ABSTRACT INTRODUCTION: Abnormalities in glucose metabolism are common in critically ill patients in intensive care and include hyperglycemia, hypoglycemia, and high glycemic variability, associated with worse clinical outcomes even in the absence of previous diabetes. Management of glycemic control is complex due to clinical instability, insulin therapy, and nutritional support, requiring accurate monitoring. The nursing role and emerging technologies are central to the safety of critically ill patients. OBJECTIVE: To evaluate the evidence on the comparison between capillary/arterial monitoring and CGM in critically ill patients in intensive care and the related clinical and nursing implications. MATERIALS AND METHODS: A narrative review of the literature was conducted by searching PubMed databases. The search was structured according to the PICO method. Articles were selected based on predefined inclusion and exclusion criteria. Data extracted concerned measurement accuracy, clinical safety, glycemic variability, and nursing care implications. RESULTS: The included studies show reduced accuracy of point-of-care capillary glucose monitoring in critically ill patients, especially in conditions of hemodynamic instability. Continuous glucose monitoring systems, on the other hand, demonstrated clinically acceptable accuracy, with low MARD values ​​and clinically safe measurements. The use of CGM is associated with increased time in target range, reduced glycemic variability, and a low risk of hypoglycemia. CONCLUSIONS: Evidence indicates that glucose monitoring in critically ill patients should be tailored to clinical stability. Arterial sampling remains the reference in phases of instability, while continuous glucose monitoring supports glycemic control and safety. The nursing role is central in choosing the method, interpreting data, and preventing complications.

ABSTRACT INTRODUZIONE: Le alterazioni del metabolismo glucidico sono frequenti nei pazienti critici in terapia intensiva e comprendono iperglicemia, ipoglicemia ed elevata variabilità glicemica, associate a peggiori esiti clinici anche in assenza di diabete pregresso. La gestione del controllo glicemico è complessa per l’instabilità clinica, la terapia insulinica e il supporto nutrizionale, rendendo necessario un monitoraggio accurato, nel quale il ruolo infermieristico e le tecnologie emergenti sono centrali per la sicurezza del paziente critico. OBIETTIVO: Valutare le evidenze sul confronto tra monitoraggio capillare/arterioso e CGM nel paziente critico in terapia intensiva e le relative implicazioni clinico-assistenziali infermieristiche. MATERIALI E METODI: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura mediante ricerca nelle banche dati Pubmed. La ricerca è stata strutturata secondo metodo PICO. La selezione degli articoli è avvenuta sulla base di criteri di inclusione ed esclusione predefiniti. I dati estratti hanno riguardato accuratezza delle misurazioni, sicurezza clinica, variabilità glicemica e implicazioni assistenziali infermieristiche. RISULTATI: Gli studi inclusi mostrano una ridotta accuratezza del monitoraggio glicemico capillare point-of-care nei pazienti critici, soprattutto in condizioni di instabilità emodinamica. I sistemi di monitoraggio continuo del glucosio hanno invece dimostrato un’accuratezza clinicamente accettabile, con valori di MARD contenuti e misurazioni clinicamente sicure. L’utilizzo del CGM è associato a un maggiore tempo nell’intervallo target, a una riduzione della variabilità glicemica e a un basso rischio di ipoglicemia. CONCLUSIONI: . Le evidenze indicano che il monitoraggio glicemico nel paziente critico deve essere adattato alla stabilità clinica. Il campionamento arterioso resta il riferimento nelle fasi di instabilità, mentre il monitoraggio continuo del glucosio supporta il controllo e la sicurezza glicemica. Il ruolo infermieristico è centrale nella scelta del metodo, nell’interpretazione dei dati e nella prevenzione delle complicanze.

