La trasformazione digitale è considerata uno dei principali fattori di cambiamento economico e organizzativo delle economie contemporanee. Nonostante la crescente diffusione delle tecnologie digitali, il rapporto tra digitalizzazione e produttività continua tuttavia a presentare elementi di ambiguità teorica ed empirica, riconducibili al cosiddetto Productivity Paradox e alle interpretazioni più recenti basate sul framework della Productivity J-curve. In questo contesto, particolare interesse riveste il caso italiano, caratterizzato da persistenti difficoltà nella dinamica della produttività e da un livello di digitalizzazione delle imprese ancora inferiore alla media europea in diverse dimensioni rilevanti. La ricerca analizza la relazione tra digitalizzazione, innovazione e produttività nei settori economici italiani, distinguendo tra effetti contemporanei e dinamici. A tal fine è stato costruito un dataset settoriale integrato a livello ATECO a due cifre, ottenuto attraverso la combinazione di diverse fonti statistiche ufficiali ISTAT relative alla digitalizzazione delle imprese, all’innovazione, alla struttura produttiva e alle performance economiche. La digitalizzazione e l’innovazione sono state misurate mediante indici sintetici multidimensionali, mentre la produttività è stata rappresentata dal valore aggiunto per addetto equivalente a tempo pieno. L’analisi empirica si basa su statistiche descrittive, correlazioni, modelli di regressione, verifiche di robustezza, analisi dinamiche su differenti orizzonti temporali e tecniche di cluster analysis. I risultati evidenziano una relazione positiva tra digitalizzazione e livelli di produttività, confermando che i settori maggiormente digitalizzati tendono a presentare performance produttive più elevate. Al contrario, digitalizzazione e innovazione risultano solo debolmente correlate tra loro, suggerendo che rappresentino dimensioni distinte dei processi di trasformazione economica. L’analisi delle componenti della digitalizzazione mostra inoltre che non tutte le dimensioni contribuiscono allo stesso modo alla produttività: mentre l’infrastruttura digitale di base presenta un’associazione negativa, le dimensioni legate ai processi interni, al capitale umano ICT e alla sicurezza e governance digitale risultano maggiormente associate a livelli produttivi più elevati, suggerendo che i benefici della trasformazione digitale dipendano soprattutto dalla sua integrazione organizzativa. La cluster analysis identifica inoltre profili settoriali differenziati di digitalizzazione, evidenziando come la trasformazione digitale non segua una traiettoria unica tra i diversi settori dell’economia italiana. Le analisi dinamiche mostrano inoltre che la digitalizzazione può essere associata a una crescita della produttività più debole o negativa nel breve-medio periodo, in linea con le interpretazioni riconducibili alla Productivity J-curve e ai costi di adattamento organizzativo richiesti dall’adozione delle nuove tecnologie. L’innovazione presenta effetti positivi sui livelli di produttività ma risultati dinamici più eterogenei e meno stabili. Né la digitalizzazione né l’innovazione mostrano invece associazioni sistematiche con la crescita del fatturato. Il contributo della ricerca consiste nell’integrare prospettive teoriche e analisi empirica attraverso un approccio settoriale originale basato su dati ufficiali italiani, distinguendo esplicitamente tra digitalizzazione e innovazione e analizzandone gli effetti sia statici sia dinamici. I risultati suggeriscono che i benefici economici della trasformazione digitale dipendano non soltanto dall’adozione delle tecnologie, ma anche dalla presenza di capacità organizzative, competenze e complementarità in grado di tradurre gli investimenti digitali in miglioramenti effettivi della produttività.
Unpacking the digitalisation-innovation-productivity nexus: empirical evidence from Italian industries
ORCI, BIANCA
2025/2026
Abstract
La trasformazione digitale è considerata uno dei principali fattori di cambiamento economico e organizzativo delle economie contemporanee. Nonostante la crescente diffusione delle tecnologie digitali, il rapporto tra digitalizzazione e produttività continua tuttavia a presentare elementi di ambiguità teorica ed empirica, riconducibili al cosiddetto Productivity Paradox e alle interpretazioni più recenti basate sul framework della Productivity J-curve. In questo contesto, particolare interesse riveste il caso italiano, caratterizzato da persistenti difficoltà nella dinamica della produttività e da un livello di digitalizzazione delle imprese ancora inferiore alla media europea in diverse dimensioni rilevanti. La ricerca analizza la relazione tra digitalizzazione, innovazione e produttività nei settori economici italiani, distinguendo tra effetti contemporanei e dinamici. A tal fine è stato costruito un dataset settoriale integrato a livello ATECO a due cifre, ottenuto attraverso la combinazione di diverse fonti statistiche ufficiali ISTAT relative alla digitalizzazione delle imprese, all’innovazione, alla struttura produttiva e alle performance economiche. La digitalizzazione e l’innovazione sono state misurate mediante indici sintetici multidimensionali, mentre la produttività è stata rappresentata dal valore aggiunto per addetto equivalente a tempo pieno. L’analisi empirica si basa su statistiche descrittive, correlazioni, modelli di regressione, verifiche di robustezza, analisi dinamiche su differenti orizzonti temporali e tecniche di cluster analysis. I risultati evidenziano una relazione positiva tra digitalizzazione e livelli di produttività, confermando che i settori maggiormente digitalizzati tendono a presentare performance produttive più elevate. Al contrario, digitalizzazione e innovazione risultano solo debolmente correlate tra loro, suggerendo che rappresentino dimensioni distinte dei processi di trasformazione economica. L’analisi delle componenti della digitalizzazione mostra inoltre che non tutte le dimensioni contribuiscono allo stesso modo alla produttività: mentre l’infrastruttura digitale di base presenta un’associazione negativa, le dimensioni legate ai processi interni, al capitale umano ICT e alla sicurezza e governance digitale risultano maggiormente associate a livelli produttivi più elevati, suggerendo che i benefici della trasformazione digitale dipendano soprattutto dalla sua integrazione organizzativa. La cluster analysis identifica inoltre profili settoriali differenziati di digitalizzazione, evidenziando come la trasformazione digitale non segua una traiettoria unica tra i diversi settori dell’economia italiana. Le analisi dinamiche mostrano inoltre che la digitalizzazione può essere associata a una crescita della produttività più debole o negativa nel breve-medio periodo, in linea con le interpretazioni riconducibili alla Productivity J-curve e ai costi di adattamento organizzativo richiesti dall’adozione delle nuove tecnologie. L’innovazione presenta effetti positivi sui livelli di produttività ma risultati dinamici più eterogenei e meno stabili. Né la digitalizzazione né l’innovazione mostrano invece associazioni sistematiche con la crescita del fatturato. Il contributo della ricerca consiste nell’integrare prospettive teoriche e analisi empirica attraverso un approccio settoriale originale basato su dati ufficiali italiani, distinguendo esplicitamente tra digitalizzazione e innovazione e analizzandone gli effetti sia statici sia dinamici. I risultati suggeriscono che i benefici economici della trasformazione digitale dipendano non soltanto dall’adozione delle tecnologie, ma anche dalla presenza di capacità organizzative, competenze e complementarità in grado di tradurre gli investimenti digitali in miglioramenti effettivi della produttività.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/26971