Il cuore agisce come una pompa muscolare che, attraverso l'alternarsi ciclico di contrazione e rilasciamento, garantisce la circolazione del sangue; tale attività meccanica è coordinata da impulsi elettrici generati dal nodo senoatriale e propagati dal sistema di conduzione a tutto il miocardio. L'ischemia cardiaca, definita come uno squilibrio tra la domanda di ossigeno del miocardio e l'apporto garantito dal flusso coronarico, altera i flussi ionici e la durata del potenziale d'azione dei cardiomiociti, modificando la ripolarizzazione ventricolare. Tali alterazioni possono essere rilevate in modo non invasivo mediante l'elettrocardiogramma (ECG), che registra sulla superficie corporea l'attività elettrica del cuore. Tra i parametri elettrocardiografici, l'intervallo QT rappresenta la durata complessiva della depolarizzazione e della ripolarizzazione ventricolare. Poiché varia con la frequenza cardiaca, viene corretto (QTc), e il suo prolungamento è associato a un aumento del rischio aritmico nei pazienti con ischemia. La sua misurazione resta tuttavia complessa, e i metodi automatici tendono a perdere accuratezza proprio quando la morfologia dell'onda T è alterata, come avviene durante l'ischemia. La tesi discute l'intervallo QT in condizioni di ischemia acuta attraverso l'elaborazione automatica del segnale elettrocardiografico. Sono stati analizzati gli ECG a 12 derivazioni di 28 pazienti del database STAFF III, registrati prima, durante e dopo l'occlusione coronarica indotta da angioplastica con gonfiaggio prolungato del palloncino. I segnali sono stati elaborati in MATLAB con il toolbox ECGdeli per calcolare QT, RR e QTc, e le fasi sono state confrontate statisticamente. I risultati hanno mostrato un aumento significativo del QTc durante l'occlusione, che è rimasto elevato anche dopo lo sgonfiaggio del palloncino, accompagnato da una maggiore variabilità dei valori nelle fasi ischemiche. Parte di tale aumento sembra tuttavia legata alla frequenza cardiaca e alla formula di correzione utilizzata. L'analisi automatica dell'intervallo QT si è quindi dimostrata in grado di rilevare le alterazioni indotte dall'ischemia, ma la sua affidabilità richiede particolare attenzione nei tracciati con morfologia dell'onda T alterata.
Ischemia Cardiaca: valutazione dell' intervallo QT elettrocardiografico
BAMONTI, MARIKA
2025/2026
Abstract
Il cuore agisce come una pompa muscolare che, attraverso l'alternarsi ciclico di contrazione e rilasciamento, garantisce la circolazione del sangue; tale attività meccanica è coordinata da impulsi elettrici generati dal nodo senoatriale e propagati dal sistema di conduzione a tutto il miocardio. L'ischemia cardiaca, definita come uno squilibrio tra la domanda di ossigeno del miocardio e l'apporto garantito dal flusso coronarico, altera i flussi ionici e la durata del potenziale d'azione dei cardiomiociti, modificando la ripolarizzazione ventricolare. Tali alterazioni possono essere rilevate in modo non invasivo mediante l'elettrocardiogramma (ECG), che registra sulla superficie corporea l'attività elettrica del cuore. Tra i parametri elettrocardiografici, l'intervallo QT rappresenta la durata complessiva della depolarizzazione e della ripolarizzazione ventricolare. Poiché varia con la frequenza cardiaca, viene corretto (QTc), e il suo prolungamento è associato a un aumento del rischio aritmico nei pazienti con ischemia. La sua misurazione resta tuttavia complessa, e i metodi automatici tendono a perdere accuratezza proprio quando la morfologia dell'onda T è alterata, come avviene durante l'ischemia. La tesi discute l'intervallo QT in condizioni di ischemia acuta attraverso l'elaborazione automatica del segnale elettrocardiografico. Sono stati analizzati gli ECG a 12 derivazioni di 28 pazienti del database STAFF III, registrati prima, durante e dopo l'occlusione coronarica indotta da angioplastica con gonfiaggio prolungato del palloncino. I segnali sono stati elaborati in MATLAB con il toolbox ECGdeli per calcolare QT, RR e QTc, e le fasi sono state confrontate statisticamente. I risultati hanno mostrato un aumento significativo del QTc durante l'occlusione, che è rimasto elevato anche dopo lo sgonfiaggio del palloncino, accompagnato da una maggiore variabilità dei valori nelle fasi ischemiche. Parte di tale aumento sembra tuttavia legata alla frequenza cardiaca e alla formula di correzione utilizzata. L'analisi automatica dell'intervallo QT si è quindi dimostrata in grado di rilevare le alterazioni indotte dall'ischemia, ma la sua affidabilità richiede particolare attenzione nei tracciati con morfologia dell'onda T alterata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/29527