Background: La movimentazione del paziente traumatizzato e politraumatizzato nel servizio di urgenza ed emergenza sanitaria preospedaliera è una fase importante del soccorso. Svolgendola correttamente è possibile prevenire lesioni iatrogene secondarie al paziente che presenta già lesioni dovute all’incidente. Lo scopo di tale elaborato è di voler essere una guida completa che definisca come bisogna agire in queste situazioni. Inoltre, si è affermata l’importanza di svolgere ulteriori studi a riguardo. Materiali e metodi: È stata svolta una revisione narrativa della letteratura recente, principalmente tramite ricerca libera su PubMed. Gli articoli sono stati confrontati tra di essi e con le relative risposte al questionario, sottoposto ad infermieri e soccorritori del 118. Il questionario presenta 17 domande relative all’argomento in esame. Risultati: Principalmente sono stati analizzati 22 articoli di PubMed e ne sono stati aggiunti alcuni poiché ritenuti pertinenti, arrivando ad un totale di 49 articoli citati. Al questionario hanno risposto 103 operatori, sia infermieri che soccorritori del S.E.T.118 italiano. Discussione e conclusioni: Dalla letteratura presa in esame e le risposte del questionario si evince che ancora molti operatori non sono adeguatamente formati tramite corsi certificati, nonostante essi credano di possedere buone conoscenze e competenze teorico-pratiche nel settore. Inoltre, ancora molti infermieri e soccorritori immobilizzano routinariamente tramite presidi ormai datati. Eppure ormai vi sono delle evidenze che consigliano di utilizzare gli algoritmi per valutare criticamente se l’estricazione e l’immobilizzazione sono necessarie o se è meglio far procedere il paziente all’auto-estricazione. L’auto-estricazione è ottimale in pazienti collaboranti e stabili; questo permette di ridurre il discomfort del paziente, il tempo del soccorso, le risorse impiegate e soprattutto aumenta la sicurezza del paziente riducendone i movimenti che potrebbero peggiorare le lesioni già riportate. Se, invece, il paziente non è in grado di movimentarsi autonomamente e se ha un alto rischio di incorrere in un peggioramento delle lesioni è necessario che gli operatori ricorrano ad estricarlo ed immobilizzarlo utilizzando i presidi migliori secondo le più recenti linee guida ed evidenze scientifiche. I presidi migliori risultano essere: il collare cervicale, la tavola da estricazione e la barella atraumatica a cucchiaio. Parole chiave: “trauma”, “immobilization”, “prehospital”, “nurse”, “handling”.
La movimentazione del paziente traumatizzato e politraumatizzato nell'urgenza ed emergenza sanitaria extra-ospedaliera (S.E.T.118): revisione della letteratura ed analisi delle pratiche tramite questionario a personale infermieristico e soccorritori
CARUSO, ANGELICA
2024/2025
Abstract
Background: La movimentazione del paziente traumatizzato e politraumatizzato nel servizio di urgenza ed emergenza sanitaria preospedaliera è una fase importante del soccorso. Svolgendola correttamente è possibile prevenire lesioni iatrogene secondarie al paziente che presenta già lesioni dovute all’incidente. Lo scopo di tale elaborato è di voler essere una guida completa che definisca come bisogna agire in queste situazioni. Inoltre, si è affermata l’importanza di svolgere ulteriori studi a riguardo. Materiali e metodi: È stata svolta una revisione narrativa della letteratura recente, principalmente tramite ricerca libera su PubMed. Gli articoli sono stati confrontati tra di essi e con le relative risposte al questionario, sottoposto ad infermieri e soccorritori del 118. Il questionario presenta 17 domande relative all’argomento in esame. Risultati: Principalmente sono stati analizzati 22 articoli di PubMed e ne sono stati aggiunti alcuni poiché ritenuti pertinenti, arrivando ad un totale di 49 articoli citati. Al questionario hanno risposto 103 operatori, sia infermieri che soccorritori del S.E.T.118 italiano. Discussione e conclusioni: Dalla letteratura presa in esame e le risposte del questionario si evince che ancora molti operatori non sono adeguatamente formati tramite corsi certificati, nonostante essi credano di possedere buone conoscenze e competenze teorico-pratiche nel settore. Inoltre, ancora molti infermieri e soccorritori immobilizzano routinariamente tramite presidi ormai datati. Eppure ormai vi sono delle evidenze che consigliano di utilizzare gli algoritmi per valutare criticamente se l’estricazione e l’immobilizzazione sono necessarie o se è meglio far procedere il paziente all’auto-estricazione. L’auto-estricazione è ottimale in pazienti collaboranti e stabili; questo permette di ridurre il discomfort del paziente, il tempo del soccorso, le risorse impiegate e soprattutto aumenta la sicurezza del paziente riducendone i movimenti che potrebbero peggiorare le lesioni già riportate. Se, invece, il paziente non è in grado di movimentarsi autonomamente e se ha un alto rischio di incorrere in un peggioramento delle lesioni è necessario che gli operatori ricorrano ad estricarlo ed immobilizzarlo utilizzando i presidi migliori secondo le più recenti linee guida ed evidenze scientifiche. I presidi migliori risultano essere: il collare cervicale, la tavola da estricazione e la barella atraumatica a cucchiaio. Parole chiave: “trauma”, “immobilization”, “prehospital”, “nurse”, “handling”.| File | Dimensione | Formato | |
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