Introduzione e obiettivo: L’Artificial Intelligence Literacy (AIL), ovvero l’alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale (IA) implica non solo la capacità di riconoscere, comprendere e utilizzare in modo efficace le tecnologie basate sull’IA, ma anche di analizzare, selezionare e valutare criticamente i dati e le informazioni da esse fornite. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare l’AIL, gli atteggiamenti, le percezioni e l’ansia relativa all’IA tra gli studenti universitari dell’ambito sanitario, esplorando le relazioni tra queste variabili e le eventuali associazioni con caratteristiche sociodemografiche e di background. Materiali e metodi: Lo studio, di tipo osservazionale trasversale monocentrico, è stato condotto attraverso la somministrazione di un sondaggio online su un campione di studenti universitari all’interno dell’Università Politecnica delle Marche, regolarmente immatricolati ad un Corso di Laurea delle Professioni Sanitarie, che hanno volontariamente aderito allo studio. La raccolta dati è avvenuta tramite l’utilizzo di un questionario auto-riferito e suddiviso in cinque sezioni sulle quali sono state condotte indagini statistiche per evidenziare eventuali correlazioni. Risultati principali: Il campione, costituito da 483 partecipanti, mostra buoni livelli di alfabetizzazione su IA, nonostante la formazione accademica specifica sia quasi nulla; si evidenzia un livello moderato di ansia relativa all’IA, correlato principalmente al timore di un uso improprio e della sostituzione del ragionamento critico. Nonostante la mancanza di un background tecnologico e di un adeguato supporto formativo, gli studenti percepiscono utile l’IA e sembrano propensi ad utilizzarla in futuro in ambito clinico. Discussione e conclusione: L’ansia e le preoccupazioni relative all’IA non risultano essere correlate ad una chiusura verso l’innovazione ma piuttosto al timore che possa compromettere la natura assistenziale dei professionisti sanitari. I risultati di questa ricerca offrono spunti utili per la progettazione di strategie formative mirate sia all’interno dei programmi universitari che negli ambienti di apprendimento clinico, con l’obiettivo di promuovere un’integrazione consapevole e competente dell’IA, tanto nella pratica clinica attuale quanto in quella futura.
Artificial Intelligence Literacy, atteggiamenti, percezioni e ansia relativa all'Intelligenza Artificiale tra gli studenti universitari dell'ambito sanitario: uno studio cross-sectional
PIETRELLA, SARA
2024/2025
Abstract
Introduzione e obiettivo: L’Artificial Intelligence Literacy (AIL), ovvero l’alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale (IA) implica non solo la capacità di riconoscere, comprendere e utilizzare in modo efficace le tecnologie basate sull’IA, ma anche di analizzare, selezionare e valutare criticamente i dati e le informazioni da esse fornite. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare l’AIL, gli atteggiamenti, le percezioni e l’ansia relativa all’IA tra gli studenti universitari dell’ambito sanitario, esplorando le relazioni tra queste variabili e le eventuali associazioni con caratteristiche sociodemografiche e di background. Materiali e metodi: Lo studio, di tipo osservazionale trasversale monocentrico, è stato condotto attraverso la somministrazione di un sondaggio online su un campione di studenti universitari all’interno dell’Università Politecnica delle Marche, regolarmente immatricolati ad un Corso di Laurea delle Professioni Sanitarie, che hanno volontariamente aderito allo studio. La raccolta dati è avvenuta tramite l’utilizzo di un questionario auto-riferito e suddiviso in cinque sezioni sulle quali sono state condotte indagini statistiche per evidenziare eventuali correlazioni. Risultati principali: Il campione, costituito da 483 partecipanti, mostra buoni livelli di alfabetizzazione su IA, nonostante la formazione accademica specifica sia quasi nulla; si evidenzia un livello moderato di ansia relativa all’IA, correlato principalmente al timore di un uso improprio e della sostituzione del ragionamento critico. Nonostante la mancanza di un background tecnologico e di un adeguato supporto formativo, gli studenti percepiscono utile l’IA e sembrano propensi ad utilizzarla in futuro in ambito clinico. Discussione e conclusione: L’ansia e le preoccupazioni relative all’IA non risultano essere correlate ad una chiusura verso l’innovazione ma piuttosto al timore che possa compromettere la natura assistenziale dei professionisti sanitari. I risultati di questa ricerca offrono spunti utili per la progettazione di strategie formative mirate sia all’interno dei programmi universitari che negli ambienti di apprendimento clinico, con l’obiettivo di promuovere un’integrazione consapevole e competente dell’IA, tanto nella pratica clinica attuale quanto in quella futura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26540