Le patologie cardiovascolari possono alterare il normale funzionamento del cuore e, in alcuni casi, coinvolgere il ritmo e la conduzione dell’impulso cardiaco. Tali alterazioni possono rendere necessario l’impianto di un pacemaker, un dispositivo elettronico impiantabile in grado di monitorare l’attività elettrica cardiaca e, quando necessario, erogare impulsi elettrici per mantenere un’adeguata frequenza cardiaca. Il presente lavoro ha l'obiettivo di valutare il segnale elettrocardiografico di un soggetto portatore di pacemaker in differenti condizioni di acquisizione, analizzando inoltre l'andamento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Le misurazioni sono state effettuate mediante il dispositivo OMRON Complete HEM-7530T-E3 per un periodo di 15 giorni, con sei acquisizioni giornaliere eseguite in momenti prestabiliti della giornata. Il protocollo ha previsto registrazioni a riposo e acquisizioni effettuate in relazione ad alcune attività della vita quotidiana, quali la camminata, il pasto e la salita di una rampa di scale. Per ciascuna acquisizione sono stati analizzati i valori di pressione arteriosa sistolica e diastolica, la frequenza cardiaca rilevata dal misuratore di pressione (PULSE) e quella ricavata dall’ECG. Le registrazioni ECG sono state inoltre esaminate al fine di descrivere il ritmo cardiaco osservato. I risultati ottenuti hanno evidenziato variazioni dei parametri cardiovascolari nelle diverse fasi del protocollo. Nel confronto prima e dopo la camminata, i valori sono rimasti complessivamente stabili: la pressione sistolica è passata da 103 a 102 mmHg, mentre quella diastolica è rimasta invariata a 64 mmHg; il PULSE è passato da 61 a 62 bpm e l’HR da 63 a 65 bpm. Dopo la salita della rampa è stato invece osservato un incremento più evidente, con un aumento della pressione sistolica da 100 a 110 mmHg, della pressione diastolica da 58 a 63 mmHg e dell’HR da 62 a 65 bpm. Nella fase successiva al pasto sono stati rilevati valori pressori particolarmente bassi, con una mediana di 97 mmHg per la pressione sistolica e di 56 mmHg per quella diastolica. In generale, i valori pressori sono risultati tendenzialmente bassi nelle diverse fasi del protocollo. È stata inoltre osservata una discrepanza tra la frequenza cardiaca rilevata dal misuratore di pressione e quella ricavata dal segnale elettrocardiografico, con differenze generalmente contenute. L’analisi delle registrazioni ECG ha evidenziato la presenza di ritmo sinusale, fibrillazione atriale, ritmo sinusale con contrazioni ventricolari premature e tracciati caratterizzati da QRS largo; in alcune acquisizioni il segnale è inoltre risultato particolarmente rumoroso. Nel complesso, lo studio ha evidenziato come un dispositivo portatile che integra misure di pressione ed ECG possa fornire un quadro utile dell’andamento dei parametri cardiovascolari nella vita quotidiana di pazienti portatori di pacemaker. Tuttavia, i risultati devono essere interpretati alla luce dei limiti dello studio: ovvero analisi di un singolo soggetto. Ulteriori studi su un campione più numeroso saranno necessari per generalizzare i risultati osservati.
Impianto di pacemaker: valutazione elettrocardiografica di un caso reale
ZINGARETTI, ALICE
2025/2026
Abstract
Le patologie cardiovascolari possono alterare il normale funzionamento del cuore e, in alcuni casi, coinvolgere il ritmo e la conduzione dell’impulso cardiaco. Tali alterazioni possono rendere necessario l’impianto di un pacemaker, un dispositivo elettronico impiantabile in grado di monitorare l’attività elettrica cardiaca e, quando necessario, erogare impulsi elettrici per mantenere un’adeguata frequenza cardiaca. Il presente lavoro ha l'obiettivo di valutare il segnale elettrocardiografico di un soggetto portatore di pacemaker in differenti condizioni di acquisizione, analizzando inoltre l'andamento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Le misurazioni sono state effettuate mediante il dispositivo OMRON Complete HEM-7530T-E3 per un periodo di 15 giorni, con sei acquisizioni giornaliere eseguite in momenti prestabiliti della giornata. Il protocollo ha previsto registrazioni a riposo e acquisizioni effettuate in relazione ad alcune attività della vita quotidiana, quali la camminata, il pasto e la salita di una rampa di scale. Per ciascuna acquisizione sono stati analizzati i valori di pressione arteriosa sistolica e diastolica, la frequenza cardiaca rilevata dal misuratore di pressione (PULSE) e quella ricavata dall’ECG. Le registrazioni ECG sono state inoltre esaminate al fine di descrivere il ritmo cardiaco osservato. I risultati ottenuti hanno evidenziato variazioni dei parametri cardiovascolari nelle diverse fasi del protocollo. Nel confronto prima e dopo la camminata, i valori sono rimasti complessivamente stabili: la pressione sistolica è passata da 103 a 102 mmHg, mentre quella diastolica è rimasta invariata a 64 mmHg; il PULSE è passato da 61 a 62 bpm e l’HR da 63 a 65 bpm. Dopo la salita della rampa è stato invece osservato un incremento più evidente, con un aumento della pressione sistolica da 100 a 110 mmHg, della pressione diastolica da 58 a 63 mmHg e dell’HR da 62 a 65 bpm. Nella fase successiva al pasto sono stati rilevati valori pressori particolarmente bassi, con una mediana di 97 mmHg per la pressione sistolica e di 56 mmHg per quella diastolica. In generale, i valori pressori sono risultati tendenzialmente bassi nelle diverse fasi del protocollo. È stata inoltre osservata una discrepanza tra la frequenza cardiaca rilevata dal misuratore di pressione e quella ricavata dal segnale elettrocardiografico, con differenze generalmente contenute. L’analisi delle registrazioni ECG ha evidenziato la presenza di ritmo sinusale, fibrillazione atriale, ritmo sinusale con contrazioni ventricolari premature e tracciati caratterizzati da QRS largo; in alcune acquisizioni il segnale è inoltre risultato particolarmente rumoroso. Nel complesso, lo studio ha evidenziato come un dispositivo portatile che integra misure di pressione ed ECG possa fornire un quadro utile dell’andamento dei parametri cardiovascolari nella vita quotidiana di pazienti portatori di pacemaker. Tuttavia, i risultati devono essere interpretati alla luce dei limiti dello studio: ovvero analisi di un singolo soggetto. Ulteriori studi su un campione più numeroso saranno necessari per generalizzare i risultati osservati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/29578