La sostituzione totale di ginocchio, o Total Knee Arthroplasty (TKA), è uno degli interventi chirurgici più frequenti e di maggiore successo nella chirurgia ortopedica. L’obiettivo principale dell’intervento è ridurre il dolore articolare, migliorare la funzionalità del ginocchio e permettere al paziente di riprendere più agevolmente le attività quotidiane. Negli ultimi decenni, la TKA ha mostrato eccellenti risultati clinici e funzionali, con alti tassi di sopravvivenza degli impianti a lungo termine. Nonostante i miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nei materiali protesici, una quota rilevante di pazienti continua, però, a lamentare insoddisfazione o una sensazione non del tutto fisiologica di ginocchio protesizzato. Per questo motivo, negli ultimi anni l’interesse della ricerca si è focalizzato sull’ottimizzazione delle tecniche di impianto e sulla progettazione di nuovi design protesici, al fine di ottenere un ulteriore miglioramento degli outcome clinici e della soddisfazione dei pazienti. Uno dei temi più controversi in chirurgia protesica di ginocchio riguarda il tipo di allineamento che viene utilizzato durante l’intervento di impianto di protesi. Storicamente la TKA è stata eseguita secondo i principi del mechanical alignment, che punta a ripristinare un asse meccanico neutro dell’arto inferiore attraverso resezioni ossee standardizzate e un corretto bilanciamento dei tessuti molli. Questo approccio è stato considerato per lungo tempo il gold standard grazie alla sua riproducibilità e ai buoni risultati registrati in termini di sopravvivenza dell’impianto. Più di recente è stato proposto il concetto di kinematic alignment, un approccio che mira a ricostruire l’anatomia e la cinematica nativa del ginocchio del paziente, rispettando l’allineamento preoperatorio del paziente, così cercando di prevenire un eventuale release dei tessuti molli. L’intento di questa tecnica è quello di ottenere una cinematica articolare più fisiologica e una naturalezza di movimento di ginocchio protesizzato. Parallelamente all’evoluzione delle tecniche di allineamento, anche il design delle protesi di ginocchio ha subito un’importante evoluzione. Tra i modelli più diffusi vi sono le protesi posterior stabilized (PS), caratterizzate dalla presenza di un meccanismo cam-post, finalizzato a sostituire la funzione del legamento crociato posteriore e assicurare la stabilità in flessione e negli ultimi anni sono stati introdotti anche i design medial pivot, caratterizzati da una maggior congruenza del compartimento mediale e da una maggiore libertà di movimento del compartimento laterale, con l’obiettivo di riprodurre la cinematica fisiologica di ginocchio nel modo più fedele possibile. Nonostante le differenze biomeccaniche tra i diversi design protesici, i risultati riportati in letteratura appaiono spesso sovrapponibili, e resta ancora aperta la domanda se il tipo di impianto possa influire sugli outcome clinici e funzionali, in particolare in relazione alla tecnica di allineamento che è stata adottata durante l’intervento. Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo del nostro studio è analizzare i risultati clinici e funzionali in pazienti sottoposti a protesi totale di ginocchio bilaterale, confrontando la combinazione tra i diversi design protesici e tipologia di allinemaneto (allineamento restricted kinematic con design MC vs allineamento meccanico con designe posterior stabilized) e valutando se esista un’influenza della tecnica di allineamento combinata al design sugli outcome post-operatori.

Esiti clinici e funzionali nella protesi totale di ginocchio bilaterale: confronto intra paziente Medial congruent con allineamento cinematico ristretto vs Posterior stabilized con allineamento meccanico

PIERANTONI, GREGORIO
2025/2026

Abstract

La sostituzione totale di ginocchio, o Total Knee Arthroplasty (TKA), è uno degli interventi chirurgici più frequenti e di maggiore successo nella chirurgia ortopedica. L’obiettivo principale dell’intervento è ridurre il dolore articolare, migliorare la funzionalità del ginocchio e permettere al paziente di riprendere più agevolmente le attività quotidiane. Negli ultimi decenni, la TKA ha mostrato eccellenti risultati clinici e funzionali, con alti tassi di sopravvivenza degli impianti a lungo termine. Nonostante i miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nei materiali protesici, una quota rilevante di pazienti continua, però, a lamentare insoddisfazione o una sensazione non del tutto fisiologica di ginocchio protesizzato. Per questo motivo, negli ultimi anni l’interesse della ricerca si è focalizzato sull’ottimizzazione delle tecniche di impianto e sulla progettazione di nuovi design protesici, al fine di ottenere un ulteriore miglioramento degli outcome clinici e della soddisfazione dei pazienti. Uno dei temi più controversi in chirurgia protesica di ginocchio riguarda il tipo di allineamento che viene utilizzato durante l’intervento di impianto di protesi. Storicamente la TKA è stata eseguita secondo i principi del mechanical alignment, che punta a ripristinare un asse meccanico neutro dell’arto inferiore attraverso resezioni ossee standardizzate e un corretto bilanciamento dei tessuti molli. Questo approccio è stato considerato per lungo tempo il gold standard grazie alla sua riproducibilità e ai buoni risultati registrati in termini di sopravvivenza dell’impianto. Più di recente è stato proposto il concetto di kinematic alignment, un approccio che mira a ricostruire l’anatomia e la cinematica nativa del ginocchio del paziente, rispettando l’allineamento preoperatorio del paziente, così cercando di prevenire un eventuale release dei tessuti molli. L’intento di questa tecnica è quello di ottenere una cinematica articolare più fisiologica e una naturalezza di movimento di ginocchio protesizzato. Parallelamente all’evoluzione delle tecniche di allineamento, anche il design delle protesi di ginocchio ha subito un’importante evoluzione. Tra i modelli più diffusi vi sono le protesi posterior stabilized (PS), caratterizzate dalla presenza di un meccanismo cam-post, finalizzato a sostituire la funzione del legamento crociato posteriore e assicurare la stabilità in flessione e negli ultimi anni sono stati introdotti anche i design medial pivot, caratterizzati da una maggior congruenza del compartimento mediale e da una maggiore libertà di movimento del compartimento laterale, con l’obiettivo di riprodurre la cinematica fisiologica di ginocchio nel modo più fedele possibile. Nonostante le differenze biomeccaniche tra i diversi design protesici, i risultati riportati in letteratura appaiono spesso sovrapponibili, e resta ancora aperta la domanda se il tipo di impianto possa influire sugli outcome clinici e funzionali, in particolare in relazione alla tecnica di allineamento che è stata adottata durante l’intervento. Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo del nostro studio è analizzare i risultati clinici e funzionali in pazienti sottoposti a protesi totale di ginocchio bilaterale, confrontando la combinazione tra i diversi design protesici e tipologia di allinemaneto (allineamento restricted kinematic con design MC vs allineamento meccanico con designe posterior stabilized) e valutando se esista un’influenza della tecnica di allineamento combinata al design sugli outcome post-operatori.
2025
2026-10-13
Clinical and functional outcomes in bilateral total knee arthroplasty: intra-patient comparison of medial congruent with restricted kinematic alignment vs. posterior stabilized with mechanical alignment
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