In Italia, molte strutture sportive nate come luoghi specia lizzati per l’allenamento e la competizione si trovano oggi in una condizione di progressiva obsolescenza: edifici ener givori, spazi rigidi, impianti datati, scarsa accessibilità e un rapporto spesso debole con la città e con la comunità. Questa tesi nasce dalla volontà di interpretare tale critici tà non come un limite, ma come un’occasione progettua le: trasformare la palestra sportiva esistente da sempli ce contenitore tecnico a infrastruttura urbana, sociale ed energetica. Il lavoro affronta il tema della riqualificazione e dell’amplia mento di una palestra per l’atletica leggera utilizzata per competizioni ufficiali e per l’allenamento di atleti di alto li vello. Il caso studio diventa il punto di partenza per costru ire un metodo di intervento replicabile, applicabile al vasto patrimonio di impianti sportivi obsoleti presenti sul territo rio italiano. Alla base della ricerca vi è una precisa posizione proget tuale: recuperare l’esistente significa riconoscere valore in ciò che appare superato, degradato o marginale. In questa direzione, il progetto assume come riferimenti culturali l’at tenzione di Renzo Piano per la leggerezza costruttiva e la qualità dello spazio pubblico, la capacità di Lacaton & Vas sal di trasformare l’esistente attraverso interventi essen ziali, generosi e sostenibili, e la lezione di Giancarlo De Car lo, per il quale l’architettura deve essere sempre legata alla vita delle persone e ai processi collettivi. La tesi esplora così la possibilità di restituire qualità architettonica a edifi ci ordinari attraverso interventi misurati, materiali accessi bili e soluzioni compatibili con budget limitati. A partire da questa diagnosi, il progetto propone strategie integrate di riqualificazione dell’involucro, efficientamento impiantistico, ampliamento funzionale, riorganizzazione dei A ussi e intoduzione di nuovi spazi aperti alla cittadinanza. Particolare attenzione è rivolta alla scelta dei materiali, va lutati non solo per le prestazioni tecniche e ambientali, ma anche per durabilità, manutenzione, convenienza economi ca e ciclo di vita. L’obiettivo finale è dimostrare come la riqualificazione energetica possa diventare il motore di una trasformazio ne più ampia: da palestra obsoleta a polo sportivo e co munitario, capace di unire agonismo, benessere, socialità e qualità urbana, anche attraverso interventi sostenibili, eco nomicamente realistici e architettonicamente significativi.

In Italia, molte strutture sportive nate come luoghi specia lizzati per l’allenamento e la competizione si trovano oggi in una condizione di progressiva obsolescenza: edifici ener givori, spazi rigidi, impianti datati, scarsa accessibilità e un rapporto spesso debole con la città e con la comunità. Questa tesi nasce dalla volontà di interpretare tale critici tà non come un limite, ma come un’occasione progettua le: trasformare la palestra sportiva esistente da sempli ce contenitore tecnico a infrastruttura urbana, sociale ed energetica. Il lavoro affronta il tema della riqualificazione e dell’amplia mento di una palestra per l’atletica leggera utilizzata per competizioni ufficiali e per l’allenamento di atleti di alto li vello. Il caso studio diventa il punto di partenza per costru ire un metodo di intervento replicabile, applicabile al vasto patrimonio di impianti sportivi obsoleti presenti sul territo rio italiano. Alla base della ricerca vi è una precisa posizione proget tuale: recuperare l’esistente significa riconoscere valore in ciò che appare superato, degradato o marginale. In questa direzione, il progetto assume come riferimenti culturali l’at tenzione di Renzo Piano per la leggerezza costruttiva e la qualità dello spazio pubblico, la capacità di Lacaton & Vas sal di trasformare l’esistente attraverso interventi essen ziali, generosi e sostenibili, e la lezione di Giancarlo De Car lo, per il quale l’architettura deve essere sempre legata alla vita delle persone e ai processi collettivi. La tesi esplora così la possibilità di restituire qualità architettonica a edifi ci ordinari attraverso interventi misurati, materiali accessi bili e soluzioni compatibili con budget limitati. A partire da questa diagnosi, il progetto propone strategie integrate di riqualificazione dell’involucro, efficientamento impiantistico, ampliamento funzionale, riorganizzazione dei A ussi e intoduzione di nuovi spazi aperti alla cittadinanza. Particolare attenzione è rivolta alla scelta dei materiali, va lutati non solo per le prestazioni tecniche e ambientali, ma anche per durabilità, manutenzione, convenienza economi ca e ciclo di vita. L’obiettivo finale è dimostrare come la riqualificazione energetica possa diventare il motore di una trasformazio ne più ampia: da palestra obsoleta a polo sportivo e co munitario, capace di unire agonismo, benessere, socialità e qualità urbana, anche attraverso interventi sostenibili, eco nomicamente realistici e architettonicamente significativi.

