Il lago Tonlè Sap ha una stretta connessione con il fiume Mekong ed è il più grande lago di acqua dolce del sud-est asiatico , il nome significa "Grande fiume dalle acque fresche", ma viene più comunemente tradotto come "Grande lago". È stato dichiarato "riserva della biosfera" dall'UNESCO nel 1997 ed ha ampie zone comprese in aree protette a livello internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Il presente lavoro si pone come obbiettivo l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici e delle pressioni antropiche sul sistema idrografico Mekong–Tonlè Sap, con particolare attenzione alle conseguenze geomorfologiche, ambientali ed economico-sociali che interessano la Cambogia. Nella prima parte viene descritto il contesto geografico, geologico, geomorfologico, climatico e socio-economico del Paese. Successivamente è stato analizzato il funzionamento del meccanismo del flood pulse, tra il sistema Tonlè Sap – Mekong, che durante la stagione delle piogge determina l'inversione del flusso del fiume Tonlè Sap, consentendo l'espansione del lago, il deposito dei sedimenti fertili, la ricarica delle pianure alluvionali e il mantenimento di uno degli ecosistemi di acqua dolce più produttivi del pianeta. Sono stati analizzati il bilancio sedimentario e il trasporto dei sedimenti, il cui equilibrio è stato profondamente modificato negli ultimi decenni. Dalle ricerche fatte è emerso che i cambiamenti antropici dovuti alla costruzione di numerose dighe sia nel Mekong che lungo il corso dei suoi affluenti insieme al cambiamento climatico stanno influenzando in modo significativo il funzionamento naturale del fiume, le sue pianure alluvionali e il delta. La costruzione di numerose dighe idroelettriche lungo il corso principale del Mekong e dei suoi affluenti, infatti, ha ridotto in modo significativo il trasporto dei sedimenti verso valle, mentre la crescente estrazione di sabbia dall'alveo del fiume ha accentuato l'incisione del letto fluviale e l'abbassamento del livello idrico del fiume Mekong riducendo il gradiente idraulico nei confronti del sistema Lago -Fiume Tonlè Sap. Tali processi hanno alterato il meccanismo del “flood pulse”, riducendo l'intensità e la durata dell'inversione stagionale del flusso del fiume Mekong verso il lago Tonlè Sap. La diminuzione dell'apporto sedimentario e delle inondazioni stagionali determina importanti conseguenze, tra cui la perdita di fertilità delle pianure alluvionali, la riduzione della resa della pesca, la progressiva degradazione degli habitat naturali e la perdita dei servizi ecosistemici ad essi connessi, nonché l'erosione delle sponde, del delta del Mekong e l’intrusione del cuneo salino nelle zone del delta. Il cambiamento climatico, inoltre, modifica il regime delle precipitazioni e aumenta la frequenza di eventi estremi, aggravando ulteriormente gli squilibri idrologici. Tali trasformazioni hanno ripercussioni dirette sulle comunità locali, fortemente dipendenti dalla pesca, dall'agricoltura e dai servizi ecosistemici forniti dal sistema Mekong–Tonlè Sap. La riduzione della produttività ittica, la diminuzione della fertilità dei terreni agricoli e l'aumento della vulnerabilità ai fenomeni climatici estremi compromettono la sicurezza alimentare, favoriscono l'aumento della povertà rurale e intensificano i fenomeni migratori. Infine, vengono esaminate le principali strategie di mitigazione proposte dalla letteratura scientifica e dagli organismi internazionali, tra cui una gestione coordinata delle dighe, la regolamentazione dell'estrazione dei sedimenti e il suo monitoraggio, il ripristino del bilancio sedimentario, la tutela delle aree di particolare pregio ambientale, l'impiego di materiali alternativi alla sabbia fluviale e il rafforzamento della cooperazione internazionale attraverso la Mekong River Commission.
