La malattia di Parkinson è associata ad alterazioni del cammino che possono interessare sia la variabilità dei parametri spazio-temporali sia la loro organizzazione temporale. Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare le serie temporali delle durate della fase di appoggio (stance phase), valutando eventuali differenze tra soggetti sani e pazienti con malattia di Parkinson e associazioni con la gravità della patologia. Sono state utilizzate le registrazioni della forza verticale totale dei due piedi disponibili nel Gait in Parkinson’s Disease Database di PhysioNet. Mediante procedure sviluppate in MATLAB sono state estratte le durate della stance phase e applicate operazioni di selezione del tratto valido e rimozione dei valori mancanti e degli outlier. Per ciascuna registrazione sono stati calcolati, separatamente per i due piedi, la varianza, l’esponente α della Detrended Fluctuation Analysis (DFA), l’esponente β dell’Extended Detrended Fluctuation Analysis (EDFA) e l’esponente di Hurst H della Fluctuation Analysis (FA). Le analisi statistiche hanno previsto il test di Mann–Whitney, l’ANOVA a una via e la correlazione di Spearman con il livello della scala Hoehn–Yahr. La varianza ha evidenziato differenze statisticamente significative tra soggetti sani e pazienti e tra i livelli Hoehn–Yahr per entrambi i piedi, oltre ad associazioni positive deboli con la gravità della malattia. Gli esponenti α e β non hanno mostrato differenze o correlazioni statisticamente significative. Per H, il confronto tra sani e pazienti è risultato significativo soltanto per il piede sinistro, mentre il confronto tra livelli Hoehn–Yahr e la correlazione negativa con tale scala sono risultati significativi soltanto per il piede destro. I risultati suggeriscono che, nelle serie analizzate, le alterazioni siano più evidenti nell’entità della variabilità che nelle proprietà di organizzazione temporale descritte dai parametri frattali. L’interpretazione richiede tuttavia cautela per la diversa lunghezza delle serie, la presenza di registrazioni ripetute, l’eterogeneità delle condizioni sperimentali e l’assenza di correzioni per confronti multipli.
ANALISI DELLA COMPLESSITA' DELLE SERIE TEMPORALI ASSOCIATE AL CAMMINO IN PAZIENTI CON MALATTIA DI PARKINSON
CECCONI, GIACOMO
2025/2026
Abstract
La malattia di Parkinson è associata ad alterazioni del cammino che possono interessare sia la variabilità dei parametri spazio-temporali sia la loro organizzazione temporale. Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare le serie temporali delle durate della fase di appoggio (stance phase), valutando eventuali differenze tra soggetti sani e pazienti con malattia di Parkinson e associazioni con la gravità della patologia. Sono state utilizzate le registrazioni della forza verticale totale dei due piedi disponibili nel Gait in Parkinson’s Disease Database di PhysioNet. Mediante procedure sviluppate in MATLAB sono state estratte le durate della stance phase e applicate operazioni di selezione del tratto valido e rimozione dei valori mancanti e degli outlier. Per ciascuna registrazione sono stati calcolati, separatamente per i due piedi, la varianza, l’esponente α della Detrended Fluctuation Analysis (DFA), l’esponente β dell’Extended Detrended Fluctuation Analysis (EDFA) e l’esponente di Hurst H della Fluctuation Analysis (FA). Le analisi statistiche hanno previsto il test di Mann–Whitney, l’ANOVA a una via e la correlazione di Spearman con il livello della scala Hoehn–Yahr. La varianza ha evidenziato differenze statisticamente significative tra soggetti sani e pazienti e tra i livelli Hoehn–Yahr per entrambi i piedi, oltre ad associazioni positive deboli con la gravità della malattia. Gli esponenti α e β non hanno mostrato differenze o correlazioni statisticamente significative. Per H, il confronto tra sani e pazienti è risultato significativo soltanto per il piede sinistro, mentre il confronto tra livelli Hoehn–Yahr e la correlazione negativa con tale scala sono risultati significativi soltanto per il piede destro. I risultati suggeriscono che, nelle serie analizzate, le alterazioni siano più evidenti nell’entità della variabilità che nelle proprietà di organizzazione temporale descritte dai parametri frattali. L’interpretazione richiede tuttavia cautela per la diversa lunghezza delle serie, la presenza di registrazioni ripetute, l’eterogeneità delle condizioni sperimentali e l’assenza di correzioni per confronti multipli.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/29529