ABSTRACT Emergency Department (ED) overcrowding is a major challenge for modern healthcare systems, affecting quality of care and resource utilization. To address this issue, the Emilia-Romagna Region introduced Community Urgent Care Centers (Centri di Assistenza e Urgenza, CAU) to manage low-complexity urgent conditions. This study aimed to assess the appropriateness of low-priority ED visits at Infermi Hospital in Rimini and to estimate the potential CAU target population. A retrospective observational study was conducted on ED visits recorded in January and July 2025 during CAU operating hours. A total of 2,166 visits were analyzed using a multi-level algorithm based on clinical, organizational, diagnostic, and management criteria. The results showed that 458 patients (21.3%) were suitable for management within the CAU setting, whereas 78.7% presented at least one exclusion criterion. Annual projections estimated that approximately 2,748 visits could potentially be managed by the CAU out of 12,996 low-priority ED visits per year. Clinical and organizational factors represented the main reasons for exclusion. The findings indicate that triage priority codes alone are insufficient to identify patients suitable for community-based urgent care. Although CAUs may contribute to reducing ED workload, most low-priority visits still require hospital-based assessment. These results support the complementary role of CAUs within the emergency care network and highlight the importance of structured criteria to ensure appropriateness and organizational sustainability.

ABSTRACT Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso rappresenta una criticità rilevante per i sistemi sanitari, con ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sull’utilizzo delle risorse. Per rispondere a questo problema, la Regione Emilia-Romagna ha introdotto i Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), dedicati alla gestione delle urgenze a bassa complessità. Lo studio ha valutato l’appropriatezza degli accessi ai codici minori del Pronto Soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini e stimato il potenziale bacino di utenza del CAU. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo sugli accessi registrati nei mesi di gennaio e luglio 2025, limitatamente agli orari di attività del CAU. Sono stati analizzati 2.166 accessi mediante un algoritmo basato su criteri clinici, organizzativi, diagnostici e gestionali. I risultati hanno evidenziato che 458 pazienti (21,3%) risultavano compatibili con il setting assistenziale del CAU, mentre il 78,7% presentava almeno un criterio di esclusione. La proiezione annuale ha stimato circa 2.748 accessi potenzialmente gestibili presso il CAU su 12.996 accessi annui ai codici minori. Le principali cause di esclusione sono risultate di natura clinica e organizzativa. I risultati indicano che il codice di priorità del triage non è sufficiente a identificare i pazienti candidabili a una gestione territoriale. Il CAU può contribuire alla riduzione del carico assistenziale del Pronto Soccorso, pur mantenendo un ruolo complementare all’interno della rete dell’emergenza-urgenza. L’adozione di criteri strutturati risulta essenziale per garantire appropriatezza e sostenibilità organizzativa.

Analisi dell’appropriatezza clinico-organizzativa degli accessi ai codici minori del Pronto Soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini e stima del potenziale bacino di utenza del Centro di Assistenza e Urgenza

DELFINO, DOMENICO
2025/2026

Abstract

ABSTRACT Emergency Department (ED) overcrowding is a major challenge for modern healthcare systems, affecting quality of care and resource utilization. To address this issue, the Emilia-Romagna Region introduced Community Urgent Care Centers (Centri di Assistenza e Urgenza, CAU) to manage low-complexity urgent conditions. This study aimed to assess the appropriateness of low-priority ED visits at Infermi Hospital in Rimini and to estimate the potential CAU target population. A retrospective observational study was conducted on ED visits recorded in January and July 2025 during CAU operating hours. A total of 2,166 visits were analyzed using a multi-level algorithm based on clinical, organizational, diagnostic, and management criteria. The results showed that 458 patients (21.3%) were suitable for management within the CAU setting, whereas 78.7% presented at least one exclusion criterion. Annual projections estimated that approximately 2,748 visits could potentially be managed by the CAU out of 12,996 low-priority ED visits per year. Clinical and organizational factors represented the main reasons for exclusion. The findings indicate that triage priority codes alone are insufficient to identify patients suitable for community-based urgent care. Although CAUs may contribute to reducing ED workload, most low-priority visits still require hospital-based assessment. These results support the complementary role of CAUs within the emergency care network and highlight the importance of structured criteria to ensure appropriateness and organizational sustainability.
2025
2026-07-15
Clinical and Organizational Appropriateness of Low-Acuity Emergency Department Visits at Infermi Hospital in Rimini: Estimating the Potential Catchment Population for the Urgent Care Center
ABSTRACT Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso rappresenta una criticità rilevante per i sistemi sanitari, con ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sull’utilizzo delle risorse. Per rispondere a questo problema, la Regione Emilia-Romagna ha introdotto i Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), dedicati alla gestione delle urgenze a bassa complessità. Lo studio ha valutato l’appropriatezza degli accessi ai codici minori del Pronto Soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini e stimato il potenziale bacino di utenza del CAU. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo sugli accessi registrati nei mesi di gennaio e luglio 2025, limitatamente agli orari di attività del CAU. Sono stati analizzati 2.166 accessi mediante un algoritmo basato su criteri clinici, organizzativi, diagnostici e gestionali. I risultati hanno evidenziato che 458 pazienti (21,3%) risultavano compatibili con il setting assistenziale del CAU, mentre il 78,7% presentava almeno un criterio di esclusione. La proiezione annuale ha stimato circa 2.748 accessi potenzialmente gestibili presso il CAU su 12.996 accessi annui ai codici minori. Le principali cause di esclusione sono risultate di natura clinica e organizzativa. I risultati indicano che il codice di priorità del triage non è sufficiente a identificare i pazienti candidabili a una gestione territoriale. Il CAU può contribuire alla riduzione del carico assistenziale del Pronto Soccorso, pur mantenendo un ruolo complementare all’interno della rete dell’emergenza-urgenza. L’adozione di criteri strutturati risulta essenziale per garantire appropriatezza e sostenibilità organizzativa.
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