IMPATTO CLIMATICO E ANTROPICO SUL FIUME MEKONG, CON PARTICOLARE RIGUARDO AL LAGO TONLE’ SAP, ANALISI DELLE CONSEGUENZE ECONOMICO SOCIALI
BUCCI, GLENDA
2025/2026
Abstract
Il lago Tonlè Sap ha una stretta connessione con il fiume Mekong ed è il più grande lago di acqua dolce del sud-est asiatico , il nome significa "Grande fiume dalle acque fresche", ma viene più comunemente tradotto come "Grande lago". È stato dichiarato "riserva della biosfera" dall'UNESCO nel 1997 ed ha ampie zone comprese in aree protette a livello internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Il presente lavoro si pone come obbiettivo l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici e delle pressioni antropiche sul sistema idrografico Mekong–Tonlè Sap, con particolare attenzione alle conseguenze geomorfologiche, ambientali ed economico-sociali che interessano la Cambogia. Nella prima parte viene descritto il contesto geografico, geologico, geomorfologico, climatico e socio-economico del Paese. Successivamente è stato analizzato il funzionamento del meccanismo del flood pulse, tra il sistema Tonlè Sap – Mekong, che durante la stagione delle piogge determina l'inversione del flusso del fiume Tonlè Sap, consentendo l'espansione del lago, il deposito dei sedimenti fertili, la ricarica delle pianure alluvionali e il mantenimento di uno degli ecosistemi di acqua dolce più produttivi del pianeta. Sono stati analizzati il bilancio sedimentario e il trasporto dei sedimenti, il cui equilibrio è stato profondamente modificato negli ultimi decenni. Dalle ricerche fatte è emerso che i cambiamenti antropici dovuti alla costruzione di numerose dighe sia nel Mekong che lungo il corso dei suoi affluenti insieme al cambiamento climatico stanno influenzando in modo significativo il funzionamento naturale del fiume, le sue pianure alluvionali e il delta. La costruzione di numerose dighe idroelettriche lungo il corso principale del Mekong e dei suoi affluenti, infatti, ha ridotto in modo significativo il trasporto dei sedimenti verso valle, mentre la crescente estrazione di sabbia dall'alveo del fiume ha accentuato l'incisione del letto fluviale e l'abbassamento del livello idrico del fiume Mekong riducendo il gradiente idraulico nei confronti del sistema Lago -Fiume Tonlè Sap. Tali processi hanno alterato il meccanismo del “flood pulse”, riducendo l'intensità e la durata dell'inversione stagionale del flusso del fiume Mekong verso il lago Tonlè Sap. La diminuzione dell'apporto sedimentario e delle inondazioni stagionali determina importanti conseguenze, tra cui la perdita di fertilità delle pianure alluvionali, la riduzione della resa della pesca, la progressiva degradazione degli habitat naturali e la perdita dei servizi ecosistemici ad essi connessi, nonché l'erosione delle sponde, del delta del Mekong e l’intrusione del cuneo salino nelle zone del delta. Il cambiamento climatico, inoltre, modifica il regime delle precipitazioni e aumenta la frequenza di eventi estremi, aggravando ulteriormente gli squilibri idrologici. Tali trasformazioni hanno ripercussioni dirette sulle comunità locali, fortemente dipendenti dalla pesca, dall'agricoltura e dai servizi ecosistemici forniti dal sistema Mekong–Tonlè Sap. La riduzione della produttività ittica, la diminuzione della fertilità dei terreni agricoli e l'aumento della vulnerabilità ai fenomeni climatici estremi compromettono la sicurezza alimentare, favoriscono l'aumento della povertà rurale e intensificano i fenomeni migratori. Infine, vengono esaminate le principali strategie di mitigazione proposte dalla letteratura scientifica e dagli organismi internazionali, tra cui una gestione coordinata delle dighe, la regolamentazione dell'estrazione dei sedimenti e il suo monitoraggio, il ripristino del bilancio sedimentario, la tutela delle aree di particolare pregio ambientale, l'impiego di materiali alternativi alla sabbia fluviale e il rafforzamento della cooperazione internazionale attraverso la Mekong River Commission.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/29090