L'endocardite infettiva (EI) è una flogosi severa del tessuto endocardiaco la cui genesi è insita nella colonizzazione microbica. Sebbene ci siano straordinari progressi compiuti in ambito diagnostico e terapeutico, questa patologia ha tassi di mortalità e morbilità drammaticamente elevati, evidenziando la fragilità degli equilibri cardiaci a fronte di un’infezione sistemica. La patologia è dotata di una natura proteiforme cioè presenta quadri clinici eterogenei e spesso subdoli, che, in combinazione di manifestazioni cliniche e uno stato epidemiologico in continuo mutamento, la rendono altresì complessa . La diagnosi precoce diventa impresa ardua ed una vera corsa contro il tempo a causa di fattori quali: l’invecchiamento della popolazione, la crescente presenza di pazienti con protesi valvolari e dispositivi cardiaci impiantabili (IDC). A fronte di una severa vulnerabilità biologica del tessuto cardiaco in lotta con la complessità tecnologico-scientifica moderna, si rende necessario un approccio multidisciplinare tempestivo assieme alla prevenzione infermieristica, in modo da contrastare al meglio l’insorgenza della malattia e migliorare l’outcome clinico. Il binomio tra scienza condivisa e umanizzazione della cura è fulcro di un’assistenza capace di incidere sugli esiti clinici e sulla qualità della vita dei pazienti. Obiettivo: La revisione ha l'obiettivo di indagare le evidenze scientifiche dell’ultimo decennio relative all'efficacia dell'Endocarditis Team, un’equipe che provvede alla gestione del paziente affetto da EI . Inoltre, l’elaborato sviscera il ruolo specifico dell'infermiere nei seguenti campi: - Strategie di prevenzione delle batteriemie, - Monitoraggio clinico del degente, - Educazione sanitaria del paziente a rischio. Materiali e Metodi: In fase preliminare si effettua una disamina sistematica della letteratura consultando le principali banche dati biomediche, ovvero: PubMed, CINAHL, Cochrane Library e il motore di ricerca accademico Google Scholar. Si cercano e si 5 selezionano perciò gli studi pubblicati nell'ultimo decennio, attribuendo particolare rilievo a: - Linee Guida ESC 2023 (Delgado V et al.,2024) - Criteri diagnostici Duke-ISCID (Fowler V.G. et al., 2023) - Dati presenti nei registri multicentrici internazionali Terminato il processo di selezione, si sono individuati tredici studi scientifici ritenuti metodologicamente idonei per pertinenza e rigore agli obiettivi di ricerca. Risultati: Dal punto di vista strettamente analitico, i dati evidenziano: - La riduzione della mortalità ospedaliera attraverso l'istituzione di un Endocarditis Team multidisciplinare e l'ottimizzazione dei protocolli diagnostici e del timing chirurgico . - L’aumento della sensibilità diagnostica attraverso l’integrazione sistematica dell'imaging multimodale (PET/TC e TC cardiaca) rispetto ai criteri tradizionali. - La prevenzione di recidive rispetto alla sola profilassi antibiotica è data sul fronte assistenziale attraverso interventi infermieristici e nurse caring, focalizzati alla gestione asettica degli accessi vascolari e su programmi di educazione sanitaria relativi all'igiene orale quotidiana. Conclusioni: La estenuante lotta all'endocardite infettiva risiede quindi, nella sinergia imprescindibile tra eccellenza diagnostica, coordinamento multidisciplinare e nurse caring. L’infermiere, perciò, è una figura cardine in primis in qualità di educatore e garante della sicurezza del paziente, e quindi, in fase di prevenzione, e poi, indispensabile nella fase acuta del monitoraggio. Ha il ruolo intellegibile di giunzione tra gli aspetti di elevata complessità clinica e la cura del benessere quotidiano del paziente.
MANAGEMENT INFERMIERISTICO DELL'ENDOCARDITE INFETTIVA :UNA REVISIONE DELLA LETTERATURA.
