This review-based study evaluates the physical, chemical and energetic characteristics of several residual biomasses representative of the Italian agricultural and forestry landscape, with a view to their use in producing pellets intended for food cooking, known as food pellets. The need arises from the lack of a specific technical standard for this product category: producers often rely on self-certification without verifiable data. The comparison was therefore carried out using the thresholds of the UNI EN ISO 17225-2 and 17225-6 standards, designed for energy-use pellets. Ten herbaceous and woody biomasses were selected starting from ISTAT data, compared with oak as a reference biomass and assessed against the quality parameters set by the standards. The analysis also considered the behaviour during combustion of the main elements potentially harmful to food: polycyclic aromatic hydrocarbons, heavy metals, nitrogen, sulphur and chlorine. The results show a heterogeneous picture, in which no biomass fully complies with the standard: cherry wood shows the most suitable overall profile, followed by pear and olive, while cereal straw, sunflower and maize are the least suitable matrices. Limitations related to the heterogeneity of sources and the absence of food-cooking-specific thresholds emerge, suggesting the future development of a dedicated standard for food pellets

Il presente lavoro, di carattere compilativo, valuta le caratteristiche fisiche, chimiche ed energetiche di alcune biomasse residuali rappresentative del panorama agricolo e forestale italiano, in vista del loro impiego nella produzione di pellet destinato alla cottura degli alimenti, denominato food pellet. L'esigenza nasce dall'assenza di una normativa tecnica specifica per questa categoria di prodotto: i produttori si limitano spesso a un'autocertificazione priva di dati verificabili. Il confronto è stato quindi condotto utilizzando come riferimento le soglie delle norme UNI EN ISO 17225-2 e 17225-6, concepite per il pellet a uso energetico. A partire dai dati ISTAT sono state selezionate dieci biomasse, erbacee e arboree, confrontate con la quercia come biomassa di riferimento e valutate rispetto ai parametri di qualità previsti dalla norma. L'analisi ha considerato inoltre il comportamento durante la combustione dei principali elementi potenzialmente dannosi per gli alimenti: idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, azoto, zolfo e cloro. I risultati mostrano un quadro eterogeneo, in cui nessuna biomassa soddisfa integralmente la norma: il ciliegio presenta il profilo complessivamente più idoneo, seguito da pero e ulivo, mentre paglia, girasole e mais risultano le matrici meno adatte. Emergono limiti legati all'eterogeneità delle fonti e all'assenza di soglie specifiche per la cottura alimentare, che suggeriscono lo sviluppo futuro di una normativa dedicata al food pellet.

UTILIZZO DI BIOMASSE LIGNOCELLULOSICHE PER LA PRODUZIONE DI PELLET AD USO ALIMENTARE

NARDI, MATTEO
2025/2026

Abstract

This review-based study evaluates the physical, chemical and energetic characteristics of several residual biomasses representative of the Italian agricultural and forestry landscape, with a view to their use in producing pellets intended for food cooking, known as food pellets. The need arises from the lack of a specific technical standard for this product category: producers often rely on self-certification without verifiable data. The comparison was therefore carried out using the thresholds of the UNI EN ISO 17225-2 and 17225-6 standards, designed for energy-use pellets. Ten herbaceous and woody biomasses were selected starting from ISTAT data, compared with oak as a reference biomass and assessed against the quality parameters set by the standards. The analysis also considered the behaviour during combustion of the main elements potentially harmful to food: polycyclic aromatic hydrocarbons, heavy metals, nitrogen, sulphur and chlorine. The results show a heterogeneous picture, in which no biomass fully complies with the standard: cherry wood shows the most suitable overall profile, followed by pear and olive, while cereal straw, sunflower and maize are the least suitable matrices. Limitations related to the heterogeneity of sources and the absence of food-cooking-specific thresholds emerge, suggesting the future development of a dedicated standard for food pellets
2025
2026-10-07
THE USE OF LIGNOCELLULOSIC BIOMASSES FOR THE PRODUCTION OF FOOD-GRADE PELLET
Il presente lavoro, di carattere compilativo, valuta le caratteristiche fisiche, chimiche ed energetiche di alcune biomasse residuali rappresentative del panorama agricolo e forestale italiano, in vista del loro impiego nella produzione di pellet destinato alla cottura degli alimenti, denominato food pellet. L'esigenza nasce dall'assenza di una normativa tecnica specifica per questa categoria di prodotto: i produttori si limitano spesso a un'autocertificazione priva di dati verificabili. Il confronto è stato quindi condotto utilizzando come riferimento le soglie delle norme UNI EN ISO 17225-2 e 17225-6, concepite per il pellet a uso energetico. A partire dai dati ISTAT sono state selezionate dieci biomasse, erbacee e arboree, confrontate con la quercia come biomassa di riferimento e valutate rispetto ai parametri di qualità previsti dalla norma. L'analisi ha considerato inoltre il comportamento durante la combustione dei principali elementi potenzialmente dannosi per gli alimenti: idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, azoto, zolfo e cloro. I risultati mostrano un quadro eterogeneo, in cui nessuna biomassa soddisfa integralmente la norma: il ciliegio presenta il profilo complessivamente più idoneo, seguito da pero e ulivo, mentre paglia, girasole e mais risultano le matrici meno adatte. Emergono limiti legati all'eterogeneità delle fonti e all'assenza di soglie specifiche per la cottura alimentare, che suggeriscono lo sviluppo futuro di una normativa dedicata al food pellet.
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