La presente tesi analizza l'economia dei Small Modular Reactors nel contesto della transizione energetica globale verso le zero emissioni nette entro il 2050, valutando se il modello produttivo modulare possa superare i limiti economici e finanziari che hanno storicamente ostacolato lo sviluppo del nucleare su larga scala. I risultati mostrano che la riduzione della capacità al di sotto dei 300 MWe introduce una penalità termodinamica che aumenta il costo specifico di costruzione tra il 13% e l'83% rispetto ai reattori convenzionali. Tuttavia, simulazioni Monte Carlo e modelli di apprendimento industriale dimostrano che, raggiungendo un tasso di apprendimento del 10-15% attraverso la produzione serializzata in fabbrica, il break-even economico può essere ottenuto entro i primi 8-24 esemplari prodotti, con un LCOE mediano stimato intorno ai 60 USD/MWh entro il 2050. L'analisi comparativa tra Stati Uniti e Cina evidenzia una netta divergenza nei modelli istituzionali: mentre gli USA puntano sul capitale privato e sulla domanda delle grandi aziende tecnologiche, la Cina sfrutta finanziamenti statali a tassi fino all'1,4%, raggiungendo costi di costruzione di 2.500-3.000 USD/kW, circa un terzo di quelli occidentali. L’analisi empirica condotta su un dataset proprietario del gruppo di ricerca del Professore Marco Cucculelli presso l’Università Politecnica delle Marche rivela una struttura di mercato asimmetrica dominata dal Nord America con oltre l'81% dei capitali globali, e una severa strozzatura finanziaria nella fase di scale-up, con solo 6 sviluppatori attivi al livello Series B rispetto ai 59 della fase iniziale. In conclusione, il successo commerciale degli SMR dipenderà non solo dalla validità tecnologica, ma dalla capacità di sostenere impegni finanziari a lungo termine, armonizzare i quadri regolatori internazionali e sviluppare catene di approvvigionamento standardizzate su scala globale.
The Economics of Nuclear Energy: The case study of Small Modular Reactors
GALLUZZO, FILIPPO
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza l'economia dei Small Modular Reactors nel contesto della transizione energetica globale verso le zero emissioni nette entro il 2050, valutando se il modello produttivo modulare possa superare i limiti economici e finanziari che hanno storicamente ostacolato lo sviluppo del nucleare su larga scala. I risultati mostrano che la riduzione della capacità al di sotto dei 300 MWe introduce una penalità termodinamica che aumenta il costo specifico di costruzione tra il 13% e l'83% rispetto ai reattori convenzionali. Tuttavia, simulazioni Monte Carlo e modelli di apprendimento industriale dimostrano che, raggiungendo un tasso di apprendimento del 10-15% attraverso la produzione serializzata in fabbrica, il break-even economico può essere ottenuto entro i primi 8-24 esemplari prodotti, con un LCOE mediano stimato intorno ai 60 USD/MWh entro il 2050. L'analisi comparativa tra Stati Uniti e Cina evidenzia una netta divergenza nei modelli istituzionali: mentre gli USA puntano sul capitale privato e sulla domanda delle grandi aziende tecnologiche, la Cina sfrutta finanziamenti statali a tassi fino all'1,4%, raggiungendo costi di costruzione di 2.500-3.000 USD/kW, circa un terzo di quelli occidentali. L’analisi empirica condotta su un dataset proprietario del gruppo di ricerca del Professore Marco Cucculelli presso l’Università Politecnica delle Marche rivela una struttura di mercato asimmetrica dominata dal Nord America con oltre l'81% dei capitali globali, e una severa strozzatura finanziaria nella fase di scale-up, con solo 6 sviluppatori attivi al livello Series B rispetto ai 59 della fase iniziale. In conclusione, il successo commerciale degli SMR dipenderà non solo dalla validità tecnologica, ma dalla capacità di sostenere impegni finanziari a lungo termine, armonizzare i quadri regolatori internazionali e sviluppare catene di approvvigionamento standardizzate su scala globale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26949