Artificial intelligence (AI) represents one of the most significant emerging innovations in healthcare, with potential implications for care delivery, decision-making, and organizational processes. However, realizing its benefits depends crucially on the preparedness and attitudes of the professionals called upon to adopt it. This study aimed to analyze nurses' knowledge, usage experiences, perceptions, and attitudes regarding AI; to compare their clinical reasoning with that of AI systems using a standardized case study; and to outline guidelines for clinical and managerial integration. The work combines a narrative literature review (PubMed and CINAHL, 2015–2025; 12 selected studies) with a cross-sectional observational study using a custom-designed questionnaire—based on the TAM and TIGER frameworks—administered to 112 nurses. The questionnaire, organized into six sections, included a standardized clinical case with multiple-choice questions structured around Gordon’s functional health patterns, NANDA-I diagnoses, and priority goals and interventions. The same clinical case was also submitted to five generative AI systems (Claude, ChatGPT, Copilot, Gemini, Meta AI) for comparison. A training paradox emerged: while 64.3% of nurses reported using AI-based tools, 67.9% had never received training on the subject. Attitudes were found to be favorable yet cautious; nurses expressed no significant fear of being replaced by AI, but voiced strong concerns regarding the potential erosion of critical reasoning skills and the need for supervision. The primary perceived barriers were systemic (training: 71.4%; infrastructure: 67%). In the clinical case section, the nurses and all five chatbots are in complete agreement regarding the diagnostic-decision-making process, yet they diverge on Gordon’s functional health patterns; all systems prioritize the activity and exercise pattern (cited by 40.2% of nurses). AI confirms itself as a support tool rather than a replacement for the profession. Since the barriers are organizational in nature, integration requires managerial action: structured training, governance and ministerial guidelines, adequate infrastructure, pilot projects with outcome evaluation, and the direct involvement of professionals. The comparison between humans and AI suggests a complementarity between AI’s “vertical” consistency in addressing the physiological problem and the holistic perspective inherent in nursing critical judgment.

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle innovazioni emergenti più rilevanti in sanità, con potenziali implicazioni nei processi assistenziali, decisionali e organizzativi. La realizzazione dei suoi benefici dipende però in misura determinante dalla preparazione e dall’atteggiamento dei professionisti chiamati a adottarla. L’obiettivo dello studio è stato analizzare le conoscenze, esperienze d’utilizzo, percezioni e atteggiamenti degli infermieri nei confronti dell’IA, confrontarne il ragionamento clinico con quello di sistemi di IA su un caso standardizzato e delineare indicazioni per un’integrazione clinico-gestionale. L’elaborato unisce una revisione narrativa della letteratura (PubMed e CINAHL, 2015-2025; 12 studi selezionati) e uno studio osservazionale trasversale, condotto mediante un questionario costruito ad hoc su base TAM/TIGER e somministrato a 112 infermieri. Il questionario, articolato in sei sezioni, comprende un caso clinico standardizzato con quesiti a risposta multipla, strutturata su modelli funzionali di Gordon, diagnosi NANDA – I, obiettivo e interventi prioritari. Lo stesso caso clinico è stato poi sottoposto a cinque sistemi di IA generativa (Claude, ChatGPT, Copilot, Gemini, Meta AI) come comparatori. È emerso un paradosso formativo: il 64,3% degli infermieri afferma di utilizzare strumenti basati su tecnologia IA, ma il 67,9% non ha mai ricevuto formazione in merito. L’atteggiamento risulta essere favorevole ma prudente; non vi è sostanziale timore tra gli infermieri di venire un giorno sostituiti dall’IA, sono elevate invece le preoccupazioni riguardo la possibile erosione del ragionamento critico e la necessità di supervisione. Le principali barriere percepite sono sistemiche (formazione 71,4%, infrastrutture 67%). Nella sezione del caso clinico, gli infermieri e tutti e cinque i Chatbot convergono totalmente sulla catena diagnostico-decisionale, ma divergono sui modelli di Gordon, dove tutti i sistemi privilegiano il modello di attività ed esercizio fisico (40,2% tra gli infermieri). L’IA si conferma uno strumento di supporto e non un sostituto della professione. Poiché le barriere sono di natura organizzativa, l’integrazione richiede un’azione manageriale: formazione strutturata, governance e linee guida ministeriali, infrastrutture adeguate, sperimentazioni pilota con valutazione degli esiti e coinvolgimento diretto dei professionisti. Il confronto umano-IA suggerisce una complementarità tra la coerenza “verticale” dell’IA verso il problema fisiologico e la lettura olistica propria del giudizio critico infermieristico.