CAPOSANO, ELENA
2024/2025
Abstract
L'endocardite infettiva (EI) è una flogosi severa del tessuto endocardiaco la cui genesi è insita nella colonizzazione microbica. Sebbene ci siano straordinari progressi compiuti in ambito diagnostico e terapeutico, questa patologia ha tassi di mortalità e morbilità drammaticamente elevati, evidenziando la fragilità degli equilibri cardiaci a fronte di un’infezione sistemica. La patologia è dotata di una natura proteiforme cioè presenta quadri clinici eterogenei e spesso subdoli, che, in combinazione di manifestazioni cliniche e uno stato epidemiologico in continuo mutamento, la rendono altresì complessa . La diagnosi precoce diventa impresa ardua ed una vera corsa contro il tempo a causa di fattori quali: l’invecchiamento della popolazione, la crescente presenza di pazienti con protesi valvolari e dispositivi cardiaci impiantabili (IDC). A fronte di una severa vulnerabilità biologica del tessuto cardiaco in lotta con la complessità tecnologico-scientifica moderna, si rende necessario un approccio multidisciplinare tempestivo assieme alla prevenzione infermieristica, in modo da contrastare al meglio l’insorgenza della malattia e migliorare l’outcome clinico. Il binomio tra scienza condivisa e umanizzazione della cura è fulcro di un’assistenza capace di incidere sugli esiti clinici e sulla qualità della vita dei pazienti. Obiettivo: La revisione ha l'obiettivo di indagare le evidenze scientifiche dell’ultimo decennio relative all'efficacia dell'Endocarditis Team, un’equipe che provvede alla gestione del paziente affetto da EI . Inoltre, l’elaborato sviscera il ruolo specifico dell'infermiere nei seguenti campi: - Strategie di prevenzione delle batteriemie, - Monitoraggio clinico del degente, - Educazione sanitaria del paziente a rischio. Materiali e Metodi: In fase preliminare si effettua una disamina sistematica della letteratura consultando le principali banche dati biomediche, ovvero: PubMed, CINAHL, Cochrane Library e il motore di ricerca accademico Google Scholar. Si cercano e si 5 selezionano perciò gli studi pubblicati nell'ultimo decennio, attribuendo particolare rilievo a: - Linee Guida ESC 2023 (Delgado V et al.,2024) - Criteri diagnostici Duke-ISCID (Fowler V.G. et al., 2023) - Dati presenti nei registri multicentrici internazionali Terminato il processo di selezione, si sono individuati tredici studi scientifici ritenuti metodologicamente idonei per pertinenza e rigore agli obiettivi di ricerca. Risultati: Dal punto di vista strettamente analitico, i dati evidenziano: - La riduzione della mortalità ospedaliera attraverso l'istituzione di un Endocarditis Team multidisciplinare e l'ottimizzazione dei protocolli diagnostici e del timing chirurgico . - L’aumento della sensibilità diagnostica attraverso l’integrazione sistematica dell'imaging multimodale (PET/TC e TC cardiaca) rispetto ai criteri tradizionali. - La prevenzione di recidive rispetto alla sola profilassi antibiotica è data sul fronte assistenziale attraverso interventi infermieristici e nurse caring, focalizzati alla gestione asettica degli accessi vascolari e su programmi di educazione sanitaria relativi all'igiene orale quotidiana. Conclusioni: La estenuante lotta all'endocardite infettiva risiede quindi, nella sinergia imprescindibile tra eccellenza diagnostica, coordinamento multidisciplinare e nurse caring. L’infermiere, perciò, è una figura cardine in primis in qualità di educatore e garante della sicurezza del paziente, e quindi, in fase di prevenzione, e poi, indispensabile nella fase acuta del monitoraggio. Ha il ruolo intellegibile di giunzione tra gli aspetti di elevata complessità clinica e la cura del benessere quotidiano del paziente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26665