ABSTRACT Introduction Dementia represents one of the leading causes of disability among the elderly population and is frequently associated with behavioral and psychological symptoms (BPSD), which negatively affect quality of life and increase the caregiving burden. In recent years, non-pharmacological interventions, including Animal-Assisted Interventions (AAI), have gained increasing relevance as complementary strategies in managing these symptoms. Objective To evaluate the effectiveness, acceptability, and feasibility of pet therapy in the elderly population with dementia, analyzing its impact on BPSD, quality of life, and social interaction, as well as its implications for nursing practice. Materials and Methods The literature review was conducted according to PRISMA guidelines through a search in the PubMed database. Studies published between 2016 and 2026, available in full text and involving adult patients with dementia, were included. The selection process led to the inclusion of 26 studies, including experimental trials, observational studies, systematic reviews, and qualitative studies. Results AAIs, particularly dog-assisted therapy, show positive effects across several domains: reduction of behavioral symptoms (agitation, anxiety, depression), improvement in emotional well-being and quality of life, and increased social interaction, communication, and engagement. These interventions are generally well accepted by both patients and healthcare professionals, although some organizational and management challenges have emerged. Discussion The results confirm the potential of AAIs as multidimensional interventions capable of addressing emotional, cognitive, and relational aspects. However, methodological heterogeneity, small sample sizes, variability in intervention protocols, and the lack of follow-up limit the comparability and generalizability of the evidence. Additionally, some benefits may be influenced by increased social interaction rather than solely by the presence of the animal. Conclusions Pet therapy represents a promising non-pharmacological strategy in the management of dementia, capable of improving patients’ overall well-being and humanizing care. However, further studies with rigorous methodological designs and standardized protocols are needed to strengthen the evidence and support its integration into clinical practice.

ABSTRACT Introduzione La demenza rappresenta una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana ed è frequentemente associata a sintomi comportamentali e psicologici (BPSD), che compromettono la qualità di vita e aumentano il carico assistenziale. Negli ultimi anni, gli interventi non farmacologici, tra cui gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), hanno acquisito crescente rilevanza come strategie complementari nella gestione di tali sintomi. Obiettivo Valutare l’efficacia, l’accettabilità e la fattibilità della pet therapy nella popolazione anziana con demenza, analizzandone l’impatto sui BPSD, sulla qualità di vita e sull’interazione sociale, nonché le implicazioni per la pratica infermieristica. Materiali e Metodi La revisione della letteratura è stata condotta secondo le linee guida PRISMA, mediante ricerca nella banca dati PubMed. Sono stati inclusi studi pubblicati tra il 2016 e il 2026, disponibili in full-text e riguardanti pazienti adulti con demenza. Il processo di selezione ha portato all’inclusione di 26 studi tra trial sperimentali, studi osservazionali, revisioni sistematiche e studi qualitativi. Risultati Gli IAA, in particolare la dog-assisted therapy, mostrano effetti positivi su diversi domini: riduzione dei sintomi comportamentali (agitazione, ansia, depressione), miglioramento del benessere emotivo e della qualità di vita, incremento dell’interazione sociale, della comunicazione e del coinvolgimento. Gli interventi risultano generalmente ben accettati da pazienti e operatori, sebbene emergano alcune criticità organizzative e gestionali. Discussione I risultati confermano il potenziale degli IAA come interventi multidimensionali capaci di agire su aspetti emotivi, cognitivi e relazionali. Tuttavia, la presenza di eterogeneità metodologica, campioni ridotti, variabilità dei protocolli e assenza di follow-up limita la comparabilità e la generalizzabilità delle evidenze. Inoltre, alcuni benefici potrebbero essere influenzati dall’aumento dell’interazione sociale piuttosto che esclusivamente dalla presenza dell’animale. Conclusioni La pet therapy rappresenta una strategia non farmacologica promettente nella gestione della demenza, in grado di migliorare il benessere globale dei pazienti e umanizzare l’assistenza. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi con disegni metodologici rigorosi e protocolli standardizzati per consolidarne l’efficacia e favorirne l’integrazione nella pratica clinica.

l'impatto della Pet Therapy sul benessere psicologico dei pazienti neurologici adulti

