Studente TORCIANTI, FRANCESCA
Facoltà/Dipartimento Dipartimento Scienze Biomediche e Sanita' Pubblica
Corso di studio Infermieristica (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere)
Anno Accademico 2018
Data dell'esame finale 2020-06-06
Titolo italiano La prevenzione del rischio di suicidio in ambito intra e post-ospedaliero: una revisione della letteratura
Titolo inglese Prevention of suicide risk in intra and post-hospital settings: a review of the literature
Abstract in italiano Nel mondo ogni 40 secondi una persona si toglie la vita. Ogni anno il suicidio è tra le prime 20 principali cause di morte a livello globale per le persone di tutte le età: oltre 800.000 mila morti. Per ogni persona che muore, si accompagnano altri 20 tentativi di suicidio falliti. Ciò corrisponde ad una persona che muore per suicidio ogni 40 secondi. Il suicidio è un grave problema di salute pubblica, che ha un impatto sia a livello sanitario che sociale. Ogni suicidio è una tragedia che colpisce tutta la rete di relazioni personali del suicida (familiari, amici, ecc). Nel 2016 si sono verificati oltre il 79% dei suicidi a livello globale in paesi a basso e medio reddito. Inoltre, nei Paesi ad alto reddito gli uomini muoiono per suicidio quasi tre volte di più che le donne, contrariamente ai Paesi a basso e medio reddito, dove il tasso è più simile. In Italia gli ultimi dati ISTAT, riferiti al 2016, riportano un totale di 3.870 suicidi, più di dieci al giorno. Dal punto di vista anagrafico, il maggior numero di decessi si registra per la popolazione compresa tra i 50 e i 54 anni di età (432 persone), ma anche tra gli anziani il numero è importante: sono stati più di 500 gli ultraottantenni che si sono uccisi nel 2016. Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, dopo gli infortuni stradali. Questo ci porta a concludere che muoiono più persone a causa del suicidio che per i conflitti armati di tutto il mondo e per gli incidenti stradali. Tuttavia i suicidi sono prevenibili con un intervento precoce, tempestivo e un sostegno sociale basato sull’evidenza. In tutto il mondo la prevenzione del suicidio non è ancora stata sufficientemente presa in considerazione, perché è un fenomeno ancora oggi sottovalutato e per questo non viene percepito come un problema di salute globale. Infatti, sono pochi i Paesi che hanno incluso il suicidio tra le priorità di salute pubblica. Lo scopo di questa revisione della letteratura è: • Dare una definizione del suicidio e spiegare le dinamiche dei processi mentali di base da cui scaturisce; • Dare una stima dei dati epidemiologici del suicidio a livello globale e a livello nazionale, in Italia; • Determinare quali sono i fattori di rischio che presagiscono e/o contribuiscono all’ideazione e al comportamento suicidario; • Determinare quali sono le categorie più a rischio o vulnerabili per il tentato suicidio; • Analizzare quali sono gli interventi clinici e gli strumenti più efficaci che mi permettono l’individuazione, la valutazione e il trattamento preventivo del rischio di suicidio / tentato suicidio; • Stimare e valutare qual’ è il ruolo e l’importanza dell’infermiere nella prevenzione del rischio suicidario. L’obiettivo finale di questo studio è quello di aumentare la consapevolezza del valore dell’infermiere come prima linea di difesa contro il fenomeno suicidario, migliorare la capacità degli operatori di rilevare tempestivamente la predisposizione dei pazienti al suicidio o/e al tentato suicidio e di rispondere in maniera adeguata nel momento in cui ci troviamo ad assistere un soggetto a rischio.
Abstract in inglese In the world, every 40 seconds a person takes his own life. Every year suicide is among the top 20 leading causes of death globally for people of all ages: over 800,000,000 deaths. For every person who dies, there are 20 other failed suicide attempts. That corresponds to one person dying of suicide every 40 seconds. Suicide is a serious public health problem, which has both a health and social impact. Every suicide is a tragedy that affects the whole network of personal relationships of the suicide (family, friends, etc. ). In 2016, more than 79% of suicides occurred globally in low and middle income countries. Moreover, in high-income countries, men die almost three times more from suicide than women, unlike in low and middle-income countries, where the rate is more similar. In Italy the latest ISTAT data, referring to 2016, report a total of 3,870 suicides, more than ten per day. From an age point of view, the highest number of deaths is recorded for the population between 50 and 54 years of age (432 people), but also among the elderly the number is important: more than 500 people over 80 killed themselves in 2016. Suicide is the second leading cause of death among young people between the ages of 15 and 29, after road accidents. This leads us to the conclusion that more people die as a result of suicide than from armed conflicts around the world and road accidents. However, suicides are preventable with early, timely intervention and evidence-based social support. Throughout the world, the prevention of suicide has not yet been sufficiently taken into account, because it is still underestimated today and therefore not perceived as a global health problem. In fact, few countries have included suicide among their public health priorities. The purpose of this literature review is: - To give a definition of suicide and explain the dynamics of the basic mental processes from which it arises; - To give an estimate of the epidemiological data of suicide at a global and national level, in Italy; - To determine what are the risk factors that foreshadow and/or contribute to suicidal ideation and behaviour; - Determine which categories are most at risk or vulnerable to suicide attempt; - Analyse which are the most effective clinical interventions and tools that allow me to identify, assess and treat the risk of suicide/attempted suicide; - Estimate and evaluate what is the role and importance of the nurse in suicide risk prevention. The final objective of this study is to increase awareness of the value of the nurse as the first line of defence against suicide, to improve the ability of operators to detect patients'; predisposition to suicide and/or attempted suicide at an early stage and to respond appropriately when we are assisting a subject at risk.
Relatore MERCURI, MAURIZIO
Appare nelle tipologie: Laurea triennale, diploma universitario
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12075/6438