This thesis examines the prospects for sustainable olive farming management in the Sicilian hinterland, focusing specifically on the provinces of Enna and Caltanissetta, regions characterized by a rich varietal and landscape heritage, yet increasingly vulnerable to climate impacts, structural fragmentation, and limited innovation capacity. The region possesses a genetic resource of at least 25 native cultivars, including eight primary varieties and several minor ones such as Nerba. This germplasm is essential for adapting to local pedoclimatic conditions and offers a key commercial advantage through monovarietal oils and certified quality schemes. Analysis of climate data from 1940 to 2024 shows a marked increase in average temperatures and highly irregular rainfall. Combined with the predominantly clayey soils and hilly terrain of the inland areas, these trends heighten the risk of soil erosion and desertification. To mitigate the thermal and water stress that threatens olive development and oil quality, preserving soil fertility is highlighted as the foundation of orchard resilience. Recommended agronomic practices include temporary or controlled cover cropping, reduced tillage, green manuring, organic fertilization, and deficit irrigation, alongside minimal pruning, integrated pest management, and prompt milling following harvest. Regarding processing, the 2024–2025 milling season reveals a fragmented production structure in Enna and Caltanissetta, where numerous processing plants operate relative to the modest volumes harvested. Modernizing oil mills is therefore critical to maintaining high quality standards and implementing circular economy principles, turning olive mill by-products—such as pomace, vegetation water, olive stones, and pruning waste—into compost, energy, soil improvers, or phenolic extracts. In conclusion, achieving sustainability in inland olive farming requires an integrated approach that extends beyond field management. Environmental protection must be coupled with structural reorganization across the supply chain, particularly through the creation of producer associations, consortia, or regional networks. By sharing equipment and services, achieving economies of scale, effectively utilizing residues, and facilitating access to PDO, PGI, and organic certifications, sustainable olive management serves as a unified driver of climate resilience, landscape conservation, and socioeconomic development for inland Sicily.

Il testo analizza le prospettive di gestione sostenibile dell’olivicoltura nell’entroterra siciliano, focalizzandosi sulle province di Enna e Caltanissetta, territori ricchi di biodiversità ma vulnerabili dal punto di vista climatico e strutturale. La regione vanta un patrimonio di almeno 25 cultivar autoctone, tra cui otto prevalenti e diverse minori come la Nerba, che costituiscono sia una risorsa fondamentale per l'adattamento all'ambiente locale sia un'opportunità di differenziazione commerciale tramite produzioni certificate e oli monovarietali. L'analisi dei dati climatici dal 1940 al 2024 conferma un marcato aumento delle temperature e una forte irregolarità delle precipitazioni, fenomeni che, uniti alla natura argillosa e collinare dei suoli locali, aumentano i rischi di erosione e desertificazione. Per contrastare gli stress idrici e termici che minacciano la resa e la qualità dell'olio, la tesi individua nella salvaguardia della fertilità del suolo l'elemento centrale della resilienza aziendale. Tra le principali pratiche agronomiche raccomandate figurano l'inerbimento controllato, la riduzione delle lavorazioni, il sovescio, la fertilizzazione organica, l'irrigazione deficitaria, oltre a potature non invasive, difesa integrata e una drastica riduzione dei tempi tra raccolta e molitura. Sull'aspetto della trasformazione, la campagna olearia 2024-2025 evidenzia un'elevata frammentazione produttiva nelle province analizzate, con un numero di frantoi sproporzionato rispetto ai volumi lavorati. L'ammodernamento tecnologico degli impianti risulta quindi cruciale sia per garantire un alto livello qualitativo sia per applicare i principi dell'economia circolare, trasformando i sottoprodotti della lavorazione (come sanse, acque di vegetazione, nocciolino e scarti di potatura) in compost, energia, ammendanti o estratti fenolici. In conclusione, la sostenibilità dell'olivicoltura siciliana richiede una strategia integrata che vada oltre i singoli interventi di campo. È indispensabile combinare la tutela ambientale con la riorganizzazione economica della filiera, promuovendo consorzi o reti territoriali tra olivicoltori e frantoiani. Questo approccio cooperativo permetterebbe di condividere servizi e impianti, abbattere i costi tramite economie di scala, gestire in modo efficiente i residui e facilitare l'accesso alle certificazioni DOP, IGP e biologiche, rendendo l'olivicoltura un motore di resilienza climatica e di sviluppo socioeconomico per le aree interne.

