Abstract Le sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS) costituiscono un ampio gruppo di oltre 4700 composti chimici, impiegati da più di settant’anni nella produzione di numerosi prodotti industriali e domestici grazie alle loro proprietà chimico-fisiche. Negli ultimi anni, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la comunità scientifica hanno rivolto crescente attenzione a queste sostanze, in quanto la loro persistenza ambientale e la capacità di accumulo negli organismi viventi sollevano importanti preoccupazioni per la salute umana. In questo contesto, il presente lavoro di tesi si propone di indagare la citotossicità di due PFAS: l’acido perfluoroottanoico, PFOA, rappresentativo dei composti a catena lunga, e l’acido perfluoropentanoico, PFPeA appartenente ai PFAS a catena corta e recentemente proposto come possibile alternativa ritenuta meno dannosa. L’obiettivo principale è quello di valutare e confrontare gli effetti cellulari indotti da tali composti su una linea cellulare epatica umana immortalizzata (IHH-EHMs), al fine di verificare se i PFAS a catena corta presentino effettivamente un profilo tossicologico più favorevole rispetto ai loro analoghi a catena lunga. A tal fine, la linea cellulare IHH-EHMs è stata esposta a concentrazioni crescenti di PFOA e PFPeA (1, 10, 100, 500 e 1000 μM), al termine dell’esposizione sono state condotte diverse analisi per valutare l’insorgenza di varie alterazioni cellulari. In particolare, sono stati esaminati la compromissione della vitalità e della proliferazione cellulare, l’eventuale incremento delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e l’insorgenza di apoptosi allo scopo di caratterizzare in modo più approfondito gli effetti dei PFAS sulle cellule epatiche. L’analisi integrata dei risultati ha evidenziato come il PFOA presenti un profilo citotossico complessivamente più marcato rispetto al PFPeA. L’esposizione al PFOA ha determinato una significativa riduzione della crescita cellulare, un prolungamento del tempo di duplicazione e una compromissione dell’attività metabolica, accompagnati da un aumento dello stress ossidativo e dall’attivazione dei meccanismi apoptotici. Anche il PFPeA ha mostrato effetti citotossici, sebbene di minore entità; tuttavia, tali effetti si manifestano in modo più precoce e a concentrazioni inferiori. Questa diversa cinetica di risposta potrebbe essere in parte attribuita alla minore lunghezza della catena carboniosa del composto, suggerendo un potenziale effetto di questo parametro nella modulazione degli effetti biologici della linea cellulare oggetto di studio. In conclusione, i risultati ottenuti contribuiscono a una migliore comprensione del profilo tossicologico dei PFAS a catena corta, come il PFPeA, e forniscono elementi utili per una valutazione critica della loro reale sostenibilità come alternative ai PFAS a catena lunga, alimentando il dibattito scientifico sulla sicurezza delle nuove strategie di sostituzione.

STUDIO DELLA CITOTOSSICITA' DI PFAS SU UN MODELLO CELLULARE EPATICO UMANO

CLEMENTI, AMBRA
2024/2025

Abstract

Abstract Le sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS) costituiscono un ampio gruppo di oltre 4700 composti chimici, impiegati da più di settant’anni nella produzione di numerosi prodotti industriali e domestici grazie alle loro proprietà chimico-fisiche. Negli ultimi anni, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la comunità scientifica hanno rivolto crescente attenzione a queste sostanze, in quanto la loro persistenza ambientale e la capacità di accumulo negli organismi viventi sollevano importanti preoccupazioni per la salute umana. In questo contesto, il presente lavoro di tesi si propone di indagare la citotossicità di due PFAS: l’acido perfluoroottanoico, PFOA, rappresentativo dei composti a catena lunga, e l’acido perfluoropentanoico, PFPeA appartenente ai PFAS a catena corta e recentemente proposto come possibile alternativa ritenuta meno dannosa. L’obiettivo principale è quello di valutare e confrontare gli effetti cellulari indotti da tali composti su una linea cellulare epatica umana immortalizzata (IHH-EHMs), al fine di verificare se i PFAS a catena corta presentino effettivamente un profilo tossicologico più favorevole rispetto ai loro analoghi a catena lunga. A tal fine, la linea cellulare IHH-EHMs è stata esposta a concentrazioni crescenti di PFOA e PFPeA (1, 10, 100, 500 e 1000 μM), al termine dell’esposizione sono state condotte diverse analisi per valutare l’insorgenza di varie alterazioni cellulari. In particolare, sono stati esaminati la compromissione della vitalità e della proliferazione cellulare, l’eventuale incremento delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e l’insorgenza di apoptosi allo scopo di caratterizzare in modo più approfondito gli effetti dei PFAS sulle cellule epatiche. L’analisi integrata dei risultati ha evidenziato come il PFOA presenti un profilo citotossico complessivamente più marcato rispetto al PFPeA. L’esposizione al PFOA ha determinato una significativa riduzione della crescita cellulare, un prolungamento del tempo di duplicazione e una compromissione dell’attività metabolica, accompagnati da un aumento dello stress ossidativo e dall’attivazione dei meccanismi apoptotici. Anche il PFPeA ha mostrato effetti citotossici, sebbene di minore entità; tuttavia, tali effetti si manifestano in modo più precoce e a concentrazioni inferiori. Questa diversa cinetica di risposta potrebbe essere in parte attribuita alla minore lunghezza della catena carboniosa del composto, suggerendo un potenziale effetto di questo parametro nella modulazione degli effetti biologici della linea cellulare oggetto di studio. In conclusione, i risultati ottenuti contribuiscono a una migliore comprensione del profilo tossicologico dei PFAS a catena corta, come il PFPeA, e forniscono elementi utili per una valutazione critica della loro reale sostenibilità come alternative ai PFAS a catena lunga, alimentando il dibattito scientifico sulla sicurezza delle nuove strategie di sostituzione.
2024
2026-02-20
ASSESSMENT OF PFAS CYTOTOXICITY IN A HUMAN HEPATIC CELL MODEL
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