Studente ROMANELLI, MARCO
Facoltà/Dipartimento Dipartimento Ingegneria dell'Informazione
Corso di studio INGEGNERIA BIOMEDICA
Anno Accademico 2019
Data dell'esame finale 2020-07-24
Titolo italiano Complicanze cardiovascolari nel Parkinson
Titolo inglese Cardiovascular complications in Parkinson's disease
Abstract in italiano Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce ambo i sessi e mediamente esordisce intorno ai 58-60 anni. Con il passare del tempo compromette il funzionamento della muscolatura volontaria recando talvolta deficit mentali. Nonostante ancora oggi molti aspetti della malattia sono sconosciuti varie ricerche hanno cercato una possibile associazione tra il morbo di Parkinson, classificato come una malattia del sistema nervoso, ed alcune patologie cardiovascolari quali ictus, infarti, colesterolo, ipertensione. Lo scopo della mia tesi è quello di andare ad acquisire ed analizzare i dati di pressione e frequenza cardiaca in un paziente affetto da Parkinson sia nel corso di un lungo periodo sia in una singola giornata per valutare una eventuale correlazione tra il morbo e la sua terapia con i parametri acquisiti. Il nostro sistema circolatorio è composto dal cuore, il muscolo che con le sue contrazioni mette in circolo il sangue e da una rete di vasi quali arterie vene e capillari. Di particolare importanza è la funzione elettrica del muscolo cardiaco in quanto proprio grazie ad essa avvengono coordinatamente i fenomeni di rilassamento e contrazione di atri e ventricoli. Il sistema nervoso, il cui scopo è ricevere, trasmettere ed elaborare impulsi di natura elettrica volti a regolare le nostre funzioni vitali, è suddiviso in sistema nervoso centrale e periferico; il cuore è l’organo che fa da tramite tra questo sistema e quello cardiovascolare dato che la sua funzione meccanica è controllata proprio dal sistema nervoso mediante una rete di nervi in grado di modularne l’attività. Nell’encefalo, ci sono dei nuclei subcorticali di materia grigia chiamati nuclei della base, essi sono deputati alla regolazione dei movimenti ed in uno di essi nei malati di Parkinson avviene una degenerazione delle cellule neuronali che comporta la carenza di un neurotrasmettitore che impedisce a sua volta la corretta trasmissione degli stimoli elettrici verso il sistema nervoso periferico. Un parametro di particolare interesse che sembrerebbe essere correlato con il Parkinson è la pressione sanguigna. In una ricerca infatti, nei soggetti di sesso femminile, l’ipertensione sarebbe correlata con la futura diagnosi del morbo; secondo un’altra ricerca la terapia seguita dai malati risulterebbe essere un fattore nell’abbassamento dei valori di pressione sistolica e diastolica. Altre patologie cardiovascolari che sembrerebbero essere associate al morbo sarebbero una storia di ictus nel passato e il manifestarsi di apnee notturne mentre il colesterolo non sembrerebbe essere minimamente correlato alla malattia. Nel presente studio è stata effettuata un’indagine su un paziente affetto dal morbo e relativamente ad esso, una donna di 88 anni affetta da Parkinson e soggetta ad ipertensione, sono stati acquisiti i valori di frequenza cardiaca e pressione sanguigna sia nell’arco di 297 giorni con una media di circa due misure al giorno sia nel corso di una singola giornata dalle ore 08:00 alle 20:00 ogni ora. Dai parametri registrati risultano mediamente valori di pressione sistolica e frequenza cardiaca nella norma (128 mmHg e 78 bpm) con un valore della pressione diastolica (68 mmHg) leggermente inferiore ai valori raccomandati. In merito alla terapia per il Parkinson risulterebbe che in concomitanza al suo periodo di azione si sono registrati valori di pressione inferiori rispetto alle fasce orarie in cui la paziente non ne era sotto effetto, pertanto come testimonia una ricerca, il principio attivo della terapia per la cura del Parkinson ridurrebbe i valori di pressione sanguigna; per quanto riguarda i dati della frequenza cardiaca non si sono registrati particolari squilibri sia nei 297 giorni che nell’andamento giornaliero. In conclusione, alla luce della ricerca, seppur condotta analizzando un solo paziente, risulterebbe che la terapia per il Parkinson promuova un abbassamento di pressione.
Relatore BURATTINI, LAURA
Controrelatore MARCANTONI, ILARIA
Appare nelle tipologie: Laurea triennale, diploma universitario
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12075/3580