Introduzione: Il primo capitolo di questa tesi analizza il posizionamento fetale in utero, approfondendo i principali diametri pelvici e le modalità di adattamento del feto al canale del parto. Tra le diverse posizioni fetali, la posizione occipito-anteriore sinistra (OISA) viene configurata come la più favorevole per un parto fisiologico, poiché associata a migliori esiti neonatali e ad una minore incidenza di traumi perineali. Il capitolo affronta inoltre il tema delle malposizioni fetali, come le posizioni posteriori e gli asinclitismi, che invece possono determinare esiti ostetrici meno favorevoli. Il secondo capitolo tratta il trauma perineale, di cui vengono descritte la definizione, la classificazione secondo i diversi gradi di lesione, la tecnica di riparazione e le principali misure preventive attuabili sia in epoca antepartum che intrapartum. Tra le strategie preventive, oltre all’utilizzo di impacchi caldi perineali, alla libertà di posizione materna e al sostegno della spinta spontanea, rientrano anche le tecniche per favorire il posizionamento fetale ottimale, che vengono affrontate nel dettaglio nell’ultimo capitolo. Il terzo capitolo dunque offre una panoramica delle migliori posizioni e posture materne che possono favorire il corretto allineamento fetale e migliorare la progressione del travaglio. Vengono illustrate inoltre le tecniche del protocollo Spinning Babies, che mirano a sciogliere i legamenti e le tensioni muscolari e ad ottenere la rotazione fetale all’interno del bacino, contribuendo così ad un parto più naturale e ad una riduzione del rischio delle lacerazioni perineali. Obiettivo: Lo scopo di questo studio è stato quello di indagare la percezione delle ostetriche operanti nella Regione Marche riguardo alla possibile correlazione tra il posizionamento fetale ottimale e la prevenzione del trauma perineale. Inoltre, si è voluto verificare se, oltre alla consapevolezza teorica, le tecniche per favorire il corretto posizionamento venissero effettivamente applicate nella pratica clinica, e se ci fossero delle differenze nella loro attuazione tra le varie strutture della regione. Materiali e metodi: Lo studio che stato condotto è di tipo osservazionale trasversale. Lo strumento di raccolta dati è stato un questionario strutturato e anonimo composto da 14 domande a risposta chiusa, multipla e aperta, realizzato tramite la piattaforma Google Moduli e diffuso tramite canali digitali. La somministrazione è avvenuta nel periodo tra Agosto e Settembre e ha coinvolto 43 ostetriche. Risultati: L’analisi dei dati è stata effettuata mediante il software Microsoft Excel. L’analisi è stata di tipo descrittivo: sono state calcolate le frequenze assolute e percentuali delle variabili e sono state rappresentate tramite grafici a barre e a torta. Tra i risultati più rilevanti dello studio è emerso che la maggior parte delle ostetriche ritiene che vi sia una correlazione significativa tra il corretto posizionamento e la prevenzione del trauma perineale, e che sono solite applicare nella pratica clinica tecniche mirate a favorire tale posizionamento. La percezione di questa correlazione è risultata tuttavia indipendente sia dall’età anagrafica delle partecipanti, sia dal contesto lavorativo di appartenenza, sebbene si possano osservare delle minime differenze territoriali nella frequenza e nella modalità di applicazione delle tecniche. Conclusione: Lo studio ha evidenziato una significativa correlazione tra il posizionamento fetale e il trauma perineale, nonché una buona applicazione delle tecniche volte a favorire il corretto allineamento fetale nei contesti assistenziali, dimostrando una sostanziale coerenza tra conoscenza teoria e pratica clinica. Tuttavia risulta necessaria una formazione maggiore del personale e l’elaborazione di protocolli condivisi, al fine di consolidare l’utilizzo di tali tecniche in modo sistematico e uniforme su tutto il territorio regionale.
