Introduzione: l’allattamento al seno rappresenta un fattore fondamentale per la salute di madre e neonato poiché fornisce nutrienti ottimali e protezione contro patologie come il cancro al seno. A tal proposito l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi e, se possibile, fino ai due anni di vita. Oltre ai numerosi benefici per il bambino, l’allattamento riduce il rischio materno di carcinoma mammario poiché permette di completare il processo di maturazione della ghiandola della mammella. In Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne, anche in età fertile; ciò comporta che alcune pazienti intraprendono una gravidanza successivamente ad una storia oncologica e si interrogano sulla possibilità e sicurezza dell’allattamento al seno dopo carcinoma mammario. Obiettivi: questo studio si propone di indagare ed esaminare la fattibilità dell’allattamento successivamente ad una diagnosi di carcinoma mammario e di analizzare l’assistenza fornita dai professionisti sanitari in questo campo, con l’obiettivo di individuare possibili ambiti di miglioramento. L’indagine si concentra sull’esperienze delle donne che hanno affrontato la gravidanza e l’allattamento successivamente ad un tumore al seno. Materiali e metodi: i dati sono stati raccolti attraverso la diffusione di un questionario online anonimo tra il 13 Marzo 2025- 15 Settembre 2025. Il campione comprende donne che, dopo aver avuto una storia oncologica al seno, hanno affrontato una o più gravidanze confrontandosi con l’allattamento. Il questionario, realizzato attraverso “Google Moduli”, ha indagato l’anamnesi oncologica delle donne, la possibilità e l’esito dell’allattamento e il tipo di assistenza sanitaria ricevuta. Risultati e discussione: l’indagine ha evidenziato che, in linea con quanto affermato dalla letteratura, la gravidanza e l’allattamento dopo carcinoma mammario sono possibili in molti casi: più della metà delle partecipanti ha avviato l’allattamento al seno. Le difficoltà emerse sono risultate principalmente legate a interventi chirurgici e trattamenti oncologici poiché possono influenzare la riuscita e la durata della lattazione. Nel campione del presente studio le donne che non hanno allattato lo hanno fatto per indicazioni mediche o per scelta personale. La maggior parte delle partecipanti ha riferito una gestione sanitaria caratterizzata da informazioni superficiali e poco chiare, scarsa personalizzazione dell’assistenza e mancanza di coordinamento tra i vari professionisti. Ciò mette in evidenza la necessità di un miglioramento del supporto sanitario fornito alle donne. Conclusioni: il presente lavoro di tesi conferma che allattare al seno dopo un carcinoma mammario rappresenta una possibilità concreta, anche in presenza di chirurgia conservativa e mastectomia monolaterale, mentre la mastectomia bilaterale costituisce il principale ostacolo. Il campione analizzato ha evidenziato una carenza di informazioni e di sostegno da parte dei professionisti, sottolineando la necessità di percorsi assistenziali personalizzati e costituiti da un team di specialisti. Nonostante i limiti del campione i risultati offrono spunti significativi per il futuro: sviluppare un counselling mirato per queste specifiche donne, promuovere una formazione che permetta di ampliare le conoscenze nel campo e valorizzare il ruolo dell’ostetrica nell’accompagnare le donne nel loro percorso.
Allattamento al seno dopo carcinoma mammario: indagine conoscitiva e implicazioni ostetriche.
DONATI, ELENA
2024/2025
Abstract
Introduzione: l’allattamento al seno rappresenta un fattore fondamentale per la salute di madre e neonato poiché fornisce nutrienti ottimali e protezione contro patologie come il cancro al seno. A tal proposito l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi e, se possibile, fino ai due anni di vita. Oltre ai numerosi benefici per il bambino, l’allattamento riduce il rischio materno di carcinoma mammario poiché permette di completare il processo di maturazione della ghiandola della mammella. In Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne, anche in età fertile; ciò comporta che alcune pazienti intraprendono una gravidanza successivamente ad una storia oncologica e si interrogano sulla possibilità e sicurezza dell’allattamento al seno dopo carcinoma mammario. Obiettivi: questo studio si propone di indagare ed esaminare la fattibilità dell’allattamento successivamente ad una diagnosi di carcinoma mammario e di analizzare l’assistenza fornita dai professionisti sanitari in questo campo, con l’obiettivo di individuare possibili ambiti di miglioramento. L’indagine si concentra sull’esperienze delle donne che hanno affrontato la gravidanza e l’allattamento successivamente ad un tumore al seno. Materiali e metodi: i dati sono stati raccolti attraverso la diffusione di un questionario online anonimo tra il 13 Marzo 2025- 15 Settembre 2025. Il campione comprende donne che, dopo aver avuto una storia oncologica al seno, hanno affrontato una o più gravidanze confrontandosi con l’allattamento. Il questionario, realizzato attraverso “Google Moduli”, ha indagato l’anamnesi oncologica delle donne, la possibilità e l’esito dell’allattamento e il tipo di assistenza sanitaria ricevuta. Risultati e discussione: l’indagine ha evidenziato che, in linea con quanto affermato dalla letteratura, la gravidanza e l’allattamento dopo carcinoma mammario sono possibili in molti casi: più della metà delle partecipanti ha avviato l’allattamento al seno. Le difficoltà emerse sono risultate principalmente legate a interventi chirurgici e trattamenti oncologici poiché possono influenzare la riuscita e la durata della lattazione. Nel campione del presente studio le donne che non hanno allattato lo hanno fatto per indicazioni mediche o per scelta personale. La maggior parte delle partecipanti ha riferito una gestione sanitaria caratterizzata da informazioni superficiali e poco chiare, scarsa personalizzazione dell’assistenza e mancanza di coordinamento tra i vari professionisti. Ciò mette in evidenza la necessità di un miglioramento del supporto sanitario fornito alle donne. Conclusioni: il presente lavoro di tesi conferma che allattare al seno dopo un carcinoma mammario rappresenta una possibilità concreta, anche in presenza di chirurgia conservativa e mastectomia monolaterale, mentre la mastectomia bilaterale costituisce il principale ostacolo. Il campione analizzato ha evidenziato una carenza di informazioni e di sostegno da parte dei professionisti, sottolineando la necessità di percorsi assistenziali personalizzati e costituiti da un team di specialisti. Nonostante i limiti del campione i risultati offrono spunti significativi per il futuro: sviluppare un counselling mirato per queste specifiche donne, promuovere una formazione che permetta di ampliare le conoscenze nel campo e valorizzare il ruolo dell’ostetrica nell’accompagnare le donne nel loro percorso.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.12075/23848