IANNONE, AMBRA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Introduction Dementia represents one of the leading causes of disability among the elderly population and is frequently associated with behavioral and psychological symptoms (BPSD), which negatively affect quality of life and increase the caregiving burden. In recent years, non-pharmacological interventions, including Animal-Assisted Interventions (AAI), have gained increasing relevance as complementary strategies in managing these symptoms. Objective To evaluate the effectiveness, acceptability, and feasibility of pet therapy in the elderly population with dementia, analyzing its impact on BPSD, quality of life, and social interaction, as well as its implications for nursing practice. Materials and Methods The literature review was conducted according to PRISMA guidelines through a search in the PubMed database. Studies published between 2016 and 2026, available in full text and involving adult patients with dementia, were included. The selection process led to the inclusion of 26 studies, including experimental trials, observational studies, systematic reviews, and qualitative studies. Results AAIs, particularly dog-assisted therapy, show positive effects across several domains: reduction of behavioral symptoms (agitation, anxiety, depression), improvement in emotional well-being and quality of life, and increased social interaction, communication, and engagement. These interventions are generally well accepted by both patients and healthcare professionals, although some organizational and management challenges have emerged. Discussion The results confirm the potential of AAIs as multidimensional interventions capable of addressing emotional, cognitive, and relational aspects. However, methodological heterogeneity, small sample sizes, variability in intervention protocols, and the lack of follow-up limit the comparability and generalizability of the evidence. Additionally, some benefits may be influenced by increased social interaction rather than solely by the presence of the animal. Conclusions Pet therapy represents a promising non-pharmacological strategy in the management of dementia, capable of improving patients’ overall well-being and humanizing care. However, further studies with rigorous methodological designs and standardized protocols are needed to strengthen the evidence and support its integration into clinical practice.
2024
2026-04-22
The Impact of Animal-Assisted Therapy on the Psychological Well-Being of Adult Neurological Patients”
ABSTRACT Introduzione La demenza rappresenta una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana ed è frequentemente associata a sintomi comportamentali e psicologici (BPSD), che compromettono la qualità di vita e aumentano il carico assistenziale. Negli ultimi anni, gli interventi non farmacologici, tra cui gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), hanno acquisito crescente rilevanza come strategie complementari nella gestione di tali sintomi. Obiettivo Valutare l’efficacia, l’accettabilità e la fattibilità della pet therapy nella popolazione anziana con demenza, analizzandone l’impatto sui BPSD, sulla qualità di vita e sull’interazione sociale, nonché le implicazioni per la pratica infermieristica. Materiali e Metodi La revisione della letteratura è stata condotta secondo le linee guida PRISMA, mediante ricerca nella banca dati PubMed. Sono stati inclusi studi pubblicati tra il 2016 e il 2026, disponibili in full-text e riguardanti pazienti adulti con demenza. Il processo di selezione ha portato all’inclusione di 26 studi tra trial sperimentali, studi osservazionali, revisioni sistematiche e studi qualitativi. Risultati Gli IAA, in particolare la dog-assisted therapy, mostrano effetti positivi su diversi domini: riduzione dei sintomi comportamentali (agitazione, ansia, depressione), miglioramento del benessere emotivo e della qualità di vita, incremento dell’interazione sociale, della comunicazione e del coinvolgimento. Gli interventi risultano generalmente ben accettati da pazienti e operatori, sebbene emergano alcune criticità organizzative e gestionali. Discussione I risultati confermano il potenziale degli IAA come interventi multidimensionali capaci di agire su aspetti emotivi, cognitivi e relazionali. Tuttavia, la presenza di eterogeneità metodologica, campioni ridotti, variabilità dei protocolli e assenza di follow-up limita la comparabilità e la generalizzabilità delle evidenze. Inoltre, alcuni benefici potrebbero essere influenzati dall’aumento dell’interazione sociale piuttosto che esclusivamente dalla presenza dell’animale. Conclusioni La pet therapy rappresenta una strategia non farmacologica promettente nella gestione della demenza, in grado di migliorare il benessere globale dei pazienti e umanizzare l’assistenza. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi con disegni metodologici rigorosi e protocolli standardizzati per consolidarne l’efficacia e favorirne l’integrazione nella pratica clinica.
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Descrizione: Tesi di Laurea Triennale, sull'impatto della Pet Therapy e sul benessere psicologico dei pazienti neurologici adulti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/26589