corretto posizionamento del feto e prevenzione del trauma perineale
CAMPITELLI, BENEDETTA
2024/2025
Abstract
Introduzione: Il primo capitolo di questa tesi analizza il posizionamento fetale in utero, approfondendo i principali diametri pelvici e le modalità di adattamento del feto al canale del parto. Tra le diverse posizioni fetali, la posizione occipito-anteriore sinistra (OISA) viene configurata come la più favorevole per un parto fisiologico, poiché associata a migliori esiti neonatali e ad una minore incidenza di traumi perineali. Il capitolo affronta inoltre il tema delle malposizioni fetali, come le posizioni posteriori e gli asinclitismi, che invece possono determinare esiti ostetrici meno favorevoli. Il secondo capitolo tratta il trauma perineale, di cui vengono descritte la definizione, la classificazione secondo i diversi gradi di lesione, la tecnica di riparazione e le principali misure preventive attuabili sia in epoca antepartum che intrapartum. Tra le strategie preventive, oltre all’utilizzo di impacchi caldi perineali, alla libertà di posizione materna e al sostegno della spinta spontanea, rientrano anche le tecniche per favorire il posizionamento fetale ottimale, che vengono affrontate nel dettaglio nell’ultimo capitolo. Il terzo capitolo dunque offre una panoramica delle migliori posizioni e posture materne che possono favorire il corretto allineamento fetale e migliorare la progressione del travaglio. Vengono illustrate inoltre le tecniche del protocollo Spinning Babies, che mirano a sciogliere i legamenti e le tensioni muscolari e ad ottenere la rotazione fetale all’interno del bacino, contribuendo così ad un parto più naturale e ad una riduzione del rischio delle lacerazioni perineali. Obiettivo: Lo scopo di questo studio è stato quello di indagare la percezione delle ostetriche operanti nella Regione Marche riguardo alla possibile correlazione tra il posizionamento fetale ottimale e la prevenzione del trauma perineale. Inoltre, si è voluto verificare se, oltre alla consapevolezza teorica, le tecniche per favorire il corretto posizionamento venissero effettivamente applicate nella pratica clinica, e se ci fossero delle differenze nella loro attuazione tra le varie strutture della regione. Materiali e metodi: Lo studio che stato condotto è di tipo osservazionale trasversale. Lo strumento di raccolta dati è stato un questionario strutturato e anonimo composto da 14 domande a risposta chiusa, multipla e aperta, realizzato tramite la piattaforma Google Moduli e diffuso tramite canali digitali. La somministrazione è avvenuta nel periodo tra Agosto e Settembre e ha coinvolto 43 ostetriche. Risultati: L’analisi dei dati è stata effettuata mediante il software Microsoft Excel. L’analisi è stata di tipo descrittivo: sono state calcolate le frequenze assolute e percentuali delle variabili e sono state rappresentate tramite grafici a barre e a torta. Tra i risultati più rilevanti dello studio è emerso che la maggior parte delle ostetriche ritiene che vi sia una correlazione significativa tra il corretto posizionamento e la prevenzione del trauma perineale, e che sono solite applicare nella pratica clinica tecniche mirate a favorire tale posizionamento. La percezione di questa correlazione è risultata tuttavia indipendente sia dall’età anagrafica delle partecipanti, sia dal contesto lavorativo di appartenenza, sebbene si possano osservare delle minime differenze territoriali nella frequenza e nella modalità di applicazione delle tecniche. Conclusione: Lo studio ha evidenziato una significativa correlazione tra il posizionamento fetale e il trauma perineale, nonché una buona applicazione delle tecniche volte a favorire il corretto allineamento fetale nei contesti assistenziali, dimostrando una sostanziale coerenza tra conoscenza teoria e pratica clinica. Tuttavia risulta necessaria una formazione maggiore del personale e l’elaborazione di protocolli condivisi, al fine di consolidare l’utilizzo di tali tecniche in modo sistematico e uniforme su tutto il territorio regionale.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.12075/23846