Introduction: The concept of global health goes beyond national borders, and Non-Governmental Organizations (NGOs) are a fundamental pillar of it. The historical evolution of humanitarian aid – from its origins with Florence Nightingale and the foundation of the International Committee of Croce Rossa, to the growth of organizations like emergency and MSF – shows ongoing devotion to giving clinical support and passing on skills to local people. However, this operational complexity requires specific and rigorous training to ensure that interventions are effective and sustainable. Objective: The study analyzes the preparedness of nurses participating in humanitarian missions. It investigates the correspondence between the requirements set by NGOs and the specific skills actually required to operate effectively in crisis settings. Materials and methods: A scoping Review was conducted following the Arkesey and O’Malley methodological framework and the PRISMA guidelines. The literature search was performed across the PubMed and CINAHL database and Google Scholar search engine, including records in English and Italian published between 2010 and 2026. The search strategy employed controlled terms (MeSh) and specific keywords to ensure methodological rigor and relevance. Results: The analysis highlights significant educational heterogeneity and the absence of shared international standards. It emerges that basic academic training and clinical-linguistic skills are necessary but not sufficient. Psychological resilience for stress management in critical contexts and profound transcultural competence prove to be decisive. Consequently, the nurse is defined not only as a healthcare professional but as an intercultural mediator capable of integrating into local realities. Conclusions: While altruistic motivation remains the primary driver for professionals, the risk of operating without specific training persists. It is advisable to establish a structured synergy between academic institutions and NGOs to standardize training protocols, promoting empowerment that integrates clinical skills, psychological stability, and cultural awareness Keywords: pre-deployment training, humanitarian missions, training, NGOs, nurse.

Introduzione: Il concetto di salute globale trascende i confini nazionali, trovando nelle Organizzazioni Non Governative (ONG) un pilastro fondamentale. L’evoluzione storica dell’assistenza umanitaria — dalle origini con Florence Nightingale e la fondazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa, fino al consolidamento di realtà come Emergency e Medici Senza Frontiere — evidenzia un impegno costante nel fornire supporto clinico e trasferimento di competenze alle popolazioni locali. Tale complessità operativa richiede tuttavia una preparazione specifica e rigorosa per garantire interventi efficaci e sostenibili. Obiettivo: Analizzare il livello di preparazione degli infermieri impegnati in missioni umanitarie, indagando la coerenza tra i requisiti richiesti dalle ONG e le competenze (hard e soft skills) realmente necessarie per operare con efficacia in contesti di crisi. Materiali e metodi: È stata condotta una Scoping Review seguendo il framework metodologico di Arksey e O’Malley e le linee guida PRISMA. La ricerca bibliografica è stata effettuata sui database PubMed, CINAHL e sul motore di ricerca di Google Scholar, includendo studi in lingua italiana e inglese pubblicati tra il 2010 e il 2026. La strategia di ricerca ha utilizzato termini controllati (MeSH) e parole chiave specifiche per garantire rigore e pertinenza metodologica. Risultati: L'analisi evidenzia una significativa eterogeneità formativa e l'assenza di standard internazionali condivisi. Emerge come la formazione accademica di base e le competenze clinico-linguistiche siano condizioni necessarie ma non sufficienti. Risultano determinanti la resilienza psicologica per la gestione dello stress in contesti critici e una profonda competenza transculturale. L'infermiere si delinea, dunque, non solo come professionista sanitario, ma come mediatore interculturale capace di integrarsi con le realtà locali. Conclusioni: Sebbene la spinta altruistica sia il motore principale dei professionisti, persiste il rischio di operare in assenza di una preparazione specifica. È auspicabile l'istituzione di una sinergia strutturata tra mondo accademico e ONG per standardizzare i protocolli formativi, promuovendo un empowerment che integri competenze cliniche, stabilità psicologica e consapevolezza culturale. Parole chiave: formazione pre-dispiegamento, missioni umanitarie, formazione, ONG, infermiere.

Percorsi formativi e competenze chiave degli infermieri in contesti umanitari: una scoping review

D'AURIA, ROSA MARIA VITTORIA
2024/2025

Abstract

Introduction: The concept of global health goes beyond national borders, and Non-Governmental Organizations (NGOs) are a fundamental pillar of it. The historical evolution of humanitarian aid – from its origins with Florence Nightingale and the foundation of the International Committee of Croce Rossa, to the growth of organizations like emergency and MSF – shows ongoing devotion to giving clinical support and passing on skills to local people. However, this operational complexity requires specific and rigorous training to ensure that interventions are effective and sustainable. Objective: The study analyzes the preparedness of nurses participating in humanitarian missions. It investigates the correspondence between the requirements set by NGOs and the specific skills actually required to operate effectively in crisis settings. Materials and methods: A scoping Review was conducted following the Arkesey and O’Malley methodological framework and the PRISMA guidelines. The literature search was performed across the PubMed and CINAHL database and Google Scholar search engine, including records in English and Italian published between 2010 and 2026. The search strategy employed controlled terms (MeSh) and specific keywords to ensure methodological rigor and relevance. Results: The analysis highlights significant educational heterogeneity and the absence of shared international standards. It emerges that basic academic training and clinical-linguistic skills are necessary but not sufficient. Psychological resilience for stress management in critical contexts and profound transcultural competence prove to be decisive. Consequently, the nurse is defined not only as a healthcare professional but as an intercultural mediator capable of integrating into local realities. Conclusions: While altruistic motivation remains the primary driver for professionals, the risk of operating without specific training persists. It is advisable to establish a structured synergy between academic institutions and NGOs to standardize training protocols, promoting empowerment that integrates clinical skills, psychological stability, and cultural awareness Keywords: pre-deployment training, humanitarian missions, training, NGOs, nurse.
2024
2026-04-22
Educational pathway and kay competencies of nurses in humanitarian setting: a scoping review
Introduzione: Il concetto di salute globale trascende i confini nazionali, trovando nelle Organizzazioni Non Governative (ONG) un pilastro fondamentale. L’evoluzione storica dell’assistenza umanitaria — dalle origini con Florence Nightingale e la fondazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa, fino al consolidamento di realtà come Emergency e Medici Senza Frontiere — evidenzia un impegno costante nel fornire supporto clinico e trasferimento di competenze alle popolazioni locali. Tale complessità operativa richiede tuttavia una preparazione specifica e rigorosa per garantire interventi efficaci e sostenibili. Obiettivo: Analizzare il livello di preparazione degli infermieri impegnati in missioni umanitarie, indagando la coerenza tra i requisiti richiesti dalle ONG e le competenze (hard e soft skills) realmente necessarie per operare con efficacia in contesti di crisi. Materiali e metodi: È stata condotta una Scoping Review seguendo il framework metodologico di Arksey e O’Malley e le linee guida PRISMA. La ricerca bibliografica è stata effettuata sui database PubMed, CINAHL e sul motore di ricerca di Google Scholar, includendo studi in lingua italiana e inglese pubblicati tra il 2010 e il 2026. La strategia di ricerca ha utilizzato termini controllati (MeSH) e parole chiave specifiche per garantire rigore e pertinenza metodologica. Risultati: L'analisi evidenzia una significativa eterogeneità formativa e l'assenza di standard internazionali condivisi. Emerge come la formazione accademica di base e le competenze clinico-linguistiche siano condizioni necessarie ma non sufficienti. Risultano determinanti la resilienza psicologica per la gestione dello stress in contesti critici e una profonda competenza transculturale. L'infermiere si delinea, dunque, non solo come professionista sanitario, ma come mediatore interculturale capace di integrarsi con le realtà locali. Conclusioni: Sebbene la spinta altruistica sia il motore principale dei professionisti, persiste il rischio di operare in assenza di una preparazione specifica. È auspicabile l'istituzione di una sinergia strutturata tra mondo accademico e ONG per standardizzare i protocolli formativi, promuovendo un empowerment che integri competenze cliniche, stabilità psicologica e consapevolezza culturale. Parole chiave: formazione pre-dispiegamento, missioni umanitarie, formazione, ONG, infermiere.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/26445