Introduzione La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno in crescita, con ricadute sulla sicurezza, sul benessere professionale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza. Dai dati dell’Osservatorio Regionale nell’anno 2025 sono stati coinvolti ben 397 operatori sanitari, di cui il 72% personale infermieristico. In questa ottica si evince la necessità di organizzare corsi di formazione per rafforzare le competenze degli operatori e promuovere una cultura di sicurezza. Obiettivi Lo studio ha l’obiettivo di valutare la fiducia percepita dal personale sanitario nella gestione dell’aggressività prima e dopo un intervento formativo realizzato presso l’AST Ancona, sulla percezione di prevalenza di esposizione all’aggressività, sul gradimento e sulle competenze acquisite dai partecipanti. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale prospettico trasversale con disegno pre e post-intervento formativo, rivolto agli operatori sanitari che hanno partecipato al corso ECM in AST Ancona “Prevenire, riconoscere e disinnescare l’aggressività e la violenza contro gli operatori della salute”. Il corso, composto di una parte teorica e una pratica con simulazioni e role playing, è stato valutato attraverso la somministrazione di questionari in tre tempi: prima del corso, subito dopo il corso e a sei mesi di distanza. Gli strumenti utilizzati hanno incluso una sezione socio-anagrafica e formativa, la scala POPAS per la percezione della prevalenza delle aggressioni, il questionario CCPAI per la fiducia percepita nella gestione dell’aggressività ed i dieci domini di de-escalation come valutazione del role playing, con un campione finale dello studio di 50 partecipanti. È stata eseguita la validazione del POPAS e CCPAI di contenuto e di facciata, ed è stata calcolata l’affidabilità interna attraverso l’alpha di cronbach. E' stata eseguita l'analisi dei dati con statistiche descrittive, test di Shapiro-Wilk, test di Wilcoxon signed-rank e il modello di regressione panel. Risultati I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo della fiducia percepita nella gestione dell’aggressività subito dopo il corso, con mantenimento dell’effetto anche al follow-up a sei mesi (47,94 ± 19,18 al T0 a 63,66 ± 17,74 al T1, 59,96 ± 17,28 in T2), rispettivamente con p< 0,001 e p = 0,0002. Questo in relazione ad una percezione di prevalenza di esposizione all’aggressività principalmente di tipo verbale e comportamenti aggressivi provocatori. Risultati confermati con il modello panel (coefficiente = 10,345; p = 0,085), dando risalto alla formazione pregressa sulla comunicazione. L’incremento ha riguardato soprattutto alcune dimensioni specifiche del CCPAI: la prontezza nella gestione dell’aggressività, la capacità percepita di intervenire verbalmente con un utente aggressivo, l’efficacia percepita delle tecniche conosciute che ha mostrato il miglioramento più marcato. La valutazione della prova pratica ha evidenziato complessivamente una buona acquisizione delle abilità di de-escalation e il questionario di gradimento ha mostrato un’elevata soddisfazione dei partecipanti, con prevalenza sull’utilità del corso, l’interesse suscitato e l’efficacia delle metodologie didattiche. Discussione e Conclusioni I risultati supportano l’importanza di interventi formativi teorico-pratici strutturati per aumentare la sicurezza percepita degli operatori nella gestione dell’aggressività. La lieve riduzione osservata a distanza di sei mesi suggerisce la necessità di prevedere percorsi periodici di retraining considerando la formazione come una strategia aziendale per consolidare nel tempo le competenze comunicative, relazionali e comportamentali, contribuendo al miglioramento della sicurezza organizzativa, del clima lavorativo e della qualità assistenziale.
La fiducia percepita dal personale sanitario nella gestione dell’aggressività: uno studio pre e post intervento formativo
FABBRETTI, ALESSIA
2025/2026
Abstract
Introduzione La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno in crescita, con ricadute sulla sicurezza, sul benessere professionale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza. Dai dati dell’Osservatorio Regionale nell’anno 2025 sono stati coinvolti ben 397 operatori sanitari, di cui il 72% personale infermieristico. In questa ottica si evince la necessità di organizzare corsi di formazione per rafforzare le competenze degli operatori e promuovere una cultura di sicurezza. Obiettivi Lo studio ha l’obiettivo di valutare la fiducia percepita dal personale sanitario nella gestione dell’aggressività prima e dopo un intervento formativo realizzato presso l’AST Ancona, sulla percezione di prevalenza di esposizione all’aggressività, sul gradimento e sulle competenze acquisite dai partecipanti. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale prospettico trasversale con disegno pre e post-intervento formativo, rivolto agli operatori sanitari che hanno partecipato al corso ECM in AST Ancona “Prevenire, riconoscere e disinnescare l’aggressività e la violenza contro gli operatori della salute”. Il corso, composto di una parte teorica e una pratica con simulazioni e role playing, è stato valutato attraverso la somministrazione di questionari in tre tempi: prima del corso, subito dopo il corso e a sei mesi di distanza. Gli strumenti utilizzati hanno incluso una sezione socio-anagrafica e formativa, la scala POPAS per la percezione della prevalenza delle aggressioni, il questionario CCPAI per la fiducia percepita nella gestione dell’aggressività ed i dieci domini di de-escalation come valutazione del role playing, con un campione finale dello studio di 50 partecipanti. È stata eseguita la validazione del POPAS e CCPAI di contenuto e di facciata, ed è stata calcolata l’affidabilità interna attraverso l’alpha di cronbach. E' stata eseguita l'analisi dei dati con statistiche descrittive, test di Shapiro-Wilk, test di Wilcoxon signed-rank e il modello di regressione panel. Risultati I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo della fiducia percepita nella gestione dell’aggressività subito dopo il corso, con mantenimento dell’effetto anche al follow-up a sei mesi (47,94 ± 19,18 al T0 a 63,66 ± 17,74 al T1, 59,96 ± 17,28 in T2), rispettivamente con p< 0,001 e p = 0,0002. Questo in relazione ad una percezione di prevalenza di esposizione all’aggressività principalmente di tipo verbale e comportamenti aggressivi provocatori. Risultati confermati con il modello panel (coefficiente = 10,345; p = 0,085), dando risalto alla formazione pregressa sulla comunicazione. L’incremento ha riguardato soprattutto alcune dimensioni specifiche del CCPAI: la prontezza nella gestione dell’aggressività, la capacità percepita di intervenire verbalmente con un utente aggressivo, l’efficacia percepita delle tecniche conosciute che ha mostrato il miglioramento più marcato. La valutazione della prova pratica ha evidenziato complessivamente una buona acquisizione delle abilità di de-escalation e il questionario di gradimento ha mostrato un’elevata soddisfazione dei partecipanti, con prevalenza sull’utilità del corso, l’interesse suscitato e l’efficacia delle metodologie didattiche. Discussione e Conclusioni I risultati supportano l’importanza di interventi formativi teorico-pratici strutturati per aumentare la sicurezza percepita degli operatori nella gestione dell’aggressività. La lieve riduzione osservata a distanza di sei mesi suggerisce la necessità di prevedere percorsi periodici di retraining considerando la formazione come una strategia aziendale per consolidare nel tempo le competenze comunicative, relazionali e comportamentali, contribuendo al miglioramento della sicurezza organizzativa, del clima lavorativo e della qualità assistenziale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12075/27145