Introduzione ed obiettivi: l’invecchiamento demografico italiano (24% over 65) comporta un aumento di multimorbilità e fragilità, fattori che espongono l’anziano al delirium, complicanza che colpisce fino al 50% dei ricoverati. Spesso sottodiagnosticato o confuso con la demenza (DSD), il delirium è prevenibile attraverso un’assistenza infermieristica mirata. Il presente lavoro mira ad analizzare l’orientamento operativo dell'infermiere nell’identificazione precoce dei sintomi e nel coordinamento di strategie multicomponenti volte a preservare l’integrità cognitivo-funzionale dell’utente geriatrico. Materiali e metodi: è stata condotta una revisione narrativa della letteratura basata sul modello P.I.C.O. La ricerca, effettuata su MEDLINE (PubMed) e siti istituzionali (ISTAT, Ministero della Salute), ha selezionato 13 studi (revisioni, meta-analisi e protocolli) pubblicati negli ultimi 15 anni in lingua italiana e inglese. Risultati: l’analisi evidenzia che protocolli multicomponenti (es. bundle ABCDEF) riducono l'incidenza del delirium. Gli strumenti di screening più studiati per l’uso infermieristico risultano la scala 4AT e la CAM-ICU. Gli interventi non farmacologici con maggiore evidenza includono: igiene del sonno (modulazione ambientale, aromaterapia), stimolazione cognitiva (ROT, ausili sensoriali), mobilizzazione precoce e coinvolgimento attivo dei familiari come risorsa nel riorientamento. Analisi e discussione: l’infermiere emerge come il fulcro di una strategia che trasforma la gestione dell'evento da reattiva a pro-attiva. L’uso sistematico del 4AT non è un impegno burocratico, ma un investimento per prevenire le conseguenze di un delirium conclamato. L'infermiere funge da "schermo" per la mente dell'anziano fragile, convertendo l'ambiente ospedaliero da fattore disorientante a luogo di cura, superando il pregiudizio della "confusione senile" come condizione inevitabile. Conclusioni: la prevenzione del delirium pone l'infermiere al centro del processo di cura come coordinatore della sicurezza. La sua presenza costante permette di cogliere precocemente le variazioni comportamentali, garantendo la coerenza degli interventi. Restituire orientamento e dignità al paziente anziano significa onorare il valore della persona nella sua massima fase di vulnerabilità. Parole chiave: “nurse care”, “delirium”, “non-pharmacological interventions
Custodire la mente dell’anziano: l’impatto dell’assistenza infermieristica oltre la nebbia del delirium.
GATTARI, GIULIA
2024/2025
Abstract
Introduzione ed obiettivi: l’invecchiamento demografico italiano (24% over 65) comporta un aumento di multimorbilità e fragilità, fattori che espongono l’anziano al delirium, complicanza che colpisce fino al 50% dei ricoverati. Spesso sottodiagnosticato o confuso con la demenza (DSD), il delirium è prevenibile attraverso un’assistenza infermieristica mirata. Il presente lavoro mira ad analizzare l’orientamento operativo dell'infermiere nell’identificazione precoce dei sintomi e nel coordinamento di strategie multicomponenti volte a preservare l’integrità cognitivo-funzionale dell’utente geriatrico. Materiali e metodi: è stata condotta una revisione narrativa della letteratura basata sul modello P.I.C.O. La ricerca, effettuata su MEDLINE (PubMed) e siti istituzionali (ISTAT, Ministero della Salute), ha selezionato 13 studi (revisioni, meta-analisi e protocolli) pubblicati negli ultimi 15 anni in lingua italiana e inglese. Risultati: l’analisi evidenzia che protocolli multicomponenti (es. bundle ABCDEF) riducono l'incidenza del delirium. Gli strumenti di screening più studiati per l’uso infermieristico risultano la scala 4AT e la CAM-ICU. Gli interventi non farmacologici con maggiore evidenza includono: igiene del sonno (modulazione ambientale, aromaterapia), stimolazione cognitiva (ROT, ausili sensoriali), mobilizzazione precoce e coinvolgimento attivo dei familiari come risorsa nel riorientamento. Analisi e discussione: l’infermiere emerge come il fulcro di una strategia che trasforma la gestione dell'evento da reattiva a pro-attiva. L’uso sistematico del 4AT non è un impegno burocratico, ma un investimento per prevenire le conseguenze di un delirium conclamato. L'infermiere funge da "schermo" per la mente dell'anziano fragile, convertendo l'ambiente ospedaliero da fattore disorientante a luogo di cura, superando il pregiudizio della "confusione senile" come condizione inevitabile. Conclusioni: la prevenzione del delirium pone l'infermiere al centro del processo di cura come coordinatore della sicurezza. La sua presenza costante permette di cogliere precocemente le variazioni comportamentali, garantendo la coerenza degli interventi. Restituire orientamento e dignità al paziente anziano significa onorare il valore della persona nella sua massima fase di vulnerabilità. Parole chiave: “nurse care”, “delirium”, “non-pharmacological interventions| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26588