Il presente lavoro di tesi affronta il problema della formazione pratica in ambito di sicurezza informatica enterprise attraverso la progettazione, l'implementazione e la validazione empirica di un Cyber Range multi-tier originale. Il laboratorio riproduce fedelmente la topologia di un'infrastruttura aziendale reale, articolata in tre segmenti di rete segregati: un server DMZ esposto (Tier 1, Node.js/Express), un processore dati legacy isolato (Tier 2, Python/Flask) e un server di database di produzione (Tier 3, MySQL/Python), ciascuno protetto da politiche firewall coercitive. La progettazione dell'infrastruttura è governata da una metodologia originale denominata Insecure Design by Blueprint, con la quale le vulnerabilità non derivano da software obsoleto o da CVE note, bensì sono integrate intenzionalmente nella logica di business e nelle scelte architetturali dei sistemi. Questo approccio consente di emulare la classe di minacce più insidiosa e difficile da mitigare: quella dei difetti di progettazione semantica. La validazione empirica documenta una kill chain end-to-end composta da tredici fasi operative sequenzialmente interdipendenti, che include: XXE Injection, JWT Algorithm Confusion (RS256→HS256), Server-Side Template Injection con esecuzione di codice remoto su EJS, escalation locale dei privilegi tramite abuso di sudoers e bit SUID, movimento laterale via tunnel Chisel multi-hop, Insecure Deserialization su PyYAML, Python Module Hijacking tramite CWD poisoning e, infine, un attacco ransomware fileless con double extortion realizzato abusando delle funzioni crittografiche native di MySQL. Ogni fase è mappata sistematicamente secondo i framework CWE, OWASP Top 10:2025 e MITRE ATT&CK. I risultati dimostrano che un'infrastruttura priva di CVE note può essere compromessa integralmente attraverso la concatenazione deterministica di difetti architetturali e misconfigurazioni sistemistiche, invalidando i paradigmi difensivi basati esclusivamente sulla sicurezza perimetrale e sul patching sintattico. Il lavoro delinea infine linee guida di hardening orientate ai modelli Zero Trust Architecture e Shift-Left Security come fondamento per la progettazione di sistemi resilienti by design.
Rischi di un'infrastruttura enterprise vulnerabile: analisi end-to-end di un attacco informatico tramite tecniche di red teaming
de STASIO, GIUSEPPE
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi affronta il problema della formazione pratica in ambito di sicurezza informatica enterprise attraverso la progettazione, l'implementazione e la validazione empirica di un Cyber Range multi-tier originale. Il laboratorio riproduce fedelmente la topologia di un'infrastruttura aziendale reale, articolata in tre segmenti di rete segregati: un server DMZ esposto (Tier 1, Node.js/Express), un processore dati legacy isolato (Tier 2, Python/Flask) e un server di database di produzione (Tier 3, MySQL/Python), ciascuno protetto da politiche firewall coercitive. La progettazione dell'infrastruttura è governata da una metodologia originale denominata Insecure Design by Blueprint, con la quale le vulnerabilità non derivano da software obsoleto o da CVE note, bensì sono integrate intenzionalmente nella logica di business e nelle scelte architetturali dei sistemi. Questo approccio consente di emulare la classe di minacce più insidiosa e difficile da mitigare: quella dei difetti di progettazione semantica. La validazione empirica documenta una kill chain end-to-end composta da tredici fasi operative sequenzialmente interdipendenti, che include: XXE Injection, JWT Algorithm Confusion (RS256→HS256), Server-Side Template Injection con esecuzione di codice remoto su EJS, escalation locale dei privilegi tramite abuso di sudoers e bit SUID, movimento laterale via tunnel Chisel multi-hop, Insecure Deserialization su PyYAML, Python Module Hijacking tramite CWD poisoning e, infine, un attacco ransomware fileless con double extortion realizzato abusando delle funzioni crittografiche native di MySQL. Ogni fase è mappata sistematicamente secondo i framework CWE, OWASP Top 10:2025 e MITRE ATT&CK. I risultati dimostrano che un'infrastruttura priva di CVE note può essere compromessa integralmente attraverso la concatenazione deterministica di difetti architetturali e misconfigurazioni sistemistiche, invalidando i paradigmi difensivi basati esclusivamente sulla sicurezza perimetrale e sul patching sintattico. Il lavoro delinea infine linee guida di hardening orientate ai modelli Zero Trust Architecture e Shift-Left Security come fondamento per la progettazione di sistemi resilienti by design.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Documento tesi in riferimento al candidato de Stasio Giuseppe matricola S1110490
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