Introduzione. La nascita pretermine rappresenta una sfida multidimensionale che coinvolge la stabilità fisiologica e lo sviluppo neuro-evolutivo del neonato. L'ambiente della Terapia Intensiva Neonatale, pur essendo indispensabile per la sopravvivenza dei nati di peso estremamente basso, espone il bambino a stimoli sensoriali avversi e alla separazione dei genitori. In questo contesto, l’assistenza infermieristica evolve verso modelli di Family Centered Care, ponendo la Kangaroo Mother Care come intervento cardine per la protezione della plasticità sinaptica e il rafforzamento del bonding. Obiettivo. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare, attraverso una revisione della letteratura scientifica, l’efficacia della Kangaroo Mother Care nel miglioramento degli esiti clinici e neuro-comportamentali del neonato prematuro. Si intende inoltre indagare il ruolo dell’infermiere come facilitatore della pratica e l’impatto del contatto pelle a pelle sulla riduzione della mortalità e delle complicanze a lungo termine. Materiali e Metodi. Per la realizzazione dell’elaborato è stata condotta una revisione della letteratura scientifica consultando le principali banche dati elettroniche, tra cui PubMed e Google Scholar. La ricerca è stata focalizzata su pubblicazioni prodotte nell’ultimo decennio con particolare attenzione alle linee guida dell’OMS e della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Discussione. Dall’analisi dei dati emerge che la KMC riduce la mortalità neonatale di circa il 36-40% nei nati con peso inferiore ai 2000g. Oltre alla stabilità dei parametri vitali, la letteratura evidenzia un impatto determinante sulla neuroprotezione: il contatto pelle a pelle stimola dei recettori che favoriscono una corretta plasticità sinaptica. Tuttavia, l’applicazione di tale pratica è limitata a causa di barriere organizzative e culturali legate alla gestione dei presidi invasivi e al carico di lavoro infermieristico. Conclusioni. La tesi conferma che la KMC è un intervento terapeutico superiore all’isolamento in incubatrice, capace di influenzare positivamente la sopravvivenza e lo sviluppo neuro-cognitivo. L'infermiere emerge come figura centrale nella gestione della stabilità clinica e nella promozione dell’empowerment genitoriale. Parole Chiave. Neonato pretermine; Assistenza infermieristica; Terapia Intensiva Neonatale; Neuroprotezione; Family Centered Care; Kangaroo Mother Care;
Il neonato prematuro in Terapia Intensiva Neonatale: l’importanza della Kangaroo Mother Care nella gestione infermieristica.
BOCCAROSSA, MARINA
2024/2025
Abstract
Introduzione. La nascita pretermine rappresenta una sfida multidimensionale che coinvolge la stabilità fisiologica e lo sviluppo neuro-evolutivo del neonato. L'ambiente della Terapia Intensiva Neonatale, pur essendo indispensabile per la sopravvivenza dei nati di peso estremamente basso, espone il bambino a stimoli sensoriali avversi e alla separazione dei genitori. In questo contesto, l’assistenza infermieristica evolve verso modelli di Family Centered Care, ponendo la Kangaroo Mother Care come intervento cardine per la protezione della plasticità sinaptica e il rafforzamento del bonding. Obiettivo. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare, attraverso una revisione della letteratura scientifica, l’efficacia della Kangaroo Mother Care nel miglioramento degli esiti clinici e neuro-comportamentali del neonato prematuro. Si intende inoltre indagare il ruolo dell’infermiere come facilitatore della pratica e l’impatto del contatto pelle a pelle sulla riduzione della mortalità e delle complicanze a lungo termine. Materiali e Metodi. Per la realizzazione dell’elaborato è stata condotta una revisione della letteratura scientifica consultando le principali banche dati elettroniche, tra cui PubMed e Google Scholar. La ricerca è stata focalizzata su pubblicazioni prodotte nell’ultimo decennio con particolare attenzione alle linee guida dell’OMS e della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Discussione. Dall’analisi dei dati emerge che la KMC riduce la mortalità neonatale di circa il 36-40% nei nati con peso inferiore ai 2000g. Oltre alla stabilità dei parametri vitali, la letteratura evidenzia un impatto determinante sulla neuroprotezione: il contatto pelle a pelle stimola dei recettori che favoriscono una corretta plasticità sinaptica. Tuttavia, l’applicazione di tale pratica è limitata a causa di barriere organizzative e culturali legate alla gestione dei presidi invasivi e al carico di lavoro infermieristico. Conclusioni. La tesi conferma che la KMC è un intervento terapeutico superiore all’isolamento in incubatrice, capace di influenzare positivamente la sopravvivenza e lo sviluppo neuro-cognitivo. L'infermiere emerge come figura centrale nella gestione della stabilità clinica e nella promozione dell’empowerment genitoriale. Parole Chiave. Neonato pretermine; Assistenza infermieristica; Terapia Intensiva Neonatale; Neuroprotezione; Family Centered Care; Kangaroo Mother Care;| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26528