GESTIONE SOSTENIBILE DELL’ULIVETO: SOLUZIONI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO NELL’ENTROTERRA SICILIANO

PRESTIFILIPPO, BARTOLO
2025/2026

Abstract

This thesis examines the prospects for sustainable olive farming management in the Sicilian hinterland, focusing specifically on the provinces of Enna and Caltanissetta, regions characterized by a rich varietal and landscape heritage, yet increasingly vulnerable to climate impacts, structural fragmentation, and limited innovation capacity. The region possesses a genetic resource of at least 25 native cultivars, including eight primary varieties and several minor ones such as Nerba. This germplasm is essential for adapting to local pedoclimatic conditions and offers a key commercial advantage through monovarietal oils and certified quality schemes. Analysis of climate data from 1940 to 2024 shows a marked increase in average temperatures and highly irregular rainfall. Combined with the predominantly clayey soils and hilly terrain of the inland areas, these trends heighten the risk of soil erosion and desertification. To mitigate the thermal and water stress that threatens olive development and oil quality, preserving soil fertility is highlighted as the foundation of orchard resilience. Recommended agronomic practices include temporary or controlled cover cropping, reduced tillage, green manuring, organic fertilization, and deficit irrigation, alongside minimal pruning, integrated pest management, and prompt milling following harvest. Regarding processing, the 2024–2025 milling season reveals a fragmented production structure in Enna and Caltanissetta, where numerous processing plants operate relative to the modest volumes harvested. Modernizing oil mills is therefore critical to maintaining high quality standards and implementing circular economy principles, turning olive mill by-products—such as pomace, vegetation water, olive stones, and pruning waste—into compost, energy, soil improvers, or phenolic extracts. In conclusion, achieving sustainability in inland olive farming requires an integrated approach that extends beyond field management. Environmental protection must be coupled with structural reorganization across the supply chain, particularly through the creation of producer associations, consortia, or regional networks. By sharing equipment and services, achieving economies of scale, effectively utilizing residues, and facilitating access to PDO, PGI, and organic certifications, sustainable olive management serves as a unified driver of climate resilience, landscape conservation, and socioeconomic development for inland Sicily.
2025
2026-10-10
SUSTAINABLE OLIVE GROVE MANAGEMENT: SOLUTIONS TO CLIMATE CHANGE IN SICILIAN HINTERLAND
Il testo analizza le prospettive di gestione sostenibile dell’olivicoltura nell’entroterra siciliano, focalizzandosi sulle province di Enna e Caltanissetta, territori ricchi di biodiversità ma vulnerabili dal punto di vista climatico e strutturale. La regione vanta un patrimonio di almeno 25 cultivar autoctone, tra cui otto prevalenti e diverse minori come la Nerba, che costituiscono sia una risorsa fondamentale per l'adattamento all'ambiente locale sia un'opportunità di differenziazione commerciale tramite produzioni certificate e oli monovarietali. L'analisi dei dati climatici dal 1940 al 2024 conferma un marcato aumento delle temperature e una forte irregolarità delle precipitazioni, fenomeni che, uniti alla natura argillosa e collinare dei suoli locali, aumentano i rischi di erosione e desertificazione. Per contrastare gli stress idrici e termici che minacciano la resa e la qualità dell'olio, la tesi individua nella salvaguardia della fertilità del suolo l'elemento centrale della resilienza aziendale. Tra le principali pratiche agronomiche raccomandate figurano l'inerbimento controllato, la riduzione delle lavorazioni, il sovescio, la fertilizzazione organica, l'irrigazione deficitaria, oltre a potature non invasive, difesa integrata e una drastica riduzione dei tempi tra raccolta e molitura. Sull'aspetto della trasformazione, la campagna olearia 2024-2025 evidenzia un'elevata frammentazione produttiva nelle province analizzate, con un numero di frantoi sproporzionato rispetto ai volumi lavorati. L'ammodernamento tecnologico degli impianti risulta quindi cruciale sia per garantire un alto livello qualitativo sia per applicare i principi dell'economia circolare, trasformando i sottoprodotti della lavorazione (come sanse, acque di vegetazione, nocciolino e scarti di potatura) in compost, energia, ammendanti o estratti fenolici. In conclusione, la sostenibilità dell'olivicoltura siciliana richiede una strategia integrata che vada oltre i singoli interventi di campo. È indispensabile combinare la tutela ambientale con la riorganizzazione economica della filiera, promuovendo consorzi o reti territoriali tra olivicoltori e frantoiani. Questo approccio cooperativo permetterebbe di condividere servizi e impianti, abbattere i costi tramite economie di scala, gestire in modo efficiente i residui e facilitare l'accesso alle certificazioni DOP, IGP e biologiche, rendendo l'olivicoltura un motore di resilienza climatica e di sviluppo socioeconomico per le aree interne.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12075/28378