Studente MORTELLARO, ORIANA ANDREINA
Facoltà/Dipartimento Dipartimento Scienze Biomediche e Sanita' Pubblica
Corso di studio Infermieristica (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere)
Anno Accademico 2020
Data dell'esame finale 2022-04-22
Titolo italiano LA CONTENZIONE: UNA REVISIONE DELLA LETTERATURA
Titolo inglese THE RESTRAINT: A REVIEW OF LITERATURE
Abstract in italiano Introduzione La contenzione si può definire come un atto che, attraverso l’utilizzo di mezzi fisici, chimici, ambientali o psicologici applicati direttamente all’individuo o al suo spazio circostante, ne limiti i movimenti; dal punto di vista più strettamente sanitario-assistenziale tale atto è finalizzato ad impedire che la persona, in ragione del suo stato di salute, possa arrecare danno a sé e agli altri. La necessità di contenzione ha sempre accompagnato la storia dell’umanità, poiché l’uomo, sia per prevalere, sia per difendersi, ne ha sempre fatto largo uso (si pensi alle prigioni, alle corde, alle catene, ma anche ai recinti, ai confini e alle leggi). È pertanto opportuno in questo momento aprire una vecchia questione irrisolta, nella quale la contenzione viene indicata come una particolare tipologia di limitazione della libertà: quella applicata ad una persona che è, o sta per essere, soggetta a cure sanitarie o assistenziali, al fine di proteggere la persona stessa, o altri, da danni che potrebbero altrimenti derivare da comportamenti indotti dalla malattia. Quello della contenzione resta un dilemma etico molto presente nella pratica quotidiana dell'infermiere. Obiettivi Identificare i determinanti chiave dell’assistenza infermieristica che portano alla decisione di applicare restrizioni, le tipologie, le correlate alternative e le metodologie volte alla minimizzazione di tale pratica. Materiali e metodi Sono state ricercate in quattro banche dati di scienze della salute per identificare la letteratura pubblicata negli ultimi dieci anni (2012–2022) e in lingua inglese, con ulteriori ricerche manuali. Il processo di de-selezione ha seguito le indicazioni di PRISMA. Sono stati inclusi studi se hanno identificato la contenzione come metodo di gestione assistenziale per adulti sia intraospedaliera che in ambito extraospedaliero. I dati sono stati estratti e l'analisi tematica intrapresa. Risultati Sono stati inclusi un totale di 8 studi. I vari studi hanno trattato l’argomento in setting differenti: Intraospedaliero, tra cui quello Psichiatrico e della Terapia intensiva, che Extraospedaliero, come quello nelle case di cura e in ambito domiciliare. Sono stati identificati quattro temi principali: la mancanza di una pratica standardizzata, le caratteristiche del paziente associate all'uso della contenzione, la lotta nella pratica e la decisione di applicare la contenzione, le alternative e i limiti al cambiamento. Conclusioni Sono necessarie ricerche future per indagare come viene affrontato il tema e il suo utilizzo negli ambiti specifici della clinica (medica e chirurgica), oltre ai sentimenti e gli atteggiamenti degli operatori sanitari nei confronti della contenzione ed esplorare la loro conoscenza delle alternative all'uso delle restrizioni. La formazione di base e continua del personale è un elemento chiave in quanto consente di aumentare le conoscenze, cambiare atteggiamenti a favore di una riduzione della contenzione. Questa formazione dovrebbe includere aspetti legali, etici e clinici, con riferimento a possibili modi alternativi per evitare la contenzione nelle persone vulnerabili. Tuttavia, in base ai risultati, la formazione rappresenta un elemento necessario ma non sufficiente, di per sé, per creare una cultura libera da vincoli. In futuro sono necessari programmi multidisciplinari che coinvolgano l’intera équipe; e creare un approccio multidimensionale secondo professionalità per fornire la migliore assistenza al paziente. Esistono ampie variazioni nell'uso della moderazione nonostante la presenza di orientamenti internazionali. Gli infermieri sono i principali decisori nell'applicare la moderazione e riferiscono che prendersi cura di pazienti contenuti è fisicamente e psicologicamente impegnativo. Parole chiave Contenzione, “no restraint”, infermieristica, revisione della letteratura.
Abstract in inglese Introduction Restraint can be defined as an act that, through the use of physical, chemical, environmental or psychological means applied directly to the individual or his surrounding space, limits his movements; from a more strictly health-care point of view, this act is aimed at preventing the person, due to his state of health, from causing harm to himself and to others. The need for restraint has always accompanied the history of humanity, since man, both to prevail and to defend himself, has always made extensive use of it (think of prisons, ropes, chains, but also fences, borders and laws). It is therefore appropriate at this time to open an old unresolved question, in which restraint is indicated as a particular type of limitation of freedom: that applied to a person who is, or is about to be, subject to health care or assistance, in order to protect the person, or others, from harm that might otherwise result from disease-induced behavior. Restraint remains an ethical dilemma very present in the daily practice of the nurse. Targets Identify the key determinants of nursing care that lead to the decision to apply restrictions, types, related alternatives and methodologies aimed at minimizing this practice. Materials and methods They were searched in four health science databases to identify literature published in the past decade (2012–2022) and in English, with additional manual searches. The de-selection process followed the indications of PRISMA. Studies were included if they identified restraint as a method of care management for adults in both in-hospital and out-of-hospital settings. Data was extracted and thematic analysis undertaken. Results A total of 8 studies were included. The various studies have dealt with the topic in different settings: in-hospital, including psychiatric and intensive care, and out-of-hospital, such as in nursing homes and in the home. Four main themes were identified: the lack of standardized practice, the patient characteristics associated with the use of restraint, the struggle in practice and the decision to apply restraint, alternatives and limits to change. Conclusions Future research is needed to investigate how the topic is addressed and its use in specific clinical settings (medical and surgical), as well as the feelings and attitudes of healthcare professionals towards restraint and explore their knowledge of alternatives to the use of restraints. restrictions. The basic and continuous training of the staff is a key element as it allows to increase knowledge, change attitudes in favor of a reduction of restraint. This training should include legal, ethical and clinical aspects, with reference to possible alternative ways to avoid restraint in vulnerable people. However, according to the results, training is a necessary but not sufficient element, in itself, to create a culture free from constraints. In the future, multidisciplinary programs involving the entire team are needed; and create a multidimensional approach according to professionalism to provide the best patient care. There are wide variations in the use of moderation despite the presence of international guidelines. Nurses are the primary decision makers in applying moderation and report that caring for contained patients is physically and psychologically demanding. Keyword Contention, “no restraint”, nursing, literature review.
Relatore COTICHELLI, GIORDANO
Appare nelle tipologie: Laurea triennale, diploma universitario
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12075/8695