Monitoraggio della glicemia nel paziente critico in UTI: revisione narrativa della letteratura

DI FRANCESCO, MICHELA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT INTRODUCTION: Abnormalities in glucose metabolism are common in critically ill patients in intensive care and include hyperglycemia, hypoglycemia, and high glycemic variability, associated with worse clinical outcomes even in the absence of previous diabetes. Management of glycemic control is complex due to clinical instability, insulin therapy, and nutritional support, requiring accurate monitoring. The nursing role and emerging technologies are central to the safety of critically ill patients. OBJECTIVE: To evaluate the evidence on the comparison between capillary/arterial monitoring and CGM in critically ill patients in intensive care and the related clinical and nursing implications. MATERIALS AND METHODS: A narrative review of the literature was conducted by searching PubMed databases. The search was structured according to the PICO method. Articles were selected based on predefined inclusion and exclusion criteria. Data extracted concerned measurement accuracy, clinical safety, glycemic variability, and nursing care implications. RESULTS: The included studies show reduced accuracy of point-of-care capillary glucose monitoring in critically ill patients, especially in conditions of hemodynamic instability. Continuous glucose monitoring systems, on the other hand, demonstrated clinically acceptable accuracy, with low MARD values ​​and clinically safe measurements. The use of CGM is associated with increased time in target range, reduced glycemic variability, and a low risk of hypoglycemia. CONCLUSIONS: Evidence indicates that glucose monitoring in critically ill patients should be tailored to clinical stability. Arterial sampling remains the reference in phases of instability, while continuous glucose monitoring supports glycemic control and safety. The nursing role is central in choosing the method, interpreting data, and preventing complications.
2024
2026-04-23
Blood glucose monitoring in critically ill patients in the ICU: a narrative review of the literature
ABSTRACT INTRODUZIONE: Le alterazioni del metabolismo glucidico sono frequenti nei pazienti critici in terapia intensiva e comprendono iperglicemia, ipoglicemia ed elevata variabilità glicemica, associate a peggiori esiti clinici anche in assenza di diabete pregresso. La gestione del controllo glicemico è complessa per l’instabilità clinica, la terapia insulinica e il supporto nutrizionale, rendendo necessario un monitoraggio accurato, nel quale il ruolo infermieristico e le tecnologie emergenti sono centrali per la sicurezza del paziente critico. OBIETTIVO: Valutare le evidenze sul confronto tra monitoraggio capillare/arterioso e CGM nel paziente critico in terapia intensiva e le relative implicazioni clinico-assistenziali infermieristiche. MATERIALI E METODI: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura mediante ricerca nelle banche dati Pubmed. La ricerca è stata strutturata secondo metodo PICO. La selezione degli articoli è avvenuta sulla base di criteri di inclusione ed esclusione predefiniti. I dati estratti hanno riguardato accuratezza delle misurazioni, sicurezza clinica, variabilità glicemica e implicazioni assistenziali infermieristiche. RISULTATI: Gli studi inclusi mostrano una ridotta accuratezza del monitoraggio glicemico capillare point-of-care nei pazienti critici, soprattutto in condizioni di instabilità emodinamica. I sistemi di monitoraggio continuo del glucosio hanno invece dimostrato un’accuratezza clinicamente accettabile, con valori di MARD contenuti e misurazioni clinicamente sicure. L’utilizzo del CGM è associato a un maggiore tempo nell’intervallo target, a una riduzione della variabilità glicemica e a un basso rischio di ipoglicemia. CONCLUSIONI: . Le evidenze indicano che il monitoraggio glicemico nel paziente critico deve essere adattato alla stabilità clinica. Il campionamento arterioso resta il riferimento nelle fasi di instabilità, mentre il monitoraggio continuo del glucosio supporta il controllo e la sicurezza glicemica. Il ruolo infermieristico è centrale nella scelta del metodo, nell’interpretazione dei dati e nella prevenzione delle complicanze.
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Descrizione: La tesi analizza il monitoraggio glicemico nel paziente critico in terapia intensiva, confrontando metodi tradizionali e monitoraggio continuo del glucosio e il ruolo infermieristico nella gestione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/26650