Il PETM è un evento ipertermale avvenuto 56 Ma fa, durante il quale le temperature sono aumentate di 5–8 °C in meno di 10 mila anni. Questo evento ha determinato un’importante estinzione dei foraminiferi bentonici di acque profonde, un turnover dei foraminiferi bentonici di acque poco profonde e degli ostracodi, una drastica diminuzione delle alghe rosse, degli habitat di scogliera e dei mounds, oltre a una diversificazione morfologica e del ciclo vitale in gruppi come: coralli, alghe rosse, alghe verdi e grandi foraminiferi bentonici. In questo studio sono state condotte analisi paleoecologiche quantitative con l’obiettivo di comprendere i cambiamenti degli ecosistemi bentonici di acque poco profonde e le loro associazioni in risposta al PETM, in particolare nelle sezioni di Kozina e Čebulovica, che rappresentano rispettivamente la porzione prossimale e distale della Piattaforma Carbonatica Adriatica. Le sezioni sono state suddivise in Shallow Benthic Zones, ciascuna caratterizzata da una specifica composizione tassonomica. Questo ambiente ha subito un cambiamento graduale nella composizione faunistica: nel medio Paleocene era dominato da scogliere dominate da coralli e alghe, nell’alto Paleocene da mounds ricchi di microbi e, alla fine del Paleocene/inizio Eocene, da ramps dominate dai foraminiferi. L’analisi dell’andamento del δ¹³C mostra un’escursione negativa pari al 2.5%. Secondo lo studio di Gingerich (2006), tale variazione può essere spiegata solo dal rilascio di circa 1500 gigatonnellate di carbonio con δ¹³C −60‰; l’unica fonte plausibile è l’idrato di metano presente al di sotto dei sedimenti superficiali, che diventa volatile a temperature elevate. In media, ricchezza tassonomica ed evenness non mostrano variazioni significative né trend netti durante il PETM; tuttavia, la sezione meno profonda (Kozina) evidenzia una diminuzione della ricchezza tassonomica, fenomeno non riscontrato nella sezione più profonda (Čebulovica). L’analisi delle diverse biofacies documenta un incremento dell’omogeneità delle associazioni, che passa dal 39% nel Paleocene al 61–65% nell’Eocene; si osserva, inoltre, una diminuzione delle alghe rosse e un incremento dei foraminiferi, in particolare del genere Alveolina. Sebbene il PETM non costituisca un evento di estinzione di massa e i tassi di emissione del carbonio differiscano significativamente da quelli attuali, esso rappresenta un analogo chiave per comprendere e prevedere le conseguenze dell’attuale crisi di biodiversità, poiché molte risposte ecosistemiche osservate allora si stanno manifestando anche negli ambienti marini moderni.
I CAMBIAMENTI COMPOSIZIONALI DEGLI ECOSISTEMI BENTONICI COSTIERI IN RISPOSTA AL MASSIMO TERMICO DEL PALEOCENE-EOCENE (PETM) NELLA PIATTAFORMA CARBONATICA ADRIATICA
NICCIA', CECILIA
2024/2025
Abstract
Il PETM è un evento ipertermale avvenuto 56 Ma fa, durante il quale le temperature sono aumentate di 5–8 °C in meno di 10 mila anni. Questo evento ha determinato un’importante estinzione dei foraminiferi bentonici di acque profonde, un turnover dei foraminiferi bentonici di acque poco profonde e degli ostracodi, una drastica diminuzione delle alghe rosse, degli habitat di scogliera e dei mounds, oltre a una diversificazione morfologica e del ciclo vitale in gruppi come: coralli, alghe rosse, alghe verdi e grandi foraminiferi bentonici. In questo studio sono state condotte analisi paleoecologiche quantitative con l’obiettivo di comprendere i cambiamenti degli ecosistemi bentonici di acque poco profonde e le loro associazioni in risposta al PETM, in particolare nelle sezioni di Kozina e Čebulovica, che rappresentano rispettivamente la porzione prossimale e distale della Piattaforma Carbonatica Adriatica. Le sezioni sono state suddivise in Shallow Benthic Zones, ciascuna caratterizzata da una specifica composizione tassonomica. Questo ambiente ha subito un cambiamento graduale nella composizione faunistica: nel medio Paleocene era dominato da scogliere dominate da coralli e alghe, nell’alto Paleocene da mounds ricchi di microbi e, alla fine del Paleocene/inizio Eocene, da ramps dominate dai foraminiferi. L’analisi dell’andamento del δ¹³C mostra un’escursione negativa pari al 2.5%. Secondo lo studio di Gingerich (2006), tale variazione può essere spiegata solo dal rilascio di circa 1500 gigatonnellate di carbonio con δ¹³C −60‰; l’unica fonte plausibile è l’idrato di metano presente al di sotto dei sedimenti superficiali, che diventa volatile a temperature elevate. In media, ricchezza tassonomica ed evenness non mostrano variazioni significative né trend netti durante il PETM; tuttavia, la sezione meno profonda (Kozina) evidenzia una diminuzione della ricchezza tassonomica, fenomeno non riscontrato nella sezione più profonda (Čebulovica). L’analisi delle diverse biofacies documenta un incremento dell’omogeneità delle associazioni, che passa dal 39% nel Paleocene al 61–65% nell’Eocene; si osserva, inoltre, una diminuzione delle alghe rosse e un incremento dei foraminiferi, in particolare del genere Alveolina. Sebbene il PETM non costituisca un evento di estinzione di massa e i tassi di emissione del carbonio differiscano significativamente da quelli attuali, esso rappresenta un analogo chiave per comprendere e prevedere le conseguenze dell’attuale crisi di biodiversità, poiché molte risposte ecosistemiche osservate allora si stanno manifestando anche negli ambienti marini moderni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/24789