Olive growing in the Marche reagion has been an integral part of the region's agricultural landscape and rural culture for centuries, with a heritage of 23 native cultivars. Among these, the tender Ascolana stands out for its organoleptic qualities and its strong link with the Piceno territory, especially in the preparation of the stuffed "olive all'ascolana". However, the supply chain revolving around this variety is now fragmented and undersized: actual production is well below potential and the raw material used for processed products is often of non-local origin. This thesis analyses the economic potential of the cultivation and processing of the Ascoli Piceno PDO olive, with the aim of identifying strategies to relaunch production. After an introductory part dedicated to the history of the cultivar and the PDO and PGI certification system, the analysis focuses on two company case studies operating in the PDO territory. The comparison highlights different management models. The results show that the most economically sustainable processing is that into stuffed olives. In order to bridge the gap between potential and production reality, action is needed on several fronts: recovery of olive groves, investment in certified processing, promotion of the PDO mark and strengthening the role of the Protection Consortium.

L’olivicoltura marchigiana è da secoli parte integrante del paesaggio agrario e della cultura rurale della regione, con un patrimonio di 23 cultivar autoctone. Tra queste, l’Ascolana tenera si distingue per le sue qualità organolettiche e per il forte legame con il territorio piceno, soprattutto nella preparazione dell’oliva ripiena all’ascolana. Tuttavia, la filiera che ruota attorno a questa varietà è oggi frammentata e sottodimensionata: la produzione effettiva è ben al di sotto delle potenzialità e la materia prima utilizzata per i prodotti trasformati è spesso di origine non locale. Questa tesi analizza il potenziale economico della coltivazione e trasformazione dell’oliva Ascolana del Piceno DOP, con l’obiettivo di identificare strategie di rilancio produttivo. Dopo una parte introduttiva dedicata alla storia della cultivar e al sistema delle certificazioni DOP e IGP, l’analisi si concentra su due casi studio aziendali operanti nel territorio DOP. Il confronto mette in luce modelli gestionali diversi. I risultati evidenziano che la trasformazione che comporta maggiore sostenibilità economica è quella in oliva ripiena. Per colmare il divario tra potenziale e realtà produttiva, è necessario intervenire su più fronti: recupero degli oliveti, investimenti nella trasformazione certificata, promozione del marchio DOP e rafforzamento del ruolo del Consorzio di tutela.

La filiera dell’Oliva Ascolana del Piceno DOP: caratteristiche varietali, assetti produttivi e analisi di redditività

POLI, ELISA
2024/2025

Abstract

Olive growing in the Marche reagion has been an integral part of the region's agricultural landscape and rural culture for centuries, with a heritage of 23 native cultivars. Among these, the tender Ascolana stands out for its organoleptic qualities and its strong link with the Piceno territory, especially in the preparation of the stuffed "olive all'ascolana". However, the supply chain revolving around this variety is now fragmented and undersized: actual production is well below potential and the raw material used for processed products is often of non-local origin. This thesis analyses the economic potential of the cultivation and processing of the Ascoli Piceno PDO olive, with the aim of identifying strategies to relaunch production. After an introductory part dedicated to the history of the cultivar and the PDO and PGI certification system, the analysis focuses on two company case studies operating in the PDO territory. The comparison highlights different management models. The results show that the most economically sustainable processing is that into stuffed olives. In order to bridge the gap between potential and production reality, action is needed on several fronts: recovery of olive groves, investment in certified processing, promotion of the PDO mark and strengthening the role of the Protection Consortium.
2024
2025-07-17
The PDO “Oliva Ascolana del Piceno” supply chain: varietal characteristics, production assets and profitability analysis
L’olivicoltura marchigiana è da secoli parte integrante del paesaggio agrario e della cultura rurale della regione, con un patrimonio di 23 cultivar autoctone. Tra queste, l’Ascolana tenera si distingue per le sue qualità organolettiche e per il forte legame con il territorio piceno, soprattutto nella preparazione dell’oliva ripiena all’ascolana. Tuttavia, la filiera che ruota attorno a questa varietà è oggi frammentata e sottodimensionata: la produzione effettiva è ben al di sotto delle potenzialità e la materia prima utilizzata per i prodotti trasformati è spesso di origine non locale. Questa tesi analizza il potenziale economico della coltivazione e trasformazione dell’oliva Ascolana del Piceno DOP, con l’obiettivo di identificare strategie di rilancio produttivo. Dopo una parte introduttiva dedicata alla storia della cultivar e al sistema delle certificazioni DOP e IGP, l’analisi si concentra su due casi studio aziendali operanti nel territorio DOP. Il confronto mette in luce modelli gestionali diversi. I risultati evidenziano che la trasformazione che comporta maggiore sostenibilità economica è quella in oliva ripiena. Per colmare il divario tra potenziale e realtà produttiva, è necessario intervenire su più fronti: recupero degli oliveti, investimenti nella trasformazione certificata, promozione del marchio DOP e rafforzamento del ruolo del Consorzio di tutela.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/22310