Spazio, Sport, Società Rigenerare palestre, costruire comunità: il caso della palestra di atletica leggera di Fermo

DE THOMASIS, MARCO
2025/2026

Abstract

In Italia, molte strutture sportive nate come luoghi specia lizzati per l’allenamento e la competizione si trovano oggi in una condizione di progressiva obsolescenza: edifici ener givori, spazi rigidi, impianti datati, scarsa accessibilità e un rapporto spesso debole con la città e con la comunità. Questa tesi nasce dalla volontà di interpretare tale critici tà non come un limite, ma come un’occasione progettua le: trasformare la palestra sportiva esistente da sempli ce contenitore tecnico a infrastruttura urbana, sociale ed energetica. Il lavoro affronta il tema della riqualificazione e dell’amplia mento di una palestra per l’atletica leggera utilizzata per competizioni ufficiali e per l’allenamento di atleti di alto li vello. Il caso studio diventa il punto di partenza per costru ire un metodo di intervento replicabile, applicabile al vasto patrimonio di impianti sportivi obsoleti presenti sul territo rio italiano. Alla base della ricerca vi è una precisa posizione proget tuale: recuperare l’esistente significa riconoscere valore in ciò che appare superato, degradato o marginale. In questa direzione, il progetto assume come riferimenti culturali l’at tenzione di Renzo Piano per la leggerezza costruttiva e la qualità dello spazio pubblico, la capacità di Lacaton & Vas sal di trasformare l’esistente attraverso interventi essen ziali, generosi e sostenibili, e la lezione di Giancarlo De Car lo, per il quale l’architettura deve essere sempre legata alla vita delle persone e ai processi collettivi. La tesi esplora così la possibilità di restituire qualità architettonica a edifi ci ordinari attraverso interventi misurati, materiali accessi bili e soluzioni compatibili con budget limitati. A partire da questa diagnosi, il progetto propone strategie integrate di riqualificazione dell’involucro, efficientamento impiantistico, ampliamento funzionale, riorganizzazione dei A ussi e intoduzione di nuovi spazi aperti alla cittadinanza. Particolare attenzione è rivolta alla scelta dei materiali, va lutati non solo per le prestazioni tecniche e ambientali, ma anche per durabilità, manutenzione, convenienza economi ca e ciclo di vita. L’obiettivo finale è dimostrare come la riqualificazione energetica possa diventare il motore di una trasformazio ne più ampia: da palestra obsoleta a polo sportivo e co munitario, capace di unire agonismo, benessere, socialità e qualità urbana, anche attraverso interventi sostenibili, eco nomicamente realistici e architettonicamente significativi.
2025
2026-07-08
Space, Sport, Society Regenerating gyms, building communities: the case of the athletics
In Italia, molte strutture sportive nate come luoghi specia lizzati per l’allenamento e la competizione si trovano oggi in una condizione di progressiva obsolescenza: edifici ener givori, spazi rigidi, impianti datati, scarsa accessibilità e un rapporto spesso debole con la città e con la comunità. Questa tesi nasce dalla volontà di interpretare tale critici tà non come un limite, ma come un’occasione progettua le: trasformare la palestra sportiva esistente da sempli ce contenitore tecnico a infrastruttura urbana, sociale ed energetica. Il lavoro affronta il tema della riqualificazione e dell’amplia mento di una palestra per l’atletica leggera utilizzata per competizioni ufficiali e per l’allenamento di atleti di alto li vello. Il caso studio diventa il punto di partenza per costru ire un metodo di intervento replicabile, applicabile al vasto patrimonio di impianti sportivi obsoleti presenti sul territo rio italiano. Alla base della ricerca vi è una precisa posizione proget tuale: recuperare l’esistente significa riconoscere valore in ciò che appare superato, degradato o marginale. In questa direzione, il progetto assume come riferimenti culturali l’at tenzione di Renzo Piano per la leggerezza costruttiva e la qualità dello spazio pubblico, la capacità di Lacaton & Vas sal di trasformare l’esistente attraverso interventi essen ziali, generosi e sostenibili, e la lezione di Giancarlo De Car lo, per il quale l’architettura deve essere sempre legata alla vita delle persone e ai processi collettivi. La tesi esplora così la possibilità di restituire qualità architettonica a edifi ci ordinari attraverso interventi misurati, materiali accessi bili e soluzioni compatibili con budget limitati. A partire da questa diagnosi, il progetto propone strategie integrate di riqualificazione dell’involucro, efficientamento impiantistico, ampliamento funzionale, riorganizzazione dei A ussi e intoduzione di nuovi spazi aperti alla cittadinanza. Particolare attenzione è rivolta alla scelta dei materiali, va lutati non solo per le prestazioni tecniche e ambientali, ma anche per durabilità, manutenzione, convenienza economi ca e ciclo di vita. L’obiettivo finale è dimostrare come la riqualificazione energetica possa diventare il motore di una trasformazio ne più ampia: da palestra obsoleta a polo sportivo e co munitario, capace di unire agonismo, benessere, socialità e qualità urbana, anche attraverso interventi sostenibili, eco nomicamente realistici e architettonicamente significativi.
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Descrizione: LA RIGENERAZIONE DEGLI EDIFICI SPORTIVI DISMESSI COME SPAZI DI INCONTRO, BENESSERE E COMUNITÀ
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/27769