Studente LUCIANI, CHIARA
Facoltà/Dipartimento Dipartimento Scienze Biomediche e Sanita' Pubblica
Corso di studio Infermieristica (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere)
Anno Accademico 2020
Data dell'esame finale 2021-11-30
Titolo italiano Non sempre vince chi fugge: l'infermiere e la relazione col fine vita. Una revisione della letteratura.
Titolo inglese The one who flees not always wins: the nurse and the relationship with the end of life. A literature review.
Abstract in italiano Background: il fine vita è una fase delicata, sia per il paziente, che per i suoi familiari, ma anche per chi assiste e si prende cura di lui. L’assistenza al fine vita non è rivolta solo alla gestione dei “sintomi”, ma l’instaurarsi di una relazione terapeutica e di una buona comunicazione rivestono un ruolo di non poca importanza. Si tratta di aspetti che possono incidere notevolmente nel garantire una qualità di vita, nel fine vita. Obiettivo: valutare l’importanza che l’assistenza infermieristica attribuisce alla dimensione relazionale nel fine vita e le “ripercussioni” che tale relazione può comportare nell’infermiere. Materiali e Metodi: il disegno di ricerca utilizzato è la revisione della letteratura. Gli articoli sono stati reperiti dalla banca dati “PubMed”. Le parole chiave utilizzate per la ricerca della letteratura di riferimento sono state: paziente terminale, fine vita, relazione, comunicazione, infermiere, empatia. Risultati: dai 25 articoli selezionati, riguardanti la relazione nell’assistenza infermieristica nel fine vita, sono emersi i seguenti temi: l’importanza della relazione e della comunicazione nel fine vita, l’impreparazione e la formazione insufficiente degli infermieri riguardo il fine vita e la gestione del carico emotivo e lavorativo in questo contesto, la conseguente tendenza degli operatori sanitari a “fuggire” da questa realtà, per evitare di cadere in un sovraccarico emotivo che li condurrebbe al burnout. Infine, si è evidenziata la necessità di una maggiore formazione dei professionisti per fornire un’assistenza e una relazione nel fine vita di qualità sia al paziente, che ai suoi familiari. Conclusione: il personale deve essere formato e preparato alla gestione del paziente nel fine vita, in primis mediante un percorso di introspezione e presa di consapevolezza di sé e dei propri limiti, che lo renderà in grado di essere di reale aiuto per l’altro. La relazione e la comunicazione con un paziente terminale deve basarsi su competenze ed abilità acquisite mediante un apposito percorso formativo: non ci si può affidare alle singole caratteristiche individuali. Inoltre, per prevenire il burnout è utile apprendere e praticare delle strategie di coping efficaci per fronteggiare eventuali situazioni particolarmente stressanti.
Abstract in inglese Background: the end of life is a delicate phase, both for the patient and for his family, but also for those who assist and take care of him. Assistance at the end of life is not aimed only at managing "symptoms", but the establishment of a therapeutic relationship and good communication play a role of no small importance. These are aspects that can have a significant impact on ensuring a quality of life at the end of life. Objective: to evaluate the importance that nursing gives to the relational dimension at the end of life and the "repercussions" that this relationship may entail in the nurse. Materials and Methods: The research design used is the literature review. The articles were retrieved from the “PubMed” database. The keywords used to search the reference literature were: terminal patient, end of life, relationship, communication, nurse, empathy. Results: From the 25 articles selected, concerning the relationship in end-of-life nursing, the following themes emerged: the importance of relationship and communication at the end of life, unpreparedness and insufficient training of nurses regarding the end of life and the management of the emotional and work load in this context, the consequent tendency of health workers to "escape" from this reality, to avoid falling into an emotional overload that would lead them to burnout. Finally, the need for greater training of professionals was highlighted to provide quality end-of-life care and relationship to both the patient and his family. Conclusion: the staff must be trained and prepared to manage the patient at the end of life, first of all through a path of introspection and awareness of oneself and one's limitations, which will enable them to be of real help for the other. The relationship and communication with a dying patient must be based on skills and abilities acquired through a specific training course: one cannot rely on single individual characteristics. Furthermore, to prevent burnout it is useful to learn and practice effective coping strategies to cope with any particularly stressful situations.
Relatore COTICHELLI, GIORDANO
Appare nelle tipologie: Laurea triennale, diploma universitario
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12075/805