Il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando una delle fasi di trasformazione più profonde della sua storia. L’eredità della crisi pandemica e l’inarrestabile transizione demografica, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un aumento della prevalenza delle patologie croniche, hanno reso evidente l’insostenibilità di un modello di cura incentrato quasi esclusivamente sulla struttura ospedaliera. In questo scenario, la sfida cruciale non è più solo "curare l'acuzie", ma "prendersi cura" della fragilità in modo continuativo e integrato. Il presente lavoro di tesi nasce dalla volontà di indagare il ruolo strategico della Centrale Operativa Territoriale (COT), nuovo snodo organizzativo introdotto dal DM 77/2022 nell’ambito delle riforme del PNRR. La COT non rappresenta solo un ufficio di coordinamento, ma il "regista" di un ecosistema che mira a ricomporre la frammentazione tra i servizi sanitari, sociosanitari e l'assistenza domiciliare. Attraverso l’analisi dei dati raccolti dall’Azienda USL Toscana Sud-Est nel biennio 2024-2025, questo studio si propone di verificare se, e in che misura, l’attivazione della COT stia effettivamente contribuendo a decongestionare l’ospedale, migliorando la qualità dei percorsi di transizione e garantendo al paziente fragile una continuità assistenziale che sia, finalmente, un diritto agito e non solo dichiarato. L'obiettivo finale è quello di offrire una lettura critica di un modello in piena evoluzione, evidenziando come l’integrazione delle competenze e la circolarità delle informazioni siano gli strumenti indispensabili per costruire una sanità più vicina al cittadino e più resiliente di fronte alle sfide del futuro.
Le Centrali Operative Territoriali: un nuovo modello di presa in carico delle cronicità. Analisi del contesto toscano
POLLACCIA, SOFIA
2024/2025
Abstract
Il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando una delle fasi di trasformazione più profonde della sua storia. L’eredità della crisi pandemica e l’inarrestabile transizione demografica, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un aumento della prevalenza delle patologie croniche, hanno reso evidente l’insostenibilità di un modello di cura incentrato quasi esclusivamente sulla struttura ospedaliera. In questo scenario, la sfida cruciale non è più solo "curare l'acuzie", ma "prendersi cura" della fragilità in modo continuativo e integrato. Il presente lavoro di tesi nasce dalla volontà di indagare il ruolo strategico della Centrale Operativa Territoriale (COT), nuovo snodo organizzativo introdotto dal DM 77/2022 nell’ambito delle riforme del PNRR. La COT non rappresenta solo un ufficio di coordinamento, ma il "regista" di un ecosistema che mira a ricomporre la frammentazione tra i servizi sanitari, sociosanitari e l'assistenza domiciliare. Attraverso l’analisi dei dati raccolti dall’Azienda USL Toscana Sud-Est nel biennio 2024-2025, questo studio si propone di verificare se, e in che misura, l’attivazione della COT stia effettivamente contribuendo a decongestionare l’ospedale, migliorando la qualità dei percorsi di transizione e garantendo al paziente fragile una continuità assistenziale che sia, finalmente, un diritto agito e non solo dichiarato. L'obiettivo finale è quello di offrire una lettura critica di un modello in piena evoluzione, evidenziando come l’integrazione delle competenze e la circolarità delle informazioni siano gli strumenti indispensabili per costruire una sanità più vicina al cittadino e più resiliente di fronte alle sfide del futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: LE CENTRALI OPERATIVE TERRITORIALI: UN NUOVO
MODELLO DI PRESA IN CARICO DELLE CRONICITÀ. ANALISI
DEL CONTESTO TOSCANO
COMMUNITY OPERATIONS CENTRES: A NEW MODEL FOR
CHRONIC CARE MANAGEMENT. AN ANALYSIS OF THE
TUSCANY CONTEXT
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/25985