Intelligenza artificiale nella pratica infermieristica: studio osservazionale su conoscenze e percezioni dei professionisti come base per un modello di integrazione clinico – gestionale

ROMANELLI, SIMONE
2025/2026

Abstract

Artificial intelligence (AI) represents one of the most significant emerging innovations in healthcare, with potential implications for care delivery, decision-making, and organizational processes. However, realizing its benefits depends crucially on the preparedness and attitudes of the professionals called upon to adopt it. This study aimed to analyze nurses' knowledge, usage experiences, perceptions, and attitudes regarding AI; to compare their clinical reasoning with that of AI systems using a standardized case study; and to outline guidelines for clinical and managerial integration. The work combines a narrative literature review (PubMed and CINAHL, 2015–2025; 12 selected studies) with a cross-sectional observational study using a custom-designed questionnaire—based on the TAM and TIGER frameworks—administered to 112 nurses. The questionnaire, organized into six sections, included a standardized clinical case with multiple-choice questions structured around Gordon’s functional health patterns, NANDA-I diagnoses, and priority goals and interventions. The same clinical case was also submitted to five generative AI systems (Claude, ChatGPT, Copilot, Gemini, Meta AI) for comparison. A training paradox emerged: while 64.3% of nurses reported using AI-based tools, 67.9% had never received training on the subject. Attitudes were found to be favorable yet cautious; nurses expressed no significant fear of being replaced by AI, but voiced strong concerns regarding the potential erosion of critical reasoning skills and the need for supervision. The primary perceived barriers were systemic (training: 71.4%; infrastructure: 67%). In the clinical case section, the nurses and all five chatbots are in complete agreement regarding the diagnostic-decision-making process, yet they diverge on Gordon’s functional health patterns; all systems prioritize the activity and exercise pattern (cited by 40.2% of nurses). AI confirms itself as a support tool rather than a replacement for the profession. Since the barriers are organizational in nature, integration requires managerial action: structured training, governance and ministerial guidelines, adequate infrastructure, pilot projects with outcome evaluation, and the direct involvement of professionals. The comparison between humans and AI suggests a complementarity between AI’s “vertical” consistency in addressing the physiological problem and the holistic perspective inherent in nursing critical judgment.
2025
2026-07-15
Artificial intelligence in nursing practice: an observational study on the knowledge and perceptions of professionals as a basis for a clinical-managerial integration model
L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle innovazioni emergenti più rilevanti in sanità, con potenziali implicazioni nei processi assistenziali, decisionali e organizzativi. La realizzazione dei suoi benefici dipende però in misura determinante dalla preparazione e dall’atteggiamento dei professionisti chiamati a adottarla. L’obiettivo dello studio è stato analizzare le conoscenze, esperienze d’utilizzo, percezioni e atteggiamenti degli infermieri nei confronti dell’IA, confrontarne il ragionamento clinico con quello di sistemi di IA su un caso standardizzato e delineare indicazioni per un’integrazione clinico-gestionale. L’elaborato unisce una revisione narrativa della letteratura (PubMed e CINAHL, 2015-2025; 12 studi selezionati) e uno studio osservazionale trasversale, condotto mediante un questionario costruito ad hoc su base TAM/TIGER e somministrato a 112 infermieri. Il questionario, articolato in sei sezioni, comprende un caso clinico standardizzato con quesiti a risposta multipla, strutturata su modelli funzionali di Gordon, diagnosi NANDA – I, obiettivo e interventi prioritari. Lo stesso caso clinico è stato poi sottoposto a cinque sistemi di IA generativa (Claude, ChatGPT, Copilot, Gemini, Meta AI) come comparatori. È emerso un paradosso formativo: il 64,3% degli infermieri afferma di utilizzare strumenti basati su tecnologia IA, ma il 67,9% non ha mai ricevuto formazione in merito. L’atteggiamento risulta essere favorevole ma prudente; non vi è sostanziale timore tra gli infermieri di venire un giorno sostituiti dall’IA, sono elevate invece le preoccupazioni riguardo la possibile erosione del ragionamento critico e la necessità di supervisione. Le principali barriere percepite sono sistemiche (formazione 71,4%, infrastrutture 67%). Nella sezione del caso clinico, gli infermieri e tutti e cinque i Chatbot convergono totalmente sulla catena diagnostico-decisionale, ma divergono sui modelli di Gordon, dove tutti i sistemi privilegiano il modello di attività ed esercizio fisico (40,2% tra gli infermieri). L’IA si conferma uno strumento di supporto e non un sostituto della professione. Poiché le barriere sono di natura organizzativa, l’integrazione richiede un’azione manageriale: formazione strutturata, governance e linee guida ministeriali, infrastrutture adeguate, sperimentazioni pilota con valutazione degli esiti e coinvolgimento diretto dei professionisti. Il confronto umano-IA suggerisce una complementarità tra la coerenza “verticale” dell’IA verso il problema fisiologico e la lettura olistica propria del giudizio critico infermieristico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/27039