema nervoso autonomo, si approfondisce il ruolo del sistema simpatico e parasimpatico nella modulazione del ritmo cardiaco. Viene inoltre trattato il tema del monitoraggio dell’attività cardiaca, con riferimento sia all’elettrocardiogramma (ECG), fondamentale per la rilevazione dei segnali elettrici del cuore, sia ai parametri HRV, considerati strumenti non invasivi, semplici da calcolare e utili per valutare l’adattamento cardiovascolare. Prima dell’analisi dei dati, sono stati considerati alcuni studi che analizzano l’influenza dello stress sulla variabilità della frequenza cardiaca, prendendo in esame le differenze tra allenamento e gara, e tra sport individuali e di squadra. Queste ricerche mostrano come le richieste fisiche e mentali cambino nei due tipi di sport, influenzando in modo diverso la risposta del sistema nervoso autonomo. L’analisi è stata condotta su due database contenenti dati relativi ad atleti di entrambe le categorie sportive, utilizzando un toolbox (PhysioNet Cardiovascular Signal Toolbox) e successivi test statistici (t-test) per l’individuazione di differenze significative. I risultati mostrano che i parametri NNskew e btdset presentano differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Sono stati inoltre analizzati altri indici, come SDNN, RMSSD e il rapporto LF/HF che, pur non mostrando differenze statisticamente significative, offrono spunti interessanti: negli sport di squadra si osservano tendenze verso una maggiore attività cardiovascolare e una più frequente esposizione a stress fisiologico, probabilmente legati alla complessità tattica e all’imprevedibilità tipica di queste discipline. Al contrario, nei soggetti impegnati in sport individuali, tali parametri suggeriscono una regolazione parasimpatica più efficiente, associata a un miglior controllo autonomico e capacità di recupero.
DIFFERENZE IN TERMININI DI VARIABILITÀ DEL RITMO CARDIACO TRA SOGGETTI CHE PRATICANO SPORT INDIVIDUALI E SPORT DI SQUADRA
PARIOLI, LUCA
2024/2025
Abstract
L’attività sportiva rappresenta un potente stimolo per il sistema nervoso autonomo, che regola in modo dinamico le risposte fisiologiche legate allo sforzo e allo stress. In questo contesto, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) emerge come uno strumento efficace per valutare la qualità dell’adattamento autonomico dell’atleta, riflettendo il bilancio tra attivazione simpatica e parasimpatica. Analizzare queste variazioni permette di esplorare come il corpo reagisce a diversi carichi psicofisici, che possono variare sensibilmente tra diverse tipologie di disciplina sportiva. Partendo da questa premessa, l’obiettivo di questo lavoro è indagare le differenze in termini di variabilità del ritmo cardiaco tra atleti praticanti sport individuali e sport di squadra. Dopo una panoramica sull’anatomia e sulla fisiologia del cuore, con particolare attenzione alla regolazione dell’attività cardiaca da parte del sistema nervoso autonomo, si approfondisce il ruolo del sistema simpatico e parasimpatico nella modulazione del ritmo cardiaco. Viene inoltre trattato il tema del monitoraggio dell’attività cardiaca, con riferimento sia all’elettrocardiogramma (ECG), fondamentale per la rilevazione dei segnali elettrici del cuore, sia ai parametri HRV, considerati strumenti non invasivi, semplici da calcolare e utili per valutare l’adattamento cardiovascolare. Prima dell’analisi dei dati, sono stati considerati alcuni studi che analizzano l’influenza dello stress sulla variabilità della frequenza cardiaca, prendendo in esame le differenze tra allenamento e gara, e tra sport individuali e di squadra. Queste ricerche mostrano come le richieste fisiche e mentali cambino nei due tipi di sport, influenzando in modo diverso la risposta del sistema nervoso autonomo. L’analisi è stata condotta su due database contenenti dati relativi ad atleti di entrambe le categorie sportive, utilizzando un toolbox (PhysioNet Cardiovascular Signal Toolbox) e successivi test statistici (t-test) per l’individuazione di differenze significative. I risultati mostrano che i parametri NNskew e btdset presentano differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Sono stati inoltre analizzati altri indici, come SDNN, RMSSD e il rapporto LF/HF che, pur non mostrando differenze statisticamente significative, offrono spunti interessanti: negli sport di squadra si osservano tendenze verso una maggiore attività cardiovascolare e una più frequente esposizione a stress fisiologico, probabilmente legati alla complessità tattica e all’imprevedibilità tipica di queste discipline. Al contrario, nei soggetti impegnati in sport individuali, tali parametri suggeriscono una regolazione parasimpatica più efficiente, associata a un miglior controllo autonomico e capacità di recupero.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/22104