Alzheimer’s disease represents one of the leading causes of dementia and one of the major global healthcare challenges, requiring a highly demanding nursing and family-centered care approach, particularly when patient management takes place in the home setting. This thesis aims to explore in depth the role of the nurse in the management of patients affected by Alzheimer’s disease, with careful attention to caregivers, acting as both an educator and, above all, a source of support. This study highlights the importance of supporting caregivers and implementing non-pharmacological interventions aimed at preserving the patient’s cognitive and functional abilities for as long as possible. The literature review, conducted according to the PRISMA model, is based on articles published between 2009 and 2025. Fourteen articles were included following a rigorous selection process. The findings derived from these fourteen studies and from relevant material identified through scientific databases (PubMed, Medline, CINAHL, and Google Scholar) emphasize the central role of the nurse in the holistic assessment of the patient, in planning care interventions, and particularly in caregiver education. Caregivers often experience a significant burden, both physically and emotionally, including psychological stress. Effective communication and the presence of a competent professional guide can make a substantial difference. Furthermore, several studies highlight how non-pharmacological interventions—such as cognitive stimulation, physical activity, music therapy, and pet therapy—can improve the patient’s quality of daily life and help maintain residual abilities. In conclusion, this review confirms that there is currently no definitive cure for Alzheimer’s disease. Caring for a patient with Alzheimer’s also means caring for the entire family unit, and non-pharmacological interventions represent essential and valuable resources for promoting a more balanced and manageable disease trajectory.

La malattia di Alzheimer rappresenta una delle principali demenze, nonché una delle principali sfide sanitarie in tutto il mondo, che richiede un approccio assistenziale infermieristico e familiare molto impegnativo, soprattutto se la gestione del paziente preso in causa è a livello domiciliare. Questo elaborato, cerca di entrare nel vivo del ruolo dell’infermiere nella presa in carico del paziente affetto da Alzheimer, avendo cura e attenzione di tutti i caregiver, fungendo per loro da “educatore”, ma soprattutto da figura di supporto. Questo lavoro di tesi mette in risalto quello che è l’affiancamento a queste figure e l’utilizzo dei trattamenti non farmacologici, usati per preservare al più possibile le attività cognitivo-funzionali del malato. La revisione della letteratura, condotta secondo il modello PRISMA, è basata su articoli pubblicati tra il 2009 e il 2025, precisamente 14 articoli sono stati presi in considerazione dopo un’accurata selezione. I risultati presi da questi 14 articoli e dal materiale ritenuto rilevante per questa revisione, ottenuto tramite database scientifici (PubMed, Medline, CINAHL E Google Scholar), hanno messo in risalto come l’infermiere svolge un ruolo centrale nella valutazione olistica del paziente, nella pianificazione degli interventi assistenziali e soprattutto nell’educazione del caregiver, che spesso vive con un forte carico di stress. sia dal punto di vita fisico che emotivo e psicologico. La comunicazione e avere al proprio fianco una guida competente, può fare una grande differenza. Inoltre molti studi, hanno messo in risalto come l’utilizzo di trattamenti non farmacologici come la stimolazione cognitiva, attività fisica, musicoterapia, pet therapy possono rendere più serena la quotidianità del paziente malato e mantenere alcune delle capacità residue. In conclusione questa revisione conferma che non esiste una vera e propria cura per l’Alzheimer e che quando si prende in cura un paziente malato, si prende in carico anche tutta la sua famiglia e che gli interventi non farmacologici rappresentano delle risorse fondamentali e necessarie per vivere più con tranquillità ed equilibrio tutto il decorso della malattia.

MORBO DI ALZHEIMER IL RUOLO DELL’INFERMIERE NELLA GESTIONE DEL PAZIENTE E L’AFFIANCAMENTO AL CAREGIVER

CARLETTI, CHIARA
2024/2025

Abstract

Alzheimer’s disease represents one of the leading causes of dementia and one of the major global healthcare challenges, requiring a highly demanding nursing and family-centered care approach, particularly when patient management takes place in the home setting. This thesis aims to explore in depth the role of the nurse in the management of patients affected by Alzheimer’s disease, with careful attention to caregivers, acting as both an educator and, above all, a source of support. This study highlights the importance of supporting caregivers and implementing non-pharmacological interventions aimed at preserving the patient’s cognitive and functional abilities for as long as possible. The literature review, conducted according to the PRISMA model, is based on articles published between 2009 and 2025. Fourteen articles were included following a rigorous selection process. The findings derived from these fourteen studies and from relevant material identified through scientific databases (PubMed, Medline, CINAHL, and Google Scholar) emphasize the central role of the nurse in the holistic assessment of the patient, in planning care interventions, and particularly in caregiver education. Caregivers often experience a significant burden, both physically and emotionally, including psychological stress. Effective communication and the presence of a competent professional guide can make a substantial difference. Furthermore, several studies highlight how non-pharmacological interventions—such as cognitive stimulation, physical activity, music therapy, and pet therapy—can improve the patient’s quality of daily life and help maintain residual abilities. In conclusion, this review confirms that there is currently no definitive cure for Alzheimer’s disease. Caring for a patient with Alzheimer’s also means caring for the entire family unit, and non-pharmacological interventions represent essential and valuable resources for promoting a more balanced and manageable disease trajectory.
2024
2026-04-21
ALZHEIMER'S DISEASE: THE ROLE OF THE NURSE IN PATIENT MANAGEMENT AND SUPPORT FOR THE CAREGIVER
La malattia di Alzheimer rappresenta una delle principali demenze, nonché una delle principali sfide sanitarie in tutto il mondo, che richiede un approccio assistenziale infermieristico e familiare molto impegnativo, soprattutto se la gestione del paziente preso in causa è a livello domiciliare. Questo elaborato, cerca di entrare nel vivo del ruolo dell’infermiere nella presa in carico del paziente affetto da Alzheimer, avendo cura e attenzione di tutti i caregiver, fungendo per loro da “educatore”, ma soprattutto da figura di supporto. Questo lavoro di tesi mette in risalto quello che è l’affiancamento a queste figure e l’utilizzo dei trattamenti non farmacologici, usati per preservare al più possibile le attività cognitivo-funzionali del malato. La revisione della letteratura, condotta secondo il modello PRISMA, è basata su articoli pubblicati tra il 2009 e il 2025, precisamente 14 articoli sono stati presi in considerazione dopo un’accurata selezione. I risultati presi da questi 14 articoli e dal materiale ritenuto rilevante per questa revisione, ottenuto tramite database scientifici (PubMed, Medline, CINAHL E Google Scholar), hanno messo in risalto come l’infermiere svolge un ruolo centrale nella valutazione olistica del paziente, nella pianificazione degli interventi assistenziali e soprattutto nell’educazione del caregiver, che spesso vive con un forte carico di stress. sia dal punto di vita fisico che emotivo e psicologico. La comunicazione e avere al proprio fianco una guida competente, può fare una grande differenza. Inoltre molti studi, hanno messo in risalto come l’utilizzo di trattamenti non farmacologici come la stimolazione cognitiva, attività fisica, musicoterapia, pet therapy possono rendere più serena la quotidianità del paziente malato e mantenere alcune delle capacità residue. In conclusione questa revisione conferma che non esiste una vera e propria cura per l’Alzheimer e che quando si prende in cura un paziente malato, si prende in carico anche tutta la sua famiglia e che gli interventi non farmacologici rappresentano delle risorse fondamentali e necessarie per vivere più con tranquillità ed equilibrio tutto il decorso della malattia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/26529