L'inquinamento marino è in grado di danneggiare gli ecosistemi marini, la salute umana e l'economia, con importanti conseguenze negative a livello globale. Le cause riguardano in primis l’introduzione in ambiente marino di sostanze inquinanti, come petrolio, metalli pesanti, pesticidi, plastiche, coloranti e prodotti farmaceutici. Vi è particolare attenzione verso i cosìddetti inquinanti “emergenti”, ovvero contaminanti di varia natura che non sono attualmente oggetto di regolamentazioni esaustive ma che destano preoccupazione per potenziali effetti tossici sull’ambiente e sulla salute umana. Il ripristino degli habitat marini dai contaminanti, compresi gli inquinanti emergenti, ha suscitato un crescente interesse globale. Tra i metodi più innovativi, il biotrattamento microbico presenta notevoli potenzialtà: economico ed ecologico, sfrutta i diversi processi biologici dei microorganismi per risanare le matrici inquinate, trasformando contaminanti pericolosi e recalcitranti in prodotti ecologicamente innocui. Grazie ai loro enzimi multi-target, alla loro ampia capacità di adattamento ed a possibili sinergie con altri microbi, i funghi sono sempre più studiati per le loro capacità nel biorisanamento (bioremediation). Questa tesi, oltre a riassumere le principali tecniche impiegate partendo da diverse specie di funghi marini, ha l’obiettivo di illustrare perché la “mycoremediation” può essere considerata come un importante strumento per la gestione sostenibile di matrici contaminate da diverse tipologie di inquinanti emergenti, descrivendo inoltre limitazioni e prospettive future di questo approccio ecotecnologico.
Utilizzo di funghi per il biotrattamento innovativo ed ecosostenibile di contaminanti emergenti in ambiente marino
GRASSO, MATTIA
2024/2025
Abstract
L'inquinamento marino è in grado di danneggiare gli ecosistemi marini, la salute umana e l'economia, con importanti conseguenze negative a livello globale. Le cause riguardano in primis l’introduzione in ambiente marino di sostanze inquinanti, come petrolio, metalli pesanti, pesticidi, plastiche, coloranti e prodotti farmaceutici. Vi è particolare attenzione verso i cosìddetti inquinanti “emergenti”, ovvero contaminanti di varia natura che non sono attualmente oggetto di regolamentazioni esaustive ma che destano preoccupazione per potenziali effetti tossici sull’ambiente e sulla salute umana. Il ripristino degli habitat marini dai contaminanti, compresi gli inquinanti emergenti, ha suscitato un crescente interesse globale. Tra i metodi più innovativi, il biotrattamento microbico presenta notevoli potenzialtà: economico ed ecologico, sfrutta i diversi processi biologici dei microorganismi per risanare le matrici inquinate, trasformando contaminanti pericolosi e recalcitranti in prodotti ecologicamente innocui. Grazie ai loro enzimi multi-target, alla loro ampia capacità di adattamento ed a possibili sinergie con altri microbi, i funghi sono sempre più studiati per le loro capacità nel biorisanamento (bioremediation). Questa tesi, oltre a riassumere le principali tecniche impiegate partendo da diverse specie di funghi marini, ha l’obiettivo di illustrare perché la “mycoremediation” può essere considerata come un importante strumento per la gestione sostenibile di matrici contaminate da diverse tipologie di inquinanti emergenti, descrivendo inoltre limitazioni e prospettive future di questo approccio ecotecnologico.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/22620