ABSTRACT Introduzione: La malattia di Alzheimer (AD) è una delle principali sfide sanitarie mondiali, caratterizzata da un declino cognitivo progressivo e da sintomi comportamentali e psicologici (BPSD), che compromettono gravemente la qualità della vita dei pazienti e aumentano il carico per chi si occupa di loro. A causa dell'efficacia solo parziale delle terapie farmacologiche, emerge la necessità di un approccio che integri anche terapie alternative, come quelle non farmacologiche (TNF). Obiettivo: Il presente lavoro di revisione della letteratura si propone di indagare l’efficacia delle principali TNF, quali la stimolazione cognitiva (CST), la musicoterapia, la doll therapy, la terapia della reminiscenza, la terapia occupazionale, gli interventi assistiti da animali e l’arteterapia, nel controllo dei sintomi della demenza. Parallelamente, lo studio analizza il ruolo centrale dell’infermiere, quale coordinatore e attuatore di tali interventi, in un’ottica di cura olistica e personalizzata. Materiali e metodi: Abbiamo effettuato una revisione della letteratura, consultando fonti autorevoli come PubMed, Cochrane, CINAHL e Scopus. Nel nostro lavoro abbiamo selezionato 14 articoli significativi, tra cui revisioni sistematiche, metanalisi e trial clinici, pubblicati in gran parte nell'ultimo decennio. La selezione si è basata su criteri di inclusione legati al modello P.I.C.O. Risultati: Le evidenze mostrano che la CST può rallentare il declino delle funzioni esecutive, mentre la musicoterapia e la Doll Therapy risultano particolarmente efficaci nella riduzione significativa dell'ansia e dell'agitazione. La terapia occupazionale si conferma essenziale per mantenere l'autonomia nelle ADL; tuttavia, l'implementazione sistematica di tali terapie è spesso ostacolata da problemi organizzativi e dalla mancanza di protocolli standardizzati. Discussione: L'analisi critica dei dati evidenzia che le TNF non sono semplici interventi ricreativi, bensì veri e propri strumenti clinici capaci di modulare le risposte neurobiologiche allo stress (ad es. riduzione del cortisolo). La discussione sottolinea che il successo di tali terapie risiede nella personalizzazione dell'intervento basata sulla storia di vita del paziente. L’infermiere emerge come figura centrale: la sua capacità di assesment multidimensionale consente di interpretare i BPSD come "bisogni inespressi", trasformando l'assistenza da un modello puramente contenitivo a uno abilitativo ed etico. Conclusioni: I risultati confermano che le TNF sono un pilastro fondamentale dell'assistenza. C'è bisogno di una formazione infermieristica più approfondita per garantire l'integrazione strutturata delle TNF nei PAI. Promuovere cure che tutelino la dignità, l'identità e la qualità della vita della persona affetta da Alzheimer, anche nelle fasi più avanzate della malattia. Parole chiave: Alzheimer's disease; non-pharmacological interventions; Nursing care; behavioral and psychological symptoms of dementia (BPSD); music therapy; cognitive stimulation; occupational therapy; doll therapy

L'efficacia della terapia non farmacologica nei pazienti affetti da Alzheimer.

ANGELETTI, CHRISTIAN
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Introduzione: La malattia di Alzheimer (AD) è una delle principali sfide sanitarie mondiali, caratterizzata da un declino cognitivo progressivo e da sintomi comportamentali e psicologici (BPSD), che compromettono gravemente la qualità della vita dei pazienti e aumentano il carico per chi si occupa di loro. A causa dell'efficacia solo parziale delle terapie farmacologiche, emerge la necessità di un approccio che integri anche terapie alternative, come quelle non farmacologiche (TNF). Obiettivo: Il presente lavoro di revisione della letteratura si propone di indagare l’efficacia delle principali TNF, quali la stimolazione cognitiva (CST), la musicoterapia, la doll therapy, la terapia della reminiscenza, la terapia occupazionale, gli interventi assistiti da animali e l’arteterapia, nel controllo dei sintomi della demenza. Parallelamente, lo studio analizza il ruolo centrale dell’infermiere, quale coordinatore e attuatore di tali interventi, in un’ottica di cura olistica e personalizzata. Materiali e metodi: Abbiamo effettuato una revisione della letteratura, consultando fonti autorevoli come PubMed, Cochrane, CINAHL e Scopus. Nel nostro lavoro abbiamo selezionato 14 articoli significativi, tra cui revisioni sistematiche, metanalisi e trial clinici, pubblicati in gran parte nell'ultimo decennio. La selezione si è basata su criteri di inclusione legati al modello P.I.C.O. Risultati: Le evidenze mostrano che la CST può rallentare il declino delle funzioni esecutive, mentre la musicoterapia e la Doll Therapy risultano particolarmente efficaci nella riduzione significativa dell'ansia e dell'agitazione. La terapia occupazionale si conferma essenziale per mantenere l'autonomia nelle ADL; tuttavia, l'implementazione sistematica di tali terapie è spesso ostacolata da problemi organizzativi e dalla mancanza di protocolli standardizzati. Discussione: L'analisi critica dei dati evidenzia che le TNF non sono semplici interventi ricreativi, bensì veri e propri strumenti clinici capaci di modulare le risposte neurobiologiche allo stress (ad es. riduzione del cortisolo). La discussione sottolinea che il successo di tali terapie risiede nella personalizzazione dell'intervento basata sulla storia di vita del paziente. L’infermiere emerge come figura centrale: la sua capacità di assesment multidimensionale consente di interpretare i BPSD come "bisogni inespressi", trasformando l'assistenza da un modello puramente contenitivo a uno abilitativo ed etico. Conclusioni: I risultati confermano che le TNF sono un pilastro fondamentale dell'assistenza. C'è bisogno di una formazione infermieristica più approfondita per garantire l'integrazione strutturata delle TNF nei PAI. Promuovere cure che tutelino la dignità, l'identità e la qualità della vita della persona affetta da Alzheimer, anche nelle fasi più avanzate della malattia. Parole chiave: Alzheimer's disease; non-pharmacological interventions; Nursing care; behavioral and psychological symptoms of dementia (BPSD); music therapy; cognitive stimulation; occupational therapy; doll therapy
2024
2026-04-21
The efficacy of non-pharmacological therapy in patients with Alzheimer's